Rapana’ l’allarme del mondo fitness. Un disastro annunciato (!)

Diritti & Lavoro

Rapana’ (stati generali liberali democratici e moderati): l’allarme del mondo fitness.

Abbiamo ascoltato diverse eccellenti realtà̀ del mondo fitness pugliese, condividendone le criticità̀.

Innanzitutto, occorre partire da alcuni dati, al fine di comprendere quanto detto settore sia importante per l’economia ed il benessere nazionale.

I Centri Fitness (Palestre comprese) sono oltre 8.000, con più̀ di 120.000 addetti e figure professionali impiegate.

Le attività̀ sportive non agonistiche (legate al fitness) sono praticate regolarmente da più̀ di 18 milioni di italiani (59% fra i 18 e 35 anni e il 41% dai 36 ai 65 anni), a fronte di una popolazione di 60 milioni di persone: una Italia vitale, quella che produce (!).

Un giro di affari annuo di oltre 22 miliardi (10 miliardi solo per le palestre).

Da quando è stato rilevato il primo caso di Covid 19 e conseguentemente dichiarato l’allarme della epidemia (tramutatasi, in beve tempo, in pandemia), diverse voci, anche contrastanti, si sono frapposte, generando la confusione più̀ totale.

Come noto, sono state decretate una serie di chiusure di tutti i tipi di attività̀, dai Cinema ai Teatri, dagli esercizi commerciali alle Scuole, ma nessuna indicazione è arrivata a strutture del Fitness, come Centri Sportivi, Palestre e Piscine.

Un mondo produttivo dimenticato dal Governo e in particolare dal Ministro competente.

È evidente che l’arresto delle attività̀ dei Centri Fitness, delle palestre, delle piscine, ha ridotto drasticamente la possibilità̀ di sostentamento per lavoratori e datori di lavoro del settore.

Il rischio di non poter più̀ riaprire è altissimo, per diverse ragioni dovute al fermo prolungato: il funzionamento degli impianti è messo in discussione per gli ingenti costi di gestione, i canoni di locazione corrono inesorabilmente, impossibilità di mantenimento in efficienza della struttura, in un settore a margine nullo.

Il timore di un probabile fallimento da parte di piccoli e grandi centri genera un’inevitabile angoscia nei lavoratori del settore, molti dei quali precari o con partita IVA.

Ciò̀ nonostante, seppur ignorati, i titolari dei Centri Fitness e delle Palestre si sono comunque prodigati, consci della pericolosità̀ del contagio e preoccupati per i loro clienti, nella più̀ totale assenza di informazioni coerenti.

A tal proposito occorre segnalare che già̀ il 10 Marzo, i titolari di Palestre e Piscine, coordinandosi civilmente e responsabilmente, hanno deciso di chiudere.

Solo dopo, l’estensione della zona rossa all’Italia intera, per la prima volta vengono citate anche Palestre e Piscine: ultimi a chiudere; forse ultimi a ripartire.

Segue un silenzio totale sul comparto: né una notizia, né tantomeno una traccia di ipotesi programmatica; solo qualche accenno, qua e là, nemmeno ufficiale.

È lecito chiedere dove sia il Ministro Competente, mentre i costi comunque corrono, senza alcun incasso e senza alcun sostegno reale.

Altresì̀ comprensibile è la sensazione dei titolari dei Centri del Fitness, che si sentono “figli di un Dio minore”, posto che la riapertura delle attività̀ è avvolta in una nebbia fittissima: forse a giugno …

La “gestione nazionale” del comparto del Fitness, carente negli aspetti cruciali, appare indicare un palese disinteresse da parte del Ministro competente e un inaccettabile basso livello di consapevolezza su cosa sia

lo Sport di base e quanto sia elevato il valore e l’importanza del comparto.

In ogni caso le realtà̀ del mondo fitness che abbiamo ascoltato reputano di poter riaprire in tutta sicurezza, offrendo soluzioni immediatamente praticabili.

I titolari di Palestra, ad esempio, dichiarano di essere pronti avendo già̀ rivisitato i propri servizi all’utenza, con tecniche d’erogazione innovative: il “personal training” oppure le “small class”, servizi che possono essere erogati in maniera assolutamente sicura per gli utenti, se solo si sapesse che il primo è “allenamento one to one” e il secondo prevede la presenza contemporanea di un massimo di 5 persone che dispongono, quindi, di ampi spazi.

Molti imprenditori del fitness hanno già̀ adottato le proprie precauzioni, in assenza di una benché́ minima indicazione da parte del Governo:

la garanzia della distanza sociale portata a non meno di 3 metri;

sanificazione periodica e minuziosa dei circuiti di climatizzazione;

ionizzazione dei volumi;
disponibilità̀ di DPI (gel, mascherine, …);
pulizia e sanificazione continua degli ambienti sanitari

quali spogliatoi e docce;

Sotto altro profilo, il comparto del Fitness lamenta di essere stato dimenticato anche dal punto di vista del supporto economico finanziario, nonostante la sua dimensione e la sua intrinseca debolezza.

Gli esercizi del Fitness costituiti in S.r.l. sono certamente destinatari dei proclamati aiuti, contenuti nei vari decreti dal “Cura Italia” al “Decreto Liquidità”, ma, come ormai noto, alcun sostegno si è concretamente realizzato, atteso che anche gli annunciati prestiti con garanzia statale non sono ancora pervenuti sui conti correnti delle p.m.i. e dei professionisti del settore, a causa dell’elefantiasi burocratica del sistema burocratico.

A ciò̀ si aggiunga che molti titolari di P.IVA del settore, sono ancora in attesa dei proclamati 600 euro, così come i dipendenti della cassa integrazione, con l’aggravante di dover “accontentarsi” delle pubbliche scuse del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Le scuse però restano nell’aria, mentre la realtà̀ è determinata dall’assenza di liquidità e dall’angoscia di non poter fornire il sostentamento alle proprie famiglie.

Il doloroso ascolto delle realtà̀ più̀ disparate di questo settore, ci porta a condividere le criticità̀, nonché́ le proposte risolutive, sia in ordine alle misure di sicurezza adottabili, sia in ordine alle misure economiche di sostegno, affinché́ il mondo fitness italiano non scompaia del tutto.

Gli Stati Generali Liberali Democratici e Moderali garantiscono l’inserimento delle proposte pervenute dal mondo fitness nei propri programmi, partendo dalla Puglia e manifestano ogni più̀ ampia solidarietà̀ a tali realtà̀ imprenditoriali e professionali, quale fondamentale motore propulsivo dell’economia nazionale.

Michele Rapanà
(Stati Generali Liberali Democratici e Moderati)