Il Bari ed i contratti in scadenza

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Oltre ad attendere disposizioni sulla eventuale ripresa dei campionati che arriveranno, probabilmente, domani quando si riuniranno Lega, FIGC e Ministro Spadafora, il Bari è alle prese col problema contratti in scadenza. La società barese, come è noto, è uno tra i primi club che sta dando battaglia sulla ripresa dei tornei, sia iniziando da dove si è interrotto, sia, eventualmente dai playoff, ma il momento è pieno di incertezze, tanto che bene che  vada, si potrà ricominciare da luglio, sotto il solleone e la canicola.

Si diceva dei contratti in scadenza di molti dei giocatori biancorossi, contratti scadenti – scrive la Gazzetta del Mezzogiorno – il 30 di giugno sia con formule di prestito secco, sia con a tempo determinato scadenti sempre nella stessa data. Ma il problema non riguarda solo il Bari, ovviamente. Sono pressoché tutte le società professionistiche ad avere questa grana. Per questo occorrerà inventare qualcosa per prolungare i contratti in vista delle possibile ripresa.

Per il Bari – scrive sempre la Gazzetta del Mezzogiorno – i contratti in scadenza sono quelli di Simeri anche se, le ottime prestazioni fin qui eseguite, avevano convito la società a prolungare il contratto fino al 2022 nonostante il suo contratto, comunque, scada nel 2021.

Tre, invece i contratti in scadenza a giugno: uno è quello di Laribi che è arrivato a gennaio dal Verona con la promessa di poter rinnovare il contratto in caso di promozione in B. Per lui si proverà ad allungarlo anche se occorre ponderare bene la situazione in quanto sono tante le società pronte a far proprio il giocatore, e per questo occorrerebbe blindarlo soprattutto in prospettiva promozione in B. Come per Laribi, ci sono Costantino e Pinto, il primo ha giocato scampoli di gare, soprattutto negli ultimi minuti, mentre Pinto non ha mai giocato, e se si dovesse riprendere a giocare, soprattutto in virtù delle regole che prevedono cinque cambi, e tenuto conto, inoltre, che giocando in piena estate e con una preparazione atletica ad alto rischio, i due potrebbero tornare utili alla causa.

Massimo Longo