Via libera al Mes ultralight, ma Conte vuole il Recovery Fund

Diritti & Lavoro

240 MILIARDI DA GIUGNO. IL PREMIER FRENA, ‘NON E’ SUFFICIENTE’ 

L’Eurogruppo ha trovato un accordo sul Mes. La linea di credito da 240 miliardi sara’ disponibile dal 1 giugno. Il presidente Centeno spiega che “tutti potranno prendere prestiti fino al 2% del Pil” con scadenza a 10 anni e tasso d’interesse poco sopra lo 0,1% annuo, per coprire i costi sanitari. Esulta Sassoli: “Chi ha fatto perdere tempo all’Italia chieda scusa”. Ma allo ‘State of the Union’ a Firenze, il premier Conte rilancia: “Sure, Bei, Mes sono insufficienti, ammontano ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella Usa, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie. Il prestito effettivo del Recovery Fund deve essere di almeno un trilione di euro” Il finanziamento dovrebbe avere scadenza almeno a 25 anni e partire nella seconda meta’ dell’anno. E Di Maio ribadisce: con un poderoso Recovery Fund il Mes non serve. 

Il Mes “senza condizionalità” non convince il M5s. In una nota il parto dell’Eurogruppo viene definito “debolmente migliorato” ma “inadeguato” e garantisce che l’Italia non vi farà ricorso. Invece si registra una posizione favorevole del Pd espressa dal segretario Zingaretti e anche l’entusiasmo di Marattin che, a nome di Italia viva, annuncia un sì “senza se e senza ma”. Il M5S si aggrappa alla richiesta del premier Giuseppe Conte di uno “sforzo straordinario” per il “Recovery Fund, l’unico strumento in grado di affrontare seriamente questa emergenza e il maggior debito legato a questa emergenza deve essere scorporato dai calcoli futuri dei parametri sul debito”.

Stefano Fassina di LeU in giornata, prima dell’Eurogruppo, aveva bocciato la lettera degli eurocommissari Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovkis: “Non evita la trappola nel Mes”, taglia corto. “Niente di nuovo sul fronte Eurogruppo”: la bocciatura più secca in serata arriva da Bruxelles dopo il comunicato dell’Eurogruppo che spiega le condizioni del nuovo “Mes light” ed è firmata da Piernicola Pedicini. Pedicini è uno dei quattro, con Ignazio Corrao, Rosa D’Amato ed Eleonora Evi, finiti sotto la lente dei probiviri a 5 stelle dopo il voto in dissenso dal gruppo sula risoluzione del Parlamento europeo a proposito del Covid19 e degli strumenti finanziari per rispondere alla crisi. “Dopo tante belle parole che impacchettano e mettono il fiocco alla linea di credito del Mes, si arriva – commenta – alla sostanza: il Mes implementerà il suo sistema di allarme rapido per garantire il rimborso tempestivo del prestito… successivamente gli Stati membri dell’area dell’euro rimarrebbero impegnati a rafforzare i fondamentali economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale dell’Ue… questa è la sostanza!”.

La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha salutato i “grandi progressi fatti all’Eurogruppo nel preparare la strada dell’Europa verso la ripresa”. Secondo Lagarde, la linea di credito del Mes contro la pandemia e’ “uno strumento straordinario” che “fornira’ assistenza importante a tutti gli Stati membri dell’area euro che ne hanno bisogno”.