La cultura a casa al tempo del coronavirus

Cultura & Società

Le videoconferenze organizzate dall’Istituto Archimede di Taranto

Mai vissute prima e, in alcuni momenti, persino surreali: sono le giornate del #restiamoacasa. Interminabili ore, di cui il SARS-CoV-2 ha stravolto le abitudini e ribaltato le priorità. Una dimensione complessa da vivere e a cui occorre dare un senso non solo nel rispetto di decreti a tutela di tutti, ma anche rintracciando indispensabili occasioni di riflessione. Da quest’urgenza sono nati gli incontri in videoconferenza che l’Archimede sta proponendo agli alunni e alle famiglie dell’Istituto, nella convinzione che anche (o forse soprattutto) in tempi di emergenza sia importante contare sull’effetto terapeutico della cultura in termini di sostegno cognitivo.

Cartello la cultura a casa 3

Sei i temi affrontati in altrettanti incontri a distanza nel ciclo dal nome “La cultura a casa ai tempi del coronavirus”, progettato dalla nostra Scuola  con l’obiettivo di offrire agli studenti che si avvicinano all’esame di maturità, e non solo, strumenti di lettura della realtà che stiamo vivendo. Ciascun incontro moderato da docenti della scuola e dal dirigente, a partire dall’1 aprile, mediante la piattaforma Meet di Google ha già coinvolto, in media, duecento partecipanti tra ragazzi, genitori e docenti dell’Istituto che, liberamente, hanno scelto di utilizzare il proprio tempo per provare a “leggere” questo particolare momento storico con l’aiuto di professionisti noti nel campo della scrittura, della comunicazione, della musica, della ricerca scientifica, dello sport e del cinema. Un’iniziativa di pregio, unica nel suo genere, che sta registrando l’apprezzamento di molti operatori del mondo scolastico ionico.

Sono, invece, in partenza, quattro nuovi appuntamenti ispirati ai temi dell’ambiente, del lavoro, della sanità e della realtà virtuale. Il 29 aprile la scuola incontra Carmelo Fanizzi, presidente della Ionian Dolphin Conservation (moderatore prof. Giovanni Trovato), per riflettere sulla “rivolta” ambientale in corso, protagonisti gli animali che circolano indisturbati per le città o giocano a rincorrersi in mare, complice la pausa imposta dalla pandemia.

Il 6 maggio è in programma la videoconferenza di Federico De Michele, Sales Manager, relatore su un altro tema di scottante attualità: l’orientamento al lavoro e le potenzialità dello smart working (moderatrice la prof.ssa Teresa Pugliese).

A seguire, l’8 maggio, la preziosa testimonianza di Selene Mattia e Andrea Galasso (moderatrice la prof.ssa Teresa Pugliese), due infermieri in prima linea nell’Area Subintensiva Covid 19 del Veneto e dell’Emilia Romagna, ogni giorno chiamati a guardare in volto un nemico subdolo ed invisibile, senza indietreggiare, con umanità e professionalità.

Connessi alla rete mai quanto in queste settimane, tra smart working, necessità di tenersi aggiornati o ingannare il tempo, purtroppo rischiamo di trasformarci in prede per chi, sfruttando il nostro stato emotivo, prova a mettere in atto vergognose truffe online. A metterci in guardia dai rischi presenti in rete, ma non solo, la parola di Egidio Cipriani, psicologo-informatico referente dell’AICA, l’Associazione Informatica Calcolo Automatico, nella videoconferenza del 13 maggio (moderatore prof. Gianluca Galante), ispirata ai nuovi ritmi e modi della vita virtuale imposta dal SARS-CoV-2.

Lo scrittore e giornalista Pino Aprile ha inaugurato la serie di appuntamenti (moderatore prof. Fabio Mancini) attualizzando il tema della questione meridionale e le iniquità che rischiano, soprattutto in questo frangente, di spaccare definitivamente il nostro Paese. “L’Italia può ripartire solo da Sud, e subito, senza aspettare che finisca la tempesta”, ha affermato Aprile nel rispondere alle tante domande degli studenti preoccupati dalle incertezze sul futuro. L’autore di “Terroni”, il best seller che racconta i retroscena dell’Italia post unitaria e di come la diversità tra sud e nord non sia dovuta solo alla posizione geografica, ha sottolineato come proprio questa crisi stia evidenziando che “i diritti come quelli alla salute, ma non solo, dovrebbero valere allo stesso modo a Bergamo come a Palermo”. Ma, purtroppo, secondo Aprile “questo non accade, ammalarsi al Nord e al Sud sembra non essere mai la stessa cosa”. Con un esempio pratico, se “per raggiungere il Mezzogiorno spesso si è costretti ad utilizzare treni vecchi che vanno a rilento”, per lo scrittore – che ha fondato lo scorso anno il Movimento politico 24 Agosto per difendere il Sud – questo vuol dire che il Paese Italia non esiste”.

Della necessità di un’informazione il più possibile chiara e corretta al tempo del coronavirus, (moderatrice la prof.ssa Alessandra Pugliese) ha parlato Fulvio Colucci, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno e scrittore, mettendo in guardia la platea virtuale dell’Archimede soprattutto dalle numerose fake news attualmente in circolazione. Da settimane i media ci aggiornano sull’andamento della pandemia e spesso, alcune testate danno priorità all’audience, facendo largo uso di titoli che tendono a suscitare scalpore, i cosiddetti clickbait. “Proprio come il virus – ha spiegato Colucci – le notizie si diffondono in modo rapidissimo e attraverso i canali più disparati. Il “contagio informativo” complica, pertanto, la gestione stessa dell’emergenza, pregiudicando comportamenti omogenei da parte della popolazione”. Secondo Colucci, infatti, cui uno studente ha chiesto se sarà più facile guarire dal virus o dall’enorme diffusione di informazioni spesso non verificabili, la cosiddetta infodemia, “la differenza epocale rispetto alle emergenze globali (non solo sanitarie) del passato, consiste proprio nella maggiore lentezza con cui le notizie venivano tramesse da parte di un numero più limitato di mezzi di comunicazione”.

In un frangente in cui tutto è smart, dalle relazioni alle attività lavorative, anche l’arte si è adeguata al nuovo stile di vita che ha paralizzato l’organizzazione di eventi pubblici. Dai tour virtuali nei musei ai libri, dalla musica alla fotografia si rincorrono le iniziative per fare compagnia a chi sa che deve restare a casa magari arricchendo le proprie conoscenze e avvicinandosi all’arte in tutte le sue forme. Ma è soprattutto la musica ad accompagnare questi giorni insoliti, quasi ad esorcizzare la paura del virus. Per questo, nell’originale rassegna ideata dalla preside Capobianco, non è mancato un incontro sulla creatività (moderatore prof. Roberto Perchiazzi) che ha visto ospite il musicista Francesco Lomagistro, insegnante di batteria e percussioni, la cui riflessione non poteva che partire dai tantissimi flashmob organizzati dal principio della quarantena. Lomagistro ha riproposto l’ormai notissimo video in cui un giovane musicista romano di nome Jacopo Mastrangelo interpreta con la sua chitarra elettrica il “Tema di Debora”, tratto dalla colonna sonora di “C’era una volta in America” firmata da Ennio Morricone. Nel video Jacopo suona da una terrazza che si affaccia su Piazza Navona, deserta in questi giorni di isolamento. Come solo la musica sa fare, le note struggenti e lo scenario inverosimile hanno commosso l’Italia. Perché la musica è arte, terapia, compagnia, ispirazione e, ovviamente, studio. I numerosi studenti dell’Archimede intervenuti – alcuni musicisti, altri appassionati ascoltatori – hanno approfittato, infatti, della presenza di un artista di fama internazionale per chiedergli preziosi suggerimenti sul fare musica, dalla scelta degli insegnanti a quella degli strumenti, ma, soprattutto, per condividere le emozioni che la musica fa vivere.

L’ultima parola, ai tempi della pandemia, tocca però alla scienza. Non è mancato, infatti, al ciclo di videoconferenze già svolte dall’Archimede il contributo di un ricercatore. Marco Galasso, specialista in biotecnologie medico-farmaceutiche, ha fatto chiarezza sulla mancanza di evidenza scientifica di molte convinzioni sul nuovo ceppo di coronavirus, il SARS-CoV-2, responsabile della forma respiratoria definita COVID-19 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (moderatrice la preside Patrizia Capobianco). Il dottor Galasso ha sottolineato, infatti, che c’è ancora molto da scoprire sul virus. Al momento siamo in grado di formulare delle ipotesi, ma le certezze le avremo solo in futuro. Non sappiamo ancora, ad esempio, da dove provenga esattamente, nel senso che non è ancora chiaro quale sia stato l’animale “ponte” tra il pipistrello e l’uomo. Il collegamento mancante, che secondo alcuni studi potrebbe essere il pangolino, rimane sconosciuto e potrebbe essere in futuro fonte di ulteriori infezioni. Non esiste evidenza scientifica che con una diffusione pandemica la trasmissione possa dipendere dal clima o che il virus possa essere trasmesso attraverso le punture di zanzara. L’unica certezza è che risulta psicologicamente meno spiacevole accogliere spiegazioni semplici e intuitive rispetto alla realtà disordinata di una malattia non semplice da comprendere.

Molto seguiti ed apprezzati anche gli appuntamenti dedicati allo sport (moderatore di entrambi il prof. Cataldo Quero): il 22 aprile con Biagio Zurlo, coordinatore del settore tecnico nazionale federale di pugilato e campione italiano pro negli anni Ottanta, ed Emiliano Marsili, campione del mondo dei pesi leggeri, ed il 24 aprile con Andrea Simonetti, regista, attore, sceneggiatore tarantino ed autore del pluripremiato cortometraggio “Alle corde”. Amare lo sport è amare la vita, significa abbracciare una filosofia che si basa sulla coerenza, la disciplina, l’equilibrio, la determinazione per raggiungere un obiettivo e il senso di appartenenza. Un messaggio, quello trasmesso ai ragazzi dai due atleti, molto significativo soprattutto in questa fase delle nostre vite in cui è molto importante non lasciarsi abbattere. Anche Simonetti, che ha conosciuto e amato il pugilato frequentando la storica palestra tarantina “Quero”, ha presentato il ring come metafora di vita: quando si è “alle corde” e, quindi, in difficoltà, non si è mai del tutto spacciati, è possibile uscire da quella condizione con forza e coraggio e trovare il proprio spazio per realizzare un sogno, magari anche quello di sentirsi campioni vincendo una sfida personale. Le due lezioni a distanza hanno unito numerosissimi studenti e insegnanti, coinvolgendo il numero massimo di utenti (250) consentito dalla piattaforma digitale in uso, segno del fascino che la boxe sempre esercita anche con il suo ruolo educativo nella comunità. 

DS Patrizia Capobianco