Novità “dal Sud”. “Decollare controvento” e “La Banca Popolare di Bari”

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Con Decollare controvento. Cronache dalla galassia Puglia (covid19 – Il futuro necessario) di Luciano Sechi e Luigi Triggiani (152 pagine, € 15,00) e Banca Popolare di Bari – storia di un naufragio di Gianpaolo Busso (100 pagine, € 10,00), Edizioni dal Sud riprende un discorso sull’economia pugliese che tempo addietro aveva generato una stretta collaborazione con autori che per anni hanno analizzato l’andamento di una regione meridionale ma anomala, tra arretratezza e sviluppo, tra dinamismo e difficoltà strutturali, tra laboratori politici e atavici difetti. Decollare controvento mette in sequenza la situazione economica e sociale prima della crisi del covid-19 e durante la pandemia, proponendo un ragionamento e risposte concrete rispetto a un processo di trasformazione profondo, il tutto da un’ottica pugliese cercando di fornire il quadro più attendibile possibile dei principali comparti: l’agroalimentare, il turismo, la meccatronica, il commercio, la moda, il settore legno-arredo e l’edilizia. In un contesto che non consente di fornire una qualsiasi tempistica certa, si affrontano una serie di tematiche, anche “scomode”, che solitamente vengono nascoste dietro slogan o generiche affermazioni di principio facilmente accettabili. Vengono offerti spunti e proposte, in un’agenda che guardi anche al di là dei confini locali e nazionali, poiché se è vero che la situazione è difficile, questo non può essere un alibi per evitare di affrontare, senza preconcetti di schieramento politico o ideologico, le questioni di merito.

Il libro di Gianpaolo Busso ha in copertina la caravella che è uno dei simboli della città di Bari. Dall’inizio del secondo millennio è stata l’imbarcazione con cui marinai e mercanti baresi attraversavano il mare Adriatico per spingersi verso le coste orientali del Mediterraneo. La vita di un’impresa può somigliare, in qualche modo, a un viaggio per mare alla ricerca di buoni affari: dopo di che è importante tornare a casa sani e salvi. Per riuscirci occorre rispettare i limiti del buon senso e le regole del mare. Se non si dà importanza alle prime falle, se si insiste a seguire rotte pericolose, se si persevera con lo stesso equipaggio anche quando questo sbaglia, se si pensa di uscire indenni da ogni genere di tempesta, allora può accadere di non accorgersi che il pericolo è comparso all’orizzonte e che si sta avvicinando inesorabilmente. Arriva così il momento del naufragio e a quel punto per salvarsi non basta un santo protettore.