Orgogliosi della nostra cultura italiana

Diritti & Lavoro

Abbiamo negli occhi le foto dei musei riaperti al pubblico, il primo visitatore, i sorrisi dei direttori dietro le mascherine, l’orgoglio di aver mantenuto delle promesse, l’impegno a cambiare in meglio il legame con il proprio pubblico. Per certi versi, lo abbiamo detto più volte, questa emergenza è stata un’occasione per riflettere sul ruolo della Cultura e delle sue istituzioni in particolare oggi, in un mondo post Covid 19 (speriamo).

Oggi le sale sono aperte, le opere tornano a parlarci e nell’aria c’è una smania di fare, di correre, come i bambini tenuti per troppo tempo chiusi in casa. La paura è che i musei restino vuoti, che le opere rimangano da sole e le mostre finiscano per essere considerate un lusso non necessario: l’horror vacui attanaglia il settore culturale e i suoi professionisti, duramente colpiti dall’attuale crisi economica e sociale.

Cosa fare per far fronte alla paura e all’incertezza del futuro? Ricordare.

Ricordare la sensazione di camminare nelle sale di un museo, ricordare quanto è bello stare davanti a un’opera che hai studiato sui libri o ricordare la capacità di alcune installazioni di toccare le nostre corde più intime. Ricordare che la Cultura non è solo una parola ma un luogo fatto di persone.

In questa dodicesima edizione di TELESCOPE vogliamo allora ricordarvi mostre, progetti, artisti, iniziative culturali, perché la Cultura torni a essere presto un luogo molto affollato.

Nella sezione RACCONTI troviamo Micol Di Veroli, critica e curatrice, con una riflessione sul MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara; Silvia D’Ippolito, storica dell’arte e contributor di Inside Art, ci offre una lettura critica di Interregnum, la video installazione di Adrian Paci al Centro per l’arte contemporanea Luigi  Pecci di Prato inaugurata con la riapertura del museo; mentre Rossella Farinotti, curatrice indipendente e direttore esecutivo dell’Archivio Giò Pomodoro, ci parla della mostra dedicata a Mario Schifano da Gió Marconi a Milano.

Nella parte dedicata ai VIDEO troviamo il saluto di trenta direttori di musei milanesi raccolti dall’Associazione MuseoCity in occasione della Giornata Internazionale dei Musei accanto al video di Salvatore Arancio realizzato per la Biennale di Shenzhen a partire dagli esperimenti del neurobiologo Stefano Mancuso, inviato dall’artista come contributo al il progetto digitale Viaggi da Camera della Fondazione Nicola Trussardi.

Infine, la sezione EXTRA raccoglie la presentazione dello Streaming Program realizzato da Lo Schermo dell’Arte per sostenere la raccolta fondi per artisti ARTISTS’ FILM ITALIA RECOVERY FUND, che destinerà un’edizione delle opere alla collezione permanente della GAMeC di Bergamo; In viaggio con Elvira. Storie di Grandi Riparazioni, un nuovo podcast che le OGR – Officine Grandi Riparazioni dedicano ai più piccoli, parte del programma OGR is digital; e il quarto appuntamento con DOMENICA DOC, di Fondazione Pistoia Musei, dedicato alla grande fotografa Vivian Maier.

Vi ricordiamo che l’archivio di tutte le edizioni di TELESCOPE è disponibile su www.larafacco.com

Buona lettura!

Il team di Lara Facco P&C

#TeamLara

Lara Facco

Camilla Capponi, Barbara Garatti, Marta Pedroli,

Claudia Santrolli, Denise Solenghi e Francesca Battello

con la collaborazione di Annalisa Inzana ,domenica 31 maggio 2020

RACCONTI

La Fase 2, il MEIS e Shavuot, di Micol Di Veroli

Siamo finalmente arrivati alla Fase 2, e dopo quasi due mesi di lockdown, in cui l’incertezza sul futuro è stato il pensiero che accomunava tutti, siamo tornati ad avere una vita quasi normale.

Sono state giornate lunghe e difficili da trascorrere tra le mura domestiche, ma l’Arte è stata una compagna per molti, grazie alle istituzioni museali che hanno sentito la necessità di tenere vivo il rapporto con il loro pubblico semplicemente cambiando la “dimensione spaziale”, e proponendo un’offerta di contenuti culturali digitali molto variegata.

Tour virtuali di mostre e musei, interviste ai protagonisti dell’arte e persino laboratori per bambini, le piattaforme Social come Facebook e Instagram ci hanno offerto moltissime esperienze online che hanno reso meno difficili le nostre giornate.

Anche il MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara ha proposto un tour virtuale della mostra Ferrara ebraica e attraverso video, interviste e immagini ha raccontato il rapporto di una delle comunità ebraiche più antiche d’Italia con la città.

La presenza degli ebrei a Ferrara, narrata nel suo momento più tragico da Giorgio Bassani nel celebre romanzo Il giardino dei Finzi-Contini e nel racconto breve Una lapide in via Mazzini, ha origini antichissime che risalgono al Medioevo, ma il suo straordinario sviluppo – sia dal punto di vista demografico che economico e culturale – è strettamente connesso alla storia degli Estensi.

Gli ebrei a Ferrara sono stati nel corso dei secoli parte fondamentale della città, e grazie a questa mostra si ha la possibilità di conoscere la storia della comunità ferrarese attraverso oggetti religiosi cerimoniali come il Talled appartenuto al rabbino Leone Leoni, che durante le persecuzioni tentò di fermare la distruzione delle sinagoghe.

Tornando alla Fase 2, mi accorgo mentre scrivo che oggi, 28 maggio, il MEIS riapre le sue porte ai visitatori con il Giardino delle domande, un percorso verde che conduce alla scoperta delle regole dell’alimentazione ebraica e delle piante bibliche.

Uno spazio all’aria aperta in cui saranno realizzati incontri e laboratori, che inaugura in occasione di Shavuot, la festa che ricorda quando gli ebrei ricevettero la Torah. Shavuot è anche la festa della mietitura e il giorno delle primizie, e riaprire il museo alla vigilia di una ricorrenza così importante è un bellissimo segno di rinascita.