Non vi lascerò orfani

Arte, Cultura & Società

(riflessione dal Vangelo per la 6a Settimana del Tempo di Pasqua)

Nel celebrare oggi, i 100 anni dalla nascita di Papa Giovanni Paolo II, non possiamo non pensare alla frase evangelica “NON VI LASCERÒ ORFANI”.

È una promessa che profuma di speranza, una ventata d’aria fresca alla nostra fede, ormai sopita da troppo tempo sotto la cenere della paura e della rassegnazione.

La pandemia ha spezzato le ali ai nostri sogni, ha chiuso la casa di Dio, ha messo a dura prova la nostra sopravvivenza, ci ha relegati ad una vita di solitudine.

Ma oggi, muoviamo un altro passo importante verso la normalità e lo facciamo accompagnati da un “Gigante della Chiesa” che per 27 anni ha retto sulle sue spalle, forti e coraggiose, le sorti del Mondo.

Il lavoro nelle cave, la perdita dei genitori in tenera età, gli orrori della guerra….era dovuto crescere in fretta, il piccolo Carol Woytjla, in una Polonia devastata dalla fame e dalla miseria.

Ma quando pensò che i suoi occhi avessero già visto tutto, ecco profilarsi all’orizzonte, la sua nuova vita: entrare in seminario e diventare ministro di Dio.

Fin da subito, scelse di mettere la sua sottile intelligenza e quel buon cuore che gli batteva in petto, a disposizione del Signore, perché potesse amare il mondo come Lui lo aveva amato, ma non poteva certo immaginare che quelle povere mani, segnate poi dal tremolío di una lunga sofferenza, avrebbero scritto una delle più belle pagine di fede della nostra storia!

Non ebbe neppure modo di ritornare nella sua cara Cracovia, dai suoi poveri, dopo il conclave, che il papa appena eletto, gli lasciò subito il posto! Egli infatti, successe a papa Giovanni Paolo I, Albino Luciani, il cui pontificato durò solo 33 giorni…e il 16 ottobre 1978, a soli 58 anni, sedette sul trono petrino con il nome di Giovanni Paolo II. Ora toccava lui!!

Lui che nel pieno del vigore, sopravvisse ad un attentato, lui che parlando ai governanti delle nazioni riuscì ad abbattere i muri dell’odio e dell’egoismo che dividevano il mondo dopo l’ultimo conflitto, lui che costruí sentieri nuovi dove camminare con Cristo, in Pace.

E ci riuscì benissimo!!

Come dimenticare quel sorriso sempre pronto, nonostante tanta responsabilità e tanto dolore addosso?

Come non pensare ai suoi tanti viaggi in ogni angolo della terra? Ma in ogni km percorso, quel forte bisogno della voce del popolo di Dio, dei giovani e della Croce di Cristo a cui aggrapparsi sempre, come papa e come uomo, fino alla fine.

Oggi, davanti ad una nuova finestra del nostro lockdown che si spalanca sulla vita, egli ci incoraggia, con la tenerezza di sempre….”Aprite le porte a Cristo!”

Marianna Giuliano