#iorestoacasadiriposo

Diritti & Lavoro

Sappiamo quasi sempre quello che dobbiamo fare ma…. questa è tutta un’altra storia!
Il diario “Covid19” di Villa Maria Martina inizia il 24 febbraio. Da quel giorno è stato un continuo ricercare e rifornirsi di mascherine, kit d’emergenza, amuchina gel, dispenser, elaborare piano d’emergenza Covid, sistemare zona isolamento (sperando di non doverla mai utilizzare) utilizzare sanificanti specifici, sospendere totalmente gli ingressi dal 7 marzo, limitare gli accessi al personale, cambiare i piani lavori, cambiare i turni ogni qualvolta necessario, allontanare temporaneamente ogni dipendente per il quale nutrissimo il più lontano e remoto dubbio, misurare la temperatura, registrare gli accessi, cambiare le autocertificazioni, distribuire opuscoli informativi e formativi, mostrare video di corretta vestizione e svestizione, aggiornarsi sui decreti e sulle disposizioni regionali, in certi casi anticipandole, lasciare i fornitori fuori struttura e portare la roba dentro dopo averla disinfettata…Ripetere, raccomandare, disporre.
Abbiamo organizzato eventi in camera, favorito video, foto, telefonate. Abbiamo fatto e continuiamo a fare di tutto di più…
Ma oggi il NOSTRO DIARIO racconta di ragazzi ai quali due giorni fa ho chiesto:
“se volessimo organizzare un vostro trasferimento per blindare ulteriormente la struttura”? l’ho buttata li, potevo solo provare a chiedere, una cosa davvero complicata e invece, dopo qualche attimo di riflessione, sono arrivati i messaggi:
“io ci sono direttrice”, “conti su di me”, “noi siamo come soldati che devono difendere la patria, io ci sono direttrice”, “ci sono anche io,” “ lo faccio con il cuore”, “ci sto” “ce la faremo” oppure “direttrice io non posso, ho i bambini” o ancora “sono triste per non poter essere di aiuto ma sono sola a far tutto a casa”.
Indipendentemente dalle adesioni, ho letto in tutti i ragazzi la voglia di superarsi e la loro sempre e meravigliosa risposta che ricevo ogni qualvolta chiedo loro “qualcosa in più”.
Questa volta però non si tratta di “qualcosa in più” ma di un trasferimento in struttura per 15 giorni, lasciando a casa gli affetti più cari: i figli, la famiglia , e non importa che tra poco è pasqua, perché loro, hanno scelto di festeggiarla con i nostri anziani!

Il mio personale “in bocca a lupo”, le ultime raccomandazioni, l’inizio di questa nuova avventura. La mia squadra è pronta!

Noi non sappiamo come andrà a finire, comunque vada, avremo la coscienza a posto e potremo dire di aver fatto tutto quello che era possibile e anche di più per difendere “villamariamartina”.

Fiera della mia squadra!
Anche di quelli che con sofferenza sono “temporaneamente” in panchina ma pronti ad intervenire in caso si necessità.

Naturalmente ci associamo al sofferenza e al dolore di altre strutture potendo solo immaginare quello si prova. Pregheremo per tutti 

#celafaremo#Avantitutta!