Fase 2: ripartenze, contagio e rilancio economia

Politica regionale, nazionale e internazionale

Tabelle potenziamento servizi sanitari

Sul Dl Rilancio è stato presentato un emendamento per le zone rosse escluse dal provvedimento, anche dopo le forti sollecitazioni dei presidenti Vincenzo De Luca (Campania) e Luca Zaia (Veneto), ripristinando la prima formulazione del decreto che riconosceva a tutti i comuni italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 milioni.

Sulla Fase 2, quella delle ripartenze dei settori economici, interviene il presidente della regione Liguria Giovanni Toti sottolineando come “i confini tra Regioni sono competenza del Governo e nessuno immagina come Regioni di travalicare, dopodiché non credo che l’Italia possa rimanere un Paese chiuso tra Regione e Regione”. “Occorrerà vedere – aggiunge Toti – con attenzione i dati del contagio, che però sta scendendo un po’ ovunque, anche in Lombardia, che sconta il fatto di essere stata la Regione più colpita. Non credo che la Liguria e l’Italia possano sopravvivere con i confini chiusi ancora a lungo”.

Inoltre per Toti “se chi prende il reddito di cittadinanza si rende utile, non fa male né a se stesso né al Paese. Vale per gli steward che controlleranno gli accessi nelle spiagge libere così come per la raccolta agricola in campagna. Sono persone che hanno un reddito pagato con le tasse degli italiani e quindi è giusto che quando c’è bisogno, come i lavori socialmente utili, si rendano utili”.
Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che sollecita l’Inps per la cassa integrazione, ringrazia imprenditori, commercianti e artigiani che “in questi giorni stanno alzando le serrande dimostrando un grande coraggio e vorrei arrivasse loro un segnale: non devono sentirsi e non sono soli. Lo sforzo che abbiamo voluto fare è proprio per soddisfare tutti. Quindi oggi poter dire che tutte le 42 mila richieste delle imprese verranno soddisfatte, si inserisce nella volontà di un impegno massiccio per non lasciar solo nessuno”.

In Lombardia “dal prossimo mese medici, infermieri e operatori sanitari riceveranno in busta paga gli incentivi e il bonus per lo straordinario lavoro compiuto durante l’emergenza Covid”, annuncia il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “I fondi lombardi – ha ricordato – erano già stati stanziati con il pacchetto rilancio, per poterli erogare era necessaria una legge nazionale, che finalmente è arrivata”.
“Sarà un riconoscimento concreto – prosegue Fontana – per i professionisti che hanno combattuto il Coronavirus in prima linea, prendendosi cura delle persone malate con competenza, passione e straordinaria umanità”. Regione Lombardia ha messo a disposizione 223 milioni: 100 milioni sono le tradizionali Rar (la quota annuale delle risorse aggiuntive regionali; 123 milioni (41 nazionali e 82 messe a disposizione da Regione Lombardia) gli incentivi bonus straordinari.
“La struttura commissariale del Governo – afferma il presidente della Regione Calabria, Jole Santelli -, ha consegnato presso la sede operativa della Protezione civile 1 milione di mascherine protettive che saranno destinate alla popolazione, attraverso i Comuni. Già nella prossima settimana verrà definito, dalla Protezione civile regionale, un piano di distribuzione mirato e proporzionato rispetto alla popolazione di ogni singola comunità, in modo da soddisfare il fabbisogno di un presidio di protezione individuale di fondamentale importanza”.
In Piemonte mascherine obbligatorie anche all’aperto quando ci sia il rischio di assembramenti, e sempre nei parcheggi e nelle aree antistanti i centri commerciali e i supermercati, divieto di vendita di alcolici da asporto dopo le 19 nelle aree della movida, e chiusura di bar e ristoranti all’1 di notte. Il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio, spiega che “fin dall’inizio dell’emergenza abbiamo seguito linea di grande prudenza, la cautela è d’obbligo, noi vogliamo riaprire tutto ma farlo per sempre. Abbiamo stabilito alcune misure per evitare la movida, e l’attenzione sul loro rispetto sarà altissima”.
Mentre in Veneto si preannuncia nel fine settimana un’ordinanza che “affronterà vari temi tra cui quella di dare una risposta alle famiglie – rileva il presidente Luca Zaia – che con la riapertura si trovano il problema della gestione dei minori. Quindi il problema riguarderà la fascia d’età 0-17 anni”.
Infine l’indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Val d’Aosta, dove si registra un valore pari a 1.06. Il dato emerge dal report settimanale del monitoraggio sulla fase 2, illustrato durante la conferenza stampa di oggi all’Istituto superiore di sanita. Per la Valle d’Aosta si considera l’indice una oscillazione momentanea mentre la Lombardia è in decremento.
il Presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, spiega che “la curva epidemica è stabile ed in calo” mentre “sta crescendo la quota degli asintomatici”. I dati “sono buoni e danno garanzia della capacità delle Regioni di intervenire”, ma il virus “ancora circola e non possiamo allentare le misure di protezione individuale”. E se “non possiamo escludere un incremento nelle prossime settimane”, sappiamo “che abbiamo un sistema capace di intercettarli”.
Infine conferme sullo sviluppo del vaccino dall’Università di Oxford in collaborazione con l’azienda italiana Irbm di Pomezia, mentre l’Istituto Spallanzani rende noto che, “d’intesa con l’ospedale San Camillo e l’ospedale Bambino Gesù, è in atto una sperimentazione sull’utilizzo del plasma iperimmune da pazienti convalescenti post-Covid”. E l’Aifa sostiene che “ci sono più vaccini promettenti, 5-6 in fase avanzata, e anche l’Italia partecipa in diversi modi. Il tempo ragionevole per pensare a un vaccino è primavera, estate prossima, non penso per settembre ci possa essere alcun vaccino disponibile, pur contando risultati molto buoni, come sembrano gli studi di fase 1. Speriamo l’anno prossimo e speriamo sia più d’uno e che le capacità di produzioni siano adeguate”.