I pensionati al minimo: i nuovi poveri!?!

Diritti & Lavoro

Egr. Direttore,

oggi, la maggior  parte delle persone che vivono con pensioni minime, si trovano in condizioni di povertà drammatiche; a tutto ciò si aggiunge anche  la malattia, la mancanza di assistenza da parte dei figli o dalle istituzioni  diventa un inferno.

Oggi per un pensionato che prende una pensione minima ha una vita  davvero difficile, non  ce la fa  ad arrivare a fine mese, non può neanche scegliere di andare a vivere in una casa di riposo perché gli euro sono pochi; questi devono servire per  pagare i medicinali, le visite mediche specialistiche e tante altre cose necessarie per cui le  prospettive per il futuro non  sono assolutamente  rosee. Se poi questi pensionati non possiedono una casa di proprietà e devono pagare anche il canone di affitto a cui si aggiunge la luce, il  gas e il telefono e le tasse comunali non ce la faranno mai e quindi molte volte non riescono a consumare neanche un pasto adeguato, perché non hanno la possibilità materiale di  comprarlo. Infatti, in molte grandi, medie e piccole città, i pensionati che non arrivano a prendere neanche cinquecento euro al mese li ritroviamo alla mensa dei poveri.

Che fare per uscire da questa situazione? Innanzitutto   è necessario l’impegno dei nostri governanti che dovrebbero rivedere il valore delle pensioni minime in modo da far sopravvivere le persone che vivono alle soglie della povertà ed aiutarle  a vivere degnamente. Non basta, anche  i governi regionali e comunali sono tenuti a far vivere degnamente le persone bisognose, in particolare chi non ha nessuno che può accudirle.

Cav. Antonio Guarnieri