Il fallo della politica

Politica regionale, nazionale e internazionale

L’Italia avrebbe diritto a un quadro istituzionale più responsabile; ma non solo di quello. Alle porte dell’estate, l’Esecutivo resta incoerente. Del resto, la guida del Governo imporrebbe, ovviamente, delle specifiche responsabilità. Anche perché c’è sempre da gestire una Pandemia insidiosa. Di fatto, però, gli eventuali errori resterebbero a carico del Popolo italiano. Non riusciamo, infatti, a scorgere vera coesione politica. Questo Esecutivo, che dovrebbe sostenere un nuovo assetto della Penisola, ha già dimostrato i suoi limiti.

Intanto, se siamo dove siamo, la responsabilità di qualcuno sarà. Il tramonto del potere alla vecchia maniera preoccupa chi ritiene d’essere ancora politicamente utile. L’Italia dovrebbe disfarsi di tante “figure” che hanno fatto il loro tempo. Ritirarsi avrebbe ancora una sua dignità. Soprattutto se lo si facesse per il bene nazionale. Non vediamo altre scelte.

Oggi non ci sono punti di riferimento nel firmamento dei tanti, troppi, partiti italiani. Amministrare le leggi è sempre una grande responsabilità. Applicarle appare complesso. I “mandati” possono anche finire. Questo Parlamento dovrebbe essere per le riforme. Ma per i problemi nazionali, non ci sono le premesse per garantire una ragionevole ripresa. Sempre che si riesca a convivere col COvid-19. Anche perché le terapie specifiche e i vaccini sono ancora lontani.

Se il Potere Legislativo continuasse a mantenere la “fiducia” per questo Esecutivo della “quarantena”, il quadro nazionale resterebbe “sfuocato”. Il 2021 potrebbe essere l’anno di una possibile presa d’atto rinnovata. Lo scacchiere della politica resta tuttora incerto e i pronostici servirebbero a poco. Insomma, in primo luogo teniamo alla salute fisica, poi a quella di metodo. Il fallo della politica c’è stato e negarlo, ora, non risolverebbe.

Giorgio Brignola