“Lucania nostra”

Cronaca

di Adriana Domeniconi

Presidente Regione Basilicata Italiani Nel Mondo Anim                                    Delegata ENAC Basilicata

Dove c’è un Lucano la Basilicata fiorisce (Carmine Cicala Presidente Commissione Lucani Nel Mondo) Ieri 22 Maggio 2020 Giornata dei Lucani nel mondo.

“Girano tanti Lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti. Il Lucano, più di ogni altro popolo, vive bene nell’ombra (Leonardo Sinisgalli.)

Le nostre origini, la storia della nostra famiglia, sono come le radici di un albero: sono fondamentali, ci sostengono e danno nutrimento alla nostra identità. Per questo è importante conoscerle e tramandarle, insieme all’orgoglio di possederle. Come sempre, infatti, la non conoscenza non cancella le cose, ma rende tutto più difficile, dando origine a vuoti che in mancanza di elementi oggettivi vengono riempiti di immaginazione, con il rischio di proiettare fantasie, ansie e paure.

Gli aspetti culturali dell’identità passano attraverso numerosi canali: i racconti, la lingua, la cucina, le tradizioni, la musica e spesso sono proprio le storie di famiglia a   tener vivi tutti questi elementi.  Nell’immaginario collettivo per indicare i nostri   migranti la rappresentazione che ci appare nella nostra mente è quella di uomini o famiglie che trasportano una valigia di cartone con generi di prima necessità per cercare un mondo migliore. Ma questo è soltanto uno stereotipo di questo aspetto che non rappresenta solo disperazione e tristezza, ma se volessimo monitorare la presenza degli Italiani e in questo caso specifico dei Lucani sull’intero globo, ci accorgeremmo che i cittadini Lucani ricoprono ruoli significativi ed importanti nelle istituzioni, nelle grandi aziende come stimati professionisti o operai che siano, ma tutti ogni giorno rendono grande la Basilicata, grazie al loro impegno civile e sociale.

L’emigrazione rappresenta il coraggio, l’avventura di una persona di affrontare la vita, è una opportunità, una finestra sul mondo da cui si suole guardare al futuro, sempre con la speranza di poter tornare nella propria Terra, alle proprie radici propagandando il proprio patrimonio culturale, la passione e l’amore che si evince dal proprio cuore per i borghi, per i vicoli della Lucania.   La forza e la determinazione dei Lucani è palese in tutto il nostro Pianeta. L’attaccamento alla Basilicata che si nota in ogni cittadino della Lucania, in qualunque posto della Terra Lui si trovi è fonte di orgoglio per le istituzioni del Paese. E sono i nonni, gli avi di questa meravigliosa terra lucana, perle di saggezza, che  raccontano, illustrano e descrivono la loro storia e ci trasportano in un mondo che loro hanno vissuto con intensità e trasfondono nei nostri animi le loro sensazioni, i loro ricordi appassionati, le loro testimonianze di un passato con una esistenza trascorsa per lo più in miseria, ma con la gioia della famiglia riunita in un desco allietato da una comunanza di amorosi intenti e di  sentimenti nel condividere le tradizioni, i sapori e le usanze del posto lucano  in cui si risiedeva. Le sensazioni che si provano quando poi si rivive un passato felice sono qualcosa di meraviglioso, racconti, rimasti sepolti nella memoria, ricordi fatti ancora di sentimenti autentici, non contaminati dalla ragione umana, riaffiorano mano a mano che una persona si riavvicina al Paese di origine e prendono forma ripescando nella memoria il deja vu di molti anni prima per scorgere qualche particolare, qualche dettaglio; e gli occhi si velano di lacrime  e sembra di vivere una favola di aver realizzato un sogno nel camminare ancora una volta in quei luoghi lasciati per emigrare in tempi lontani. Chiudendo gli occhi   si possono ripercorrere quei sentimenti, quella ricca povertà che avvicinava tutti, ma che alla fine avrebbe vinto spingendo tanti figli della nostra Terra a tentare fortuna all’altro capo del mondo.  Infatti la Basilicata è una delle Regioni più povere, ma i Lucani hanno sempre un asso nella manica in tasca perché provenendo per lo più da una classe sociale contadina, non sentono la percezione della povertà reale, riescono ad avere un tenore di vita di frugale abbondanza, legato alle loro antiche abitudini arcaiche- contadine Specialmente nei paesi più periferici della Lucania  gli anziani avevano e  hanno tanta esperienza e sono immuni dal consumismo, dalle mode.

Il denaro per loro serve solo per le medicine, a loro basta poco per vivere.  Il poco per loro era inteso ed è ancora, oggi, concepito   nel senso di avere un tetto sopra la testa e qualcosa da porre sul desco quotidiano. Ed ancora accomuna, i Lucani, un atteggiamento di dignità, di decoro che li porta a non piangersi addosso e a mettere in pratica quel senso di comunità e solidarietà della cultura del buon vicinato, dell’aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà Un codice morale che è nel cuore del Lucano e che si esporta in qualsiasi posto in cui Lui risieda. Una pratica che diventa consuetudine: “Ho fatto un piatto tipico e lo porto al vicino per farglielo assaggiare, ma non come obbligo o forma, ma proprio come etica morale Accudire i bambini della vicina, anche per una intera giornata era per il Lucano ed è fonte di condivisione, un dono speciale.

Una comunità, quella della Basilicata arcaica, che, pur vivendo ai margini del mondo, del progresso, si percepiva resiliente e resistente. Quel mondo contadino che, a volte, non è riuscito a transitare nella modernità, ma che deve riuscire a porre le sue radici per il futuro perché ogni Lucano nel mondo percepisce che il ritorno alle origini e alle piccole cose quotidiane sono i valori che si porterà sempre nel cuore e che tramanderà palesandoli nel posto dove ora vive, riuscendo così a manifestare a trecentosessanta gradi l’orgoglio lucano!!! Orgoglio lucano che rappresentò il sogno di un Uomo. Antonio Sarubbi che decise di sfidare tutti e tutto, creando, dal nulla un pastificio i cui prodotti arriveranno ad essere esportati finanche in America dando lustro e lavoro a tutto il paese di Stigliano (MT). Infatti ben presto nel giro di qualche decennio il Pastificio Sarubbi divenne una delle eccellenze produttive. Testimonianza di ciò ci è stata anche tramandata da alcune rime scritte per diletto da Giuseppe Diruggero colto prete Stiglianese che scrisse: “E a Nuova York pensate! All’altro mondo, trovai questa reclame in bella mostra, tanto che restai balordo e tondo; questa scritta stilata in lingua nostra:” “Chi vuol vivere a lungo e sempre sano mangi ogni giorno la pasta di Stigliano” La qualità della semola dei maestri pastai Sarubbi divenne infatti famosa in tutto il mondo intorno al 1960 e appunto arrivò fino in America dando lustro a un popolo coraggioso ed intraprendente, il popolo lucano!!!

di Adriana Domeniconi

Presidente  Italiani Nel Mondo ANIM

Regione Basilicata

www.associazioneitalianinelmondo.it

Delegata ENAC Basilicata