Il nostro futuro

Politica regionale, nazionale e internazionale

Sono bastati pochi mesi di chiusura delle attività lavorative nazionali per evidenziare una crisi economica di drammatiche dimensioni. La Pandemia ha palesato i sistemi produttivi più deboli. Tra questi, anche quella dell’Italia. Le scelte di contenimento sociale del problema, almeno da noi, rimangono poche. Le incertezze nazionali restano parecchie e vanno ben oltre l’evoluzione della patologia virale.

Per i progetti a medio termine, ci vorrà tempo e interventi internazionali. Pur tenendo conto che non esiste Paese non colpito dalla Pandemia. Quando, in definitiva, mancano valori sostenibili, gli effetti sull’economia si sono evidenziati. Il 2020 potrebbe chiudersi con un PIL nazionale del -8% e con la definitiva perdita di migliaia di posti di lavoro.

La “frenata” recessiva avrà bisogno di tempo e d’interventi internazionali per essere meno drammatica. Lo avevamo scritto prima della devastazione del Covid-19. Senza pessimismo. Ma con calcolato realismo. Gli eventi, purtroppo, l’hanno confermato.

Saranno, ora, gli interventi sul fronte socio/economico nazionale a evidenziare di quanto è ancora fuori dai parametri per garantire un freno alla recessione. A questo livello, la politica nostrana conta poco. Ancora meno di quanto è contata per il passato.

Proprio perché gli uomini possono sbagliare, preferiamo evitare previsioni. Il nostro futuro è compromesso e la ripresa, quando ci sarà, non consentirà di recuperare quanto abbiamo perduto e continueremo a perdere. Lo scriviamo con amarezza, ma con la coscienza di manifestare una realtà che questo virus ha solo accelerato, ma che già era nel DNA del Paese.

Giorgio Brignola