Coronavirus, Aned Puglia Aumentano i rischi per gli immunodepressi

Cronaca

Giovanni Mercadante 

Mancano mascherine, farmaci e tamponi 

Il segretario  regionale di ANED/Associazione Nazionale Emodializzati  e Trapiantati, Tonino Santoro, scrive a Regione Puglia, Asl e Comuni: “Così la fase 2 diventa un pericolo per 6 mila pugliesi”. 

Questo il contenuto del comunicato stampa che riportiamo integralmente.

Il sistema di sicurezza sanitaria per i circa 6 mila immunodepressi della Puglia presenta ancora numerose falle e l’avvio della fase 2 deve accompagnarsi con un incremento delle misure di prevenzione, perché i rischi per le persone dializzate o immunodepresse non si eliminano per decreto.

Il nodo principale sono i centri dialisi, dove in alcuni casi ancora non vengono svolti accurati triage in ingresso ai pazienti sintomatici e dove si riscontra una diffusa carenza di mascherine. Non solo. I certificati medici per gli immunodepressi, esentati dal lavoro dal decreto Cura Italia, vengono tuttora negati da alcuni medici di base, nonostante sia un loro compito stabilito dalla legge. Quanto all’assistenza domiciliare per i dializzati, Aned non è certo contraria, ma tuttora in Puglia come nel resto d’Italia resta un miraggio: consideriamo almeno inopportuno alimentare speranze illusorie per l’immediato.

Ancora troppi punti deboli, insomma. Per questo Tonino Santoro, segretario regionale di Aned Onlus – Associazione nazionale degli Emodializzati e Trapiantati, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al governatore Michele Emiliano, al presidente di Anci Puglia, Domenico Vitto, e ai Direttori generali delle Asl, mettendo in fila tutti i problemi con cui sono costretti a convivere quotidianamente i 6 mila immunodepressi pugliesi.

“Il presidente Emiliano ha garantito di voler tutelare la salute dei più deboli – sottolinea Santoro – Eppure, a due mesi dallo scoppio della pandemia, in alcuni centri dialisi, soprattutto privati convenzionati, ancora mancano i dispositivi di sicurezza. Senza controlli accurati durante il trasporto dei pazienti dializzati tra casa e ospedale, rischiamo di sviluppare nuovi focolai proprio nei luoghi frequentati dalle persone più fragili.

I protocolli ci sono, ma non vengono applicati a dovere in alcuni centri del territorio e questo è molto grave, specie ora che la fase 2 entra nel vivo”.

Nella Fase 2 il virus non sparirà d’incanto, molte saranno le persone immunodepresse costrette a rimanere a casa dal lavoro, come previsto dal decreto del governo del 18 marzo scorso. E qui si apre il secondo problema.

“Continuano ad arrivarci segnalazioni di casi di alcuni medici che rifiutano di rilasciare agli immunodepressi i certificati di malattia per giustificare l’assenza dal lavoro – spiega Santoro -. Eppure, la legge di conversione del DL 18/2020 e le circolari dell’Inps parlano chiaro: è responsabilità dei medici di medicina generale svolgere questo compito. Altrimenti queste persone dovranno scegliere tra il rischio del contagio o la perdita del posto di lavoro”.

Un messaggio diretto anche al Governo, che ha previsto la proroga per i lavoratori trapiantati e dializzati fino al 31 luglio 2020, ma il decreto non è stato ancora emanato. L’ultimo fronte è quello dei farmaci immunosoppressori, che in Puglia scarseggiano, in particolare il farmaco Neoral della Novartis. Nonostante le sollecitazioni di ANED e l’assicurazione dell’Azienda e di AIFA, il problema non è stato ancora superato.

Inaccettabile che pazienti a rischio di contagio siano costretti ad una via crucis tra decine di farmacie per procurarsi il farmaco. E non ci si venga a dire che sono disponibili i generici, perché nel caso della ciclosporina, per chi è in cura, il passaggio al generico è severamente sconsigliato, specialmente in questo contesto di emergenza sanitaria.

“Questo – evidenzia Santoro nella lettera – rappresenta un grave pericolo sia per i dializzati, sia per i trapiantati che rischiano di perdere il nuovo organo.

Una possibile tragedia doppia se si considera l’endemica mancanza di donatori nella nostra regione”. “Sono certo – conclude il segretario di Aned Puglia – che il governatore non lascerà cadere del vuoto questo nostro appello”.