Servizi per anziani non autosufficienti

Diritti & Lavoro

Contributi economici, assistenza domiciliare, cure, protesi e ausili, trasporto: gli aiuti per gli anziani disabili che necessitano di essere assistiti.

In Italia, gli ultraottantenni rappresentano una quota rilevante della popolazione over 65, in crescita numerica e percentuale. Rispetto agli ultrasessantacinquenni, sono logicamente molti di più gli over 80 che presentano limitazioni funzionali: parliamo di oltre il 43% degli ultra 80enni, contro poco meno del 20% degli over 65.

Ci si rende conto facilmente, di fronte a questi numeri, come siano sempre più vitali gli strumenti di assistenza a sostegno degli anziani: ad essere necessarie sono non solo le misure pubbliche di assistenza economica, come l’accompagno, ma anche e soprattutto l’assistenza domiciliare e residenziale, le cure intermedie e la tecnoassistenza. Un ruolo certamente non secondario è “giocato” anche dal welfare aziendale, fondamentale perché le misure pubbliche non vadano in crisi a causa dei costi sociali eccessivi.

Ma quali sono, nel dettaglio, i servizi per anziani non autosufficienti per i quali è possibile fruire di agevolazioni?

I servizi a disposizione di coloro che assistono una persona anziana possono variare da Regione a Regione, nonché in base alla categoria di appartenenza: ad esempio, per i dipendenti e per i pensionati pubblici è disponibile il programma Inps Home Care Premium Hcp, che oltre a un beneficio economico riconosciuto per la cura del disabile eroga numerosi altri benefici, quali servizi professionali di assistenza domiciliare, supporti, prestazioni di sollievo. Ma procediamo con ordine.

Prestazioni economiche per anziani non autosufficienti

Per quanto riguarda i benefici economici a favore degli anziani non autosufficienti, tra i principali ricordiamo:

  • l’assegno sociale sostitutivo per anziani invalidi: se l’anziano ha un’invalidità riconosciuta prima del compimento del 67° anno di età, per la quale già percepiva la pensione d’inabilità civile o l’assegno mensile di assistenza (pensione d’invalidità civile), ha diritto alla conversione dei trattamenti in assegno sociale al compimento di 67 anni; il trattamento in cui la pensione d’inabilità o invalidità civile sono trasformate si chiama assegno sociale sostitutivo e richiede che l’interessato soddisfi particolari requisiti economici;
  • l’indennità di accompagnamento, o accompagno: questo assegno, pari per il 2020 a 520,29 euro al mese, spetta a prescindere dal reddito; è indispensabile il requisito della non autosufficienza, che in generale è riconosciuto quando l’interessato ha un’invalidità pari al 100% e persistenti difficoltà nello svolgere le attività quotidiane della vita senza assistenza, o a camminare senza l’aiuto di un accompagnatore;
  • la detrazione fiscale per le spese di assistenza, sino a 2.100 euro l’anno, se il reddito non supera 40mila euro;
  • la deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica; nel dettaglio, le spese di assistenza specifica che possono essere dedotte dal reddito sono:
    • l’assistenza infermieristica e riabilitativa resa da personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica;
    • le prestazioni rese dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, se dedicato esclusivamente all’assistenza diretta della persona;
    • le prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, dal personale con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Aiuti delle Regioni per anziani non autosufficienti

A favore delle famiglie o delle persone che si assumono l’impegno di assistere un anziano disabile o non autosufficiente presso il proprio domicilio le Regioni possono prevedere:

  • un contributo economico, detto assegno di cura; l’accesso al contributo, presso la generalità delle Regioni, tiene conto della situazione economica e patrimoniale (indicatore Isee)del nucleo familiare dell’anziano;
  • prestazioni di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali rivolte al disabile anziano che non può essere assistito a domicilio, incluse le prestazioni strumentali ed accessorie.

Aiuti dell’Inps per anziani non autosufficienti

L’anziano disabile pensionato pubblico o il dipendente pubblico che assiste un anziano disabile possono beneficiare di particolari agevolazioni, non solo economiche, erogate dall’Inps attraverso un particolare programma, Inps Home Care Premium Hcp.

Il programma Inps Home Care premium consente di beneficiare di un contributo mensile sino a 1050 euro al mese, o sino a 1.250 euro mensili in ipotesi specifiche, per l’assistenza di familiari disabili, oltreché di numerosi servizi e aiuti integrativi, quali: servizi professionali domiciliari ed extra domiciliari, interventi integrativi e complementari non sanitari, prestazioni di sollievo, trasferimento assistito, pasti e supporti.

Quali sono i servizi per anziani non autosufficienti

Vediamo ora in che cosa consistono, nel dettaglio, i servizi per gli anziani non autosufficienti e per le loro famiglie, che a seconda dei programmi messi in atto possono essere riconosciuti dagli enti locali, dall’Inps o da particolari programmi pubblici:

  • servizi professionali domiciliari: si tratta di servizi di assistenza a domicilio dell’anziano resi da operatori sociosanitari oppure da educatori professionali;
  • altri servizi professionali di assistenza domiciliare: si tratta di servizi di assistenza a domicilio resi da psicologi, fisioterapisti, logopedisti o da altri professionisti come supporto alla famiglia dell’anziano non autosufficiente;
  • servizi a carattere extra domiciliare: si tratta interventi integrativi e complementari non sanitari, non effettuati a domicilio, che servono per la crescita delle capacità di relazione o cognitive, il potenziamento delle abilità, la prevenzione e il rallentamento della degenerazione che aumenta il livello di non autosufficienza; questi servizi devono svolgersi presso centri socioeducativi riabilitativi diurni per disabili o centri diurni per anziani;
  • prestazioni di sollievo: si tratta di interventi a favore della famiglia, per il recupero delle energie psicofisiche necessarie all’assistenza dell’anziano; si può trattare anche di interventi di sollievo domiciliare, diurno, extra domiciliare o residenziale, che sono resi se le necessità legate all’incapacità funzionale dell’anziano non sono integralmente soddisfatte dai servizi pubblici, ma sono integrate da uno o più familiari conviventi o non conviventi attraverso le cure familiari;
  • trasferimento assistito: si tratta di servizi di accompagnamento, trasporto o trasferimento dell’anziano assistito per specifiche e particolari necessità (visite mediche, accesso al centro diurno etc.); possono consistere in trasporto collettivo o individuale senza assistenza, con assistenza, con assistenza carrozzato e trasporto barellato;
  • servizio di consegna a domicilio dei pasti; generalmente è esclusa la fornitura;
  • supporti: rientrano nella categoria dei supporti la fornitura e l’installazione a domicilio di dotazioni e attrezzature (ausili) o strumenti tecnologici di domotica, non finanziati da altre leggi nazionali o regionali vigenti, per la mobilità e l’autonomia, per la gestione dell’ambiente domestico e delle comunicazioni, tali da ridurre il grado di non autosufficienza, il livello di bisogno assistenziale o il rischio di degenerazione ulteriore; tra i supporti, nel dettaglio, rientrano:
    • le protesi e gli ausili per le menomazioni di tipo funzionale permanenti (compresi pannoloni per incontinenti, traverse, letti e materassi ortopedici antidecubito e terapeutici, cuscini jerico e cuscini antidecubito per sedie a rotelle o carrozzine);
    • gli apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi e altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da inserire nell’organismo, per compensare una deficienza o una infermità;
    • le poltrone e i veicoli simili per invalidi, anche con motore o altro meccanismo di propulsione, compresi la servoscala e altri mezzi simili adatti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie;
    • le strumentazioni tecnologiche ed informatiche utili a garantire la sicurezza dell’ambiente domestico e lo svolgimento delle attività quotidiane;
    • gli ausili, le attrezzature e gli arredi personalizzati che permettono al disabile di fruire pienamente della propria abitazione;
    • le attrezzature tecnologicamente idonee per avviare e svolgere attività di lavoro, studio e riabilitazione nel proprio alloggio, se la gravità della disabilità non consente lo svolgimento di tali attività in sedi esterne;
    • l’adattamento di veicoli ad uso privato, utilizzati per la mobilità di persone gravemente disabili, come la modifica degli strumenti di guida;
    • la realizzazione di opere finalizzate a superare ed eliminare le barriere architettoniche in edifici già esistenti adibiti ad abitazioni private.

Il diritto alle prestazioni viene generalmente preceduto, nell’ambito territoriale sociale:

  • da una valutazione del bisogno socioassistenziale del disabile;
  • dalla sottoscrizione del Piano assistenziale individuale (Pai), che individua le prestazioni più appropriate per la persona bisognosa di assistenza.