Parla Ghirelli – “Ho la coscienza a posto”

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In una intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Ghirelli prova a dire la sua in merito alla querelle “promozione” che si è creata dopo le proposte che la Lega Pro consegnerà ai tavoli del Consiglio Federale.

Intanto c’è da evidenziare la scelta di fermare il campionato che ha radici recenti in quanto lo scorso 21 febbraio, la stessa Lega decise di fermare alcune gare che sarebbero dovute disputare in Lombardia, in Emilia ed in Veneto e per questa decisione, Ghirelli, ha sofferto parecchio sentendosi, tuttavia, coerente e sereno con la scelta fatta che prevedeva la tutela prima di tutto della salute.

In C non c’è solo il Bari ma anche tante realtà tutte diverse tra loro sia come solidità finanziaria, sia come tecnica profusa in campo in base alle possibilità economiche, ma soprattutto quasi tutte non erano in grado di rispettare il protocollo sanitario con le notevoli spese previste. Del resto tutti i medici sociali, all’unanimità, hanno dichiarato che la soluzione di ripresa del campionato era da escludere per questo motivo, demandano al Governo e alle autorità sanitarie, uniche deputate a decidere, una eventuale ripresa dei campionati professionistici dalla A alla C, valutando, di volta in volta, se le società siano in grado di rispettare il suddetto protocollo sanitario.

Ha suscitato notevoli malumori la scelta di promuovere la quarta in base alla media ponderata, ma secondo Ghirelli, l’assemblea ha ascoltato tutte le opinioni, anche quelle contrastanti. Ha rispettato tutte le idee delle altre leghe, a cominciare da quella di Gravina, il quale vorrebbe tornare a giocare. Si è votato anche per la proposta che avrebbe definito la disputa dei playoff nonostante ben 52 società fossero orientate verso la sospensione ed il termine del torneo. Una soluzione era il merito sportivo che ha ottenuto la maggioranza dei voti, 16, invece, quelli ottenuti per la disputa dei playoff. Per tale opzione è apparso strano – ha detto Ghirelli – come ben 26 società che avrebbero voluto partecipare agli stessi playoff si siano sintetizzate, in sede di votazione, in sole 16. Sarebbero potute essere la maggioranza ed invece non è stato così e nonostante il risultato che ha previsto la chiusura del campionato, la Lega è stata trasparente facendo votare anche per la prosecuzione limitatamente ai playoff. Non si poteva fare di più, insomma, secondo Ghirelli che ha la coscienza a posto.

La media punti ponderata, come terza soluzione, non è stata da tutti compresa. Sempre sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, Ghirelli ha cercato di spiegarla: ”Il criterio per determinarla è dato da un coefficiente già di per sé utilizzato nella stagione 2017-18 e 2018-19, ratificato in sede di Consiglio Federale, quando alcune società avevano disputato un numero di gare diverso dalle altre. Questo coefficiente che, ad onor del vero, non è mai stato oggetto di obiezioni da parte di nessuno, si ottiene dal rapporto tra il numero delle gare giocate dalle società che hanno disputato più gare, ed il numero di gare giocate da quelle che ne hanno disputate di meno. Questo moltiplicatore viene, poi, applicato ai punti delle società che hanno disputato meno gare per rendere omogeneo il raffronto, anche questo criterio è stato sottoposto all’assemblea che prevedeva la disputa dei playoff volta ad individuare le 28 squadre che vi avrebbero partecipato”.

Il Presidente De Laurentiis ha manifestato il suo malumore in merito a questa scelta, e Ghirelli si è mostrato disponibile al confronto verbale ribadendo, tuttavia, che questo criterio è stato già utilizzato e, dunque, approvato in altre stagioni calcistiche e non è mai stato oggetto di alcuna obiezione. E se il Presidente del Bari ritiene che i propri diritti possano essere lesi, ha tutto il diritto di tutelarsi nelle opportune sedi, manifestando la massima apertura a tutte le società che si sentissero poco tutelate dai provvedimenti, anche se un lungo strascico giudiziario da parte di molte società sarebbe pericoloso in un momento storico così delicato, ricorsi giudiziari che andrebbero ad ingolfare le già compromesse decisioni federali da attuare in merito alla stesura dei gironi per l’anno prossimo.

A tal proposito, la serie C potrebbe non avere la forza economica di ripartire, al punto che si prevedono diverse rinunce da parte di molte società che tra la scelta di proseguire con le proprie società e quelle calcistiche, sicuramente opteranno per quelle personali in quanto il momento economico è tragico e rischiare per mandare avanti la propria società calcistica è assolutamente da escludere. Per cercare di arginare questo rischio limitatamente a questa stagione, Ghirelli ha proposto la cassa integrazione in deroga e proponendo di prelevare l’1% dell’ammontare delle scommesse sportive da devolvere come avviamento per tentare di ripartire.

Si è mostrato anche ottimista, infine, relativamente ad una riforma dei campionati che parrebbe necessaria a questo punto.

Massimo Longo