Il Bari alla ricerca della serie B agognata

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La terza assemblea, quella tra FIGC e Governo, ha sentenziato: si riparte, per ora, con la serie A e con la serie B, rispettivamente, il 20 ed il 27 giugno, con anticipi gustosi  dal 13 al 17 giugno con la Tim Cup. Il calcio, dunque, torna dalle viscere del corona virus per regolarizzare e rispettare il fatturato, l’economia e soprattutto la psiche dei tifosi messa a dura prova durante questi tre mesi che li ha visti privati del loro giocattolo più bello. E con la serie A e la B anche per il Bari c’è qualche possibilità di tornare sul campo a giocarsi la promozione in B nonostante i noti problemi quasi insormontabili ch attanagliano la serie C.

Dunque, ciò che si palesa dopo la riunione di ieri non prevede la chiusura della stagione, anzi, il contrario. L’idea, almeno nelle intenzioni, è quella di provare ad iniziare con un modulo di ripartenza totale del torneo, un tentativo, questo, tuttavia abbastanza difficile da realizzarsi in quanto oltre che con l’emergenza pandemica, ci si dovrà fronteggiare coi vari dinieghi della maggior parte delle società di serie C le quali – si ricorderà – votarono, in occasione dell’assemblea del 7 maggio, per un secco “no”  per lo stop al campionato.

Ma nonostante tutto, la FIGC non vuole abbandonare l’idea della ripresa in quanto solo scendendo in campo terminando la regular season si paventerebbero i verdetti finali, quelli apodittici.

Il disegno ha delle sue complessità in quanto occorre reperire ben dodici date per completare il campionato, ivi comprese quelle dei tanti recuperi dei gironi A e B, mente per quello C non ne è previsto nessuno, poi ci sarebbe da inserire la data della finale di Coppa Italia tra Ternana e Juventus Under 23, senza dimenticare le dieci date per i playoff e playout. Insomma, trovare tutte queste date in un lasso di tempo ridotto (entro il 20 di agosto), peraltro da giocarsi, in maniera inedita, sotto la canicola, non è affatto facile, tenendo presente anche del rischio infortuni in quanto si giocherebbe pressoché ininterrottamente due volte a settimana, e i giocatori necessiterebbero di una preparazione particolare e adeguata, decisamente diversa da quella tradizionale, sia per smaltire la ruggine accumulatasi sulle gambe, sia per quelle aerobica, tecnica e tattica, perché il lavoro da casa andava bene, ma fino ad un certo punto.

Ma le problematiche non finiscono qui. C’è da considerare anche l’impossibilità da parte di oltre tre quarti delle società, di rispettare il protocollo sanitario che ha un costo esorbitante per loro, senza dimenticare quella legata all’organizzazione delle gare a porte chiuse in quanto verrebbero meno gli incassi coi quali la stragrande maggioranza delle società sopravvivono economicamente, visto e considerato che la serie C è, praticamente, un fondo perduto. Pertanto una ripresa a regime potrebbe concretizzarsi solo con eventuali contributi da  parte del “palazzo” del calcio.

La certezza, comunque, al momento, è quella che una data precisa non è stata ancora individuata. Qualcuno parla della prima settimana di luglio, ma in tal caso occorre tornare ad allenarsi presto, sicuramente entro la prima settimana di giugno. E questo lo deciderà soltanto il Consiglio Federale che si riunirà il 3 giugno. In questa sede l’impressione è che si possa trovare un accordo tra le parti, vale ad dire quello della chiusura del torneo e la disputa dei soli playoff con una formula ancora da trovare. Né si può derubricare la possibilità che anche le prime tre dei gironi possano parteciparvi, così come si accetterebbe la volontà di quante, pur avendone diritto, non volessero partecipare per i noti problemi economici.

Si comprenderà che, in occasione della riunione del 3 giugno, si potrà capire quale sarà l’immediato futuro del Bari che – lo ricordiamo – vorrebbe la prosecuzione del torneo per difendere il secondo posto, così da potersi avvalere del benefit in caso di playoff partendo da una posizione di favorita rispetto alle altre. Inoltre anche l’ipotesi di ripartire coi soli playoff, non sarebbe ostracizzato ma verrebbe recepito come una possibilità per conquistare la B.

E se fosse confermata la notizia della ripresa a luglio, il programma della società prevedrebbe un breve periodo di riposo volto al ricongiungimento dei giocatori con le famiglie, lo stop dello smart working, quindi il ritorno sul terreno di gioco per gli allenamenti collettivi previsto, grosso modo, per il 10 giugno, previa la sanificazione degli ambienti dello stadio e di tutte le strutture utilizzabili, e la definizione degli accertamenti sanitari i cui preventivi la società di De Laurentiis ha già a portata di mano.

Massimo Longo