Il 1* Maggio 2020

Cronaca

Da sopra a sotto, e viceversa – «In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito.» – Ignazio Silone

Dopo la mia uscita di sicurezza – «La mia fiducia nel socialismo (di ciò, oso dire, testimonia la mia condotta successiva) mi è rimasta più viva che mai. Nel suo nucleo essenziale essa è tornata a essere quella ch’era quando dapprima mi rivoltai contro il vecchio ordine sociale: un’estensione dell’esigenza etica dalla ristretta sfera individuale e familiare a tutto il dominio dell’attività umana; un bisogno di effettiva fraternità; un’affermazione della superiorità della persona umana su tutti i meccanismi economici e sociali che l’opprimono. Col passare degli anni mi si è aggiunto un reverente sentimento verso ciò che nell’uomo incessantemente tende a sorpassarsi ed è alla radice della sua inappagabile inquietudine.» – Ignazio Silone

L’avventura di un socialista e cristiano – «Io sono un socialista senza partito e un cristiano senza chiesa.» – Ignazio Silone

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Nel centoventesimo dalla nascita di

IGNAZIO SILONE

(Pescina 1 maggio 1900 – Ginevra 22 agosto 1978)

invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori ad ascoltare il servizio su RaiPlayRadioa lui dedicato: “Ignazio Silone: l’avventura di un uomo libero” (clicca qui). Con la lettura di pagine tratte da “Visita al carcere” lette da Carlo D’Angelo e Gabriele Lavia e da “Fontamara” con Franco Cavalcoli.

Grande scrittore e intellettuale italiano, fautore insieme a Colorni, Rossi e Spinelli degli “Stati Uniti d’Europa”, storico direttore dell’ADL e segretario generale del Centro estero socialista di Zurigo dal 1941 al 1944, nonché poi direttore dell’Avanti! (con Sandro Pertini) dal 1945 al 1946, Ignazio Silone ha rappresentato e rappresenta, oggi più che mai, un modello di letteratura “dal sud del mondo” e un faro di moralità della ragion politica collegata al socialismo umanitario.

Di lui scrisse Heinrich Böll, Nobel per la Letteratura: «Sogno… sì, sogno un cristianesimo sociale e diciamo pure socialista. Un cristianesimo che ormai prescinda dalle strutture storiche della Chiesa, ma che riscopra alcuni vecchi miti, profonde tradizioni e che ami la libertà. E un socialismo non ancorato alle ideologie di partito e meno ancora agli apparati burocratici. È vero, sa di utopia (…). Dimenticavo, c’è uno scrittore italiano che sento vicino in questo sogno, uno scrittore che stimo anche come uomo, Ignazio Silone.»

Un altro Premio Nobel per la Letteratura, Albert Camus, aveva espresso parole di elogio nei riguardi di questo grande “provinciale” italiano-europeo : «A meritare il Nobel era Silone. Silone parla a tutta l’Europa. Se io mi sento legato a lui, è perché egli è nello stesso tempo incredibilmente radicato nella sua tradizione nazionale e anche provinciale».