Rotondi (Fi): “Conte è un fiore nato tra spine ed erbacce”

Politica regionale, nazionale e internazionale

Vicepresidente dei deputati azzurri: Conte è un figlio uscito bene da quel mostro di populismo che è stato il grillismo. Non ho mai nascosto la mia simpatia per lui”

Gianfranco Rotondi

Gianfranco Rotondi, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sul premier Conte ha detto: “Conte è un figlio uscito bene da quel mostro di populismo che è stato il grillismo. Il premier è un fiore nato tra spine ed erbacce, non ho mai nascosto la mia simpatia per lui. Detto questo, il presidente del mio partito non è diventato un inciucione. Berlusconi ha detto una cosa bellissima: nel momento in cui stiamo crepando non stiamo guardando chi ha il volante, cerchiamo di evitare che il pullman vada giù per il dirupo. Non bussate alla nostra porta per conoscere le trame, perchè chi fa la politica politicante mentre gli italiani soffrono e muoiono è un cretino è uno sciacallo. In questo momento il Paese ha bisogno di qualcuno che faccia qualcosa. Conte, che si trova a fare il capo del governo in mezzo a un branco di matti e in mezzo a tante trappole della sinistra italiana, deve continuare a resistere a sopportare”.

Sui sovranismi. “La pandemia mette in mutande i sovranismi. Quando l’uomo si scopre ad un tempo solo e uguale al mondo, quando la stessa paura c’è in Cina e in Usa, tu vedi la piccolezza del sovranismo. Ieri questi signori parevano degli eroi, perchè twittavano, erano fighi, adesso ti sembrano piccoli piccoli. Questo crea uno tsunami elettorali e i piccoli saranno dimenticati. Tra un po’ verrà l’emergenza economica, ci sarà bisogno di risposte precise. Quando la destra parla di Silvia Romano, dei migranti, a me questa destra qui fa ridere perchè non parla dei problemi del Paese. Forza Italia non ha niente a che vedere con la destraccia becera della Lega, che è cent’anni dietro Alleanza Nazionale. FDI, che viene da An, è già una cosa diversa e infatti in Europa appartiene ad una famiglia storica come quella dei conservatori”.

“L’errore di Salvini è stato quello di mettersi con LePen, sono dispiaciuto delle sue scelte politiche. I suoi errori lo hanno reso marginale. Un anno fa era l’uomo forte, il dominus della politica italiana, ora è stato travolto, ha fatto errori e gli ha pagati, ma naturalmente potrà correggerli”.