Dalla Medicina Tradizionale Cinese possiamo aspettarci risposte alle nuove emergenze sanitarie?

Benessere & Medicina

Una fitta collaborazione tra Paesi ha messo in luce il ruolo dei metodi Yangsheng nella prevenzione del Covid-19. La collaborazione tra formule terapeutiche potrebbe rappresentare una efficace e rinnovata forma di prevenzione per la propria salute. Anche nelle emergenze.

Laura Ciminelli, sinologa, si è formata in lingua cinese e letteratura italiana a Roma presso l’Università La Sapienza e l’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente completando la sua formazione in Cina.

E’ Direttrice del Centro integrato Formazione-Arte-Salute “SinoEnergie” e coordinatrice didattica dell’Istituto Superiore di Medicina Tradizionale Cinese Villa Giada di Roma.

Dal 2016 è membro del Consiglio direttivo del Comitato per l’educazione medica della Federazione Mondiale di Medicina Cinese (EIC – Education Instruction Committee –  WFCMS World Federation of Chinese Medicine Societies). Su incarico di questo Comitato ha tradotto in lingua italiana il piano di diagnosi e trattamento del COVID-19.

Certi della serietà delle sue fonti le chiediamo come sta vivendo questo periodo e quali informazioni le arrivano dalla Cina.

Si può parlare di prevenzione e cura della pandemia?

Tutte queste morti e le condizioni terribili in cui sono avvenute, credo che rimarranno sempre nel nostro sentire come una terribile prova e un estremo monito alle nostre coscienze per la salvaguardia della vita sul pianeta Terra.

In questo periodo ho preso l’occasione per avvicinarmi alla filosofia Yoga e riscontrando una potente radice comune con le tecniche Qi Gong che già conoscevo, ho cercato di coltivare l’arte del respiro.

All’inizio del contagio epidemico in Italia, ero coinvolta già da due mesi da quanto stava accadendo in Cina, e avendo accesso ai social e ai media cinesi, avevo ricevuto molte notizie sull’opera di prevenzione e cura con la medicina tradizionale cinese.

Inizialmente, per colpevole ingenuità e inguaribile ottimismo, avevo sperato che sotto la minaccia dell’emergenza i composti fitoterapici cinesi potessero essere presi in considerazione per i nostri pazienti italiani, vista l’efficacia soprattutto in termini di prevenzione, ma anche nella cura dei casi leggeri e medi, per fermare l’evoluzione della malattia verso esiti gravi e critici. Sappiamo però che molti ostacoli frenano un sereno esame della efficacia e percorribilità dei metodi naturali.

La Medicina Cinese quali strumenti offre a vantaggio della prevenzione?

Naturalmente la pandemia del Covid 19 ha acceso un riflettore su temi che erano rimasti indietro rispetto ad altri, primo fra tutti la prevenzione, che ora smette di essere concetto e chiede di diventare azione. Capiamo quindi che è necessario, oggi ancora di più, inserire nuovi schemi di comportamento per i singoli, volti a preservare una buona condizione di salute e attenzione al proprio sistema immunitario.

La Medicina Cinese offre molti strumenti e in tal senso, si pone come medicina preventiva, non solo in termini di rimedi  e tecniche, ma anche di comportamenti.

Per la prevenzione della polmonite da nuovo coronavirus è stata diramata una formula fitoterapica ufficiale, composta dall’unione di tre famose formule classiche, da usare in decotto.

L’effetto desiderato è riassumibile in alcuni aspetti:

  • Purificare i polmoni dal calore;
  • proteggere e pulire il nostro ambiente interno;
  • rafforzare le difese immunitarie;
  • evitare che i fattori patogeni dall’esterno penetrino all’interno.

Chi sono i medici cinesi protagonisti di questa sfida di prevenzione?

In Cina c’è una memoria molto viva dell’epidemia di SARS del 2003 durante la quale la fitoterapia raggiunse ottimi risultati e in occasione di questa nuova terribile sfida, la medicina tradizionale, anche sotto la pressione di un forte movimento di opinione, è stata sostenuta e ampiamente utilizzata. Accademici e clinici di MTC si sono scambiati informazioni ed esperienze e un “tris” di eccellenza si è trasferito a Wuhan.

Da questo lavoro di squadra è nata la formula per la prevenzione, numerosi Ospedali e centri clinici del Paese l’hanno adottata e divulgata, tra cui il dott. Zhang Zhilong, Primario dell’Ospedale dell’Accademia di Scienze Mediche TCM di Tianjin, molto attivo nel campo della prevenzione e della divulgazione dei metodi Yangsheng della Medicina Tradizionale Cinese.

Cosa sono i metodi Yangsheng?

Yang Sheng” si può tradurre con nutrire la vita”. E’ una disciplina sviluppatasi nel corso dei secoli nel grande alveo della medicina tradizionale cinese.  Si tratta di antiche conoscenze su come prevenire le malattie e allontanare la vecchiaia che appartengono da sempre alla cultura orientale, come il Qigong.

Con l’obiettivo di “conformarsi alla natura” la scienza Yangsheng propone un insieme di norme riguardanti l’alimentazione, il clima, il sonno e la veglia, la salute pubblica ed anche l’educazione di mente e spirito.

Medicina Tradizionale: come si evitano il “fai da te” e, nondimeno, le fake news?

Oggi sappiamo che i “saperi locali”, le medicine riconducibili a geografie specifiche, sono sopravvissute nel tempo grazie ad un’“efficacia” confermata  dalla trasmissione continuativa di ricette, formule e tradizioni e dal numero sempre crescente di persone che fanno ricorso a trattamenti terapeutici non convenzionali.

E’ molto importante, ad esempio quando si parla di fitoterapia o rimedi naturali, da un lato non far apparire tali rimedi più pericolosi di quanto si possa sospettare, dall’altro promuovere ed adottare delle cautele di utilizzo delle erbecercando di limitare il binomio naturali-fai da te a garanzia della salute delle persone, a conferma di un’efficacia che però ha bisogno di essere direzionata.

Faccio questo lavoro da molti anni, e credo che oggi abbiamo molte opportunità, che vengono dalla rilettura di testi di culture antiche in chiave moderna, di ricavare schemi di utilizzo per migliorare la salute delle persone.

Fino a un decennio fa gli studi cercavano di far emergere i tratti peculiari delle medicine cosiddette “alternative” attraverso la comparazione con altre pratiche mediche, ponendole in relazione oppositiva tra di loro. Ora assistiamo ad un incoraggiante cambiamento di tendenza e tentativi di riorganizzazione delle rappresentazioni delle risorse e delle competenze attraverso il consolidarsi delle terapie integrate.

Esiste uno scambio virtuoso di conoscenze mediche tra Oriente e Occidente?

Nella mia Accademia, l’Istituto Superiore di Medicina Tradizionale Cinese “Villa Giada” da anni, oltre alla formazione, curiamo un Blog dove si possono trovare un gran numero di pubblicazioni a scopo divulgativo dirette alla conoscenza delle pratiche  e delle tecniche di lunga vita Yangsheng della Medicina Cinese.

Questo è possibile anche grazie al dialogo continuo che portiamo avanti con medici e studiosi delle Università Cinesi ormai da anni, mai interrotto, nemmeno in un momento come questo. Al contrario, in queste ultime settimane gli scambi con le Università Cinesi e le Medical Societies si sono molto intensificati con webinar e congressi online.

Ogni Paese coinvolto nella pandemia sta mettendo i propri strumenti e le proprie conoscenze a disposizione di uno scambio proficuo e internazionale di altissimo livello, che si tiene al di fuori delle tensioni politiche che caratterizzano questi giorni.

L’argomento è molto complesso e come sempre dovremo concedere al tempo di fare il suo corso ma credo che il frutto di questi scambi arriverà.
Del resto l’emergenza non può passare sopra i criteri di sicurezza e di accesso ai trattamenti.

Di sicuro nulla andrà perduto perché il futuro delle medicine integrate è molto promettente e il passato delle medicine tradizionali molto solido; le idee e le esperienze che stiamo registrando in questo momento porteranno soluzioni, ma soprattutto terranno la prevenzione al centro dei nostri scopi, a un’attenzione nuova sull’efficacia dei sistemi di cura naturali.