La Fase 2, il MEIS e Shavuot, di Micol Di Veroli

Cronaca

Siamo finalmente arrivati alla Fase 2, e dopo quasi due mesi di lockdown, in cui l’incertezza sul futuro è stato il pensiero che accomunava tutti, siamo tornati ad avere una vita quasi normale.

Sono state giornate lunghe e difficili da trascorrere tra le mura domestiche, ma l’Arte è stata una compagna per molti, grazie alle istituzioni museali che hanno sentito la necessità di tenere vivo il rapporto con il loro pubblico semplicemente cambiando la “dimensione spaziale”, e proponendo un’offerta di contenuti culturali digitali molto variegata.

Tour virtuali di mostre e musei, interviste ai protagonisti dell’arte e persino laboratori per bambini, le piattaforme Social come Facebook e Instagram ci hanno offerto moltissime esperienze online che hanno reso meno difficili le nostre giornate.

Anche il MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara ha proposto un tour virtuale della mostra Ferrara ebraica e attraverso video, interviste e immagini ha raccontato il rapporto di una delle comunità ebraiche più antiche d’Italia con la città.

La presenza degli ebrei a Ferrara, narrata nel suo momento più tragico da Giorgio Bassani nel celebre romanzo Il giardino dei Finzi-Contini e nel racconto breve Una lapide in via Mazzini, ha origini antichissime che risalgono al Medioevo, ma il suo straordinario sviluppo – sia dal punto di vista demografico che economico e culturale – è strettamente connesso alla storia degli Estensi.

Gli ebrei a Ferrara sono stati nel corso dei secoli parte fondamentale della città, e grazie a questa mostra si ha la possibilità di conoscere la storia della comunità ferrarese attraverso oggetti religiosi cerimoniali come il Talled appartenuto al rabbino Leone Leoni, che durante le persecuzioni tentò di fermare la distruzione delle sinagoghe.

Tornando alla Fase 2, mi accorgo mentre scrivo che oggi, 28 maggio, il MEIS riapre le sue porte ai visitatori con il Giardino delle domande, un percorso verde che conduce alla scoperta delle regole dell’alimentazione ebraica e delle piante bibliche.

Uno spazio all’aria aperta in cui saranno realizzati incontri e laboratori, che inaugura in occasione di Shavuot, la festa che ricorda quando gli ebrei ricevettero la Torah. Shavuot è anche la festa della mietitura e il giorno delle primizie, e riaprire il museo alla vigilia di una ricorrenza così importante è un bellissimo segno di rinascita.

Crediti immagini: Foto di Marco Caselli Nirmal