ViVi – Visioni Virtual

Cultura & Società

Quante volte abbiamo sognato di riuscire a mettere insieme grandi nomi dell’arte. Riuscire a far dialogare tra loro pensieri e stili diversi, tutti nello stesso luogo, tutti a condividere lo stesso spazio. Ma nella vita c’è sempre chi si limita a bramare qualcosa e chi invece lotta per ottenerla. In questi giorni di “restanza” forzata, dove la frenesia della contemporaneità sembra non riuscirsi a fermare neanche davanti all’ozio imposto, sospesi tra appuntamenti sui balconi, webinar  free e formazione a tutti i costi, tra sfide mediatiche e appuntamenti online; c’è chi prova a fare qualcosa che nella solita routine potrebbe sembrare utopia: riuscire a portare a Benevento i più grandi fotografi contemporanei facendoli esporre, tutti insieme, in uno dei monumenti simbolo della nostra città la Chiesa di S. Sofia, patrimonio UNESCO.

Una mostra senza precedenti che si tinge di mistero se si pensa al nostro dover uscire solo per necessità. Una mostra per il momento solo in atto ma che a breve avrà i suoi sviluppi in potenza in quanto sarà caratterizzata dal suo essere una mostra virtuale oggi, per diventare una mostra tangibile domani. Un appuntamento che ci permetterà di avvicinarci a quelle visioni che hanno spinto dei sognatori ad abbandonare i vecchi canoni della fotografia e a farsi modellatori di luce.  È così che nasce ViVi – Visioni Virtuali da un’idea di un sognatore e dalla sua forza di lottare per ottenerla. ViVi – quasi un’incitazione a continuare a vivere: nonostante tutto! Nonostante il difficile momento!

Una mostra reale in un mondo virtuale che accoglie il grande paradosso della vita e va ad aggiungere fascino al mistero della nostra città.  Fortemente voluta da Antonio Volpone e Pasquale Palmieri e  da SCOOP società cooperativa di progettazione che utilizza vere Architetture per  ospitare mostre . ViVi nasce dall’esigenza di confrontarsi  e dialogare  con  altre  realtà così da essere “distanti ma vicini”.  Un’idea lanciata quasi per caso e che ha avuto numerose richieste di adesione.

Al  progetto  ha aderito  l’intero  gruppo  del  Manifesto Passaggio  di  Frontiera  di  Senigallia , gruppo  di cui  faceva  parte il  Maestro  Mario  Giacomelli. Come esponenti del gruppo esporranno: Enzo Carli , Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Ferruccio Ferroni, Luigi Erba, Giorgio Cutini, Sofio Valenti, Paolo Mengucci, Aristide Salvalai, Francesco Sartini, Marco Melchiorri, Loriano Brunetti, Massimo Renzi . Sempre dalle Marche ci saranno: Walter Ferro, Gloria Mancini, Delia Biele ,Giorgio Bianchi , Maurizio Tomassini .

La mostra  ospiterà  Franco Fontana e alcuni  autori del  suo  gruppo  di  “ Quelli  di  Franco  Fontana” tra cui:  Alex Mezzenga, Franco  Sortini, Lisa Bernardini, Giuliana Mariniello, Marina Rossi. A questi si affiancheranno: Giuseppe Leone, Euro Rotelli, Roberto Huner, Michele Stanzione, Biagio Prisco, Pasquale Palmieri, Angela Maria Antuono, Federico Iadarola, Annibale Sepe, Luigi Salierno, Mario Beltrambini, Lorenzo Cicconi Massi, Paolo Monina, Enzo Zanni,  Maria Grazia Candiani, Giovanni Marrozzini, Manfredo Manfroi, Ilaria Di Giustili, Graziano Perotti, Cesare Ricci, Luisa Briganti, Gustavo Millozzi, Angelo Marra. In ultimo e non da meno c’è stato il  coinvolgimento dell’Archivio Gianfranco Chiavacci e di altri  tre  autori quali: Paolo Meoni, Maurizio Sapia , Sharon Formichella Parisi della  Galleria DIE MAUER. Si avrà anche una partecipazione internazionale  grazie alla presenza del  Maestro  Zeng Yi.  Coinvolti  anche  Nino Migliori, Elio Ciol, Stefano Ciol, Gemmy Tarini, Mimmo Jodice, Antonio Biasiucci,   Ferdinando Scianna, Francesco  Cito.

Dalla galleria Toro  Arte Contemporanea partecipano  Gianni  Ansaldi, Jose Javier De Las Penas, Maurizio Galimberti, Antonio Volpone, Jesùs Chacòn, Antonio Manno. il progetto nasce da  una idea  di  Antonio  Volpone e  Pasquale Palmieri  che  hanno anche  la  funzione  di  coordinamento, si  avvale  della  collaborazione  del Maestro  Umberto Aucone  che  ha impreziosito  l’iniziativa  con  la  sua  musica, tutto sotto la preziosa  Direzione Artistica di Enzo Carli,  e con la collaborazione di:  Ideas, Toro Arte Contemporanea, Ibidem Project, Euroom, Die Mauer, Archivio Chiavacci,  ArtSharing Roma , Movimento Artistico Introvisione.                                                                                                                                 

ViVi, Visioni Virtuali

(Mostra fotografica collettiva on line  nel tempo del corona virus)

Questa stagione della “civiltà dell’immagine” si è aperta  con l’affermarsi di nuove tecnologie visive che comunicano e riflettono  lo spirito del tempo aereo i; l’incrocio della conoscenza con il saper fare e saper essere fino  persegue un nuovo modello di riferimento che rende evento, realtà e apparenze del mondo.

La fotografia sempre  più caratterizzata dalla diffusione del digitale, è un privilegiato strumento di rappresentazione di una società post-moderna tra dinamismo sociale e pluralità della comunicazione.

In questo spazio senza confini, si percepiscono meteore  di  creatività e di mondanità e le immagini sono al centro  della  dimensione creativa e dove con accattivanti forme espressive, sperimentano e determinano nuovi linguaggi e forme del comunicare.

La fotografia è un medium interdisciplinare capace di esprimere le caratteristiche del proprio linguaggio: dalla casualità  dell’objet trouvé”, alle proto-architetture, ai luoghi della plastica, ai segni della nuova  civilizzazione; para o meta fotografie non più solo visione o  metafora, bensì struttura formale nelle diverse propensioni stilistiche. Dal metafisico viaggio alla ricerca dell’io attraverso  forme della propria interiorità, alle commedie  espressiva  del proprio cammino,  agli  istanti di poesia del quotidiano o della memoria, al vissuto diretto, inestricabilmente intrecciato con il vissuto di ogni autore.

Il ricercato trattamento della post-produzione anticipa e sostiene nuove espressioni  visive ed  è fertile terreno delle avanguardie e delle sperimentazioni; lo rintracciamo nelle composizioni grottesche, allegorie del reale, kitsch; nelle immagini serializzate portate  all’esasperazione della banalità, aggressive e critiche nei confronti della società del consumo; nell’occhio dilatato del labirinto del fashion; nelle immagini che  rifiuto la tecnologia digitale, “al non pensare e scatta “dei lomografi.

La fotografia oggi si confrontai con le visioni tragiche della nuova società, i nuovi deserti  urbani, la natura dove, in  un proscenio di egoismi  si stanno consumando drammi visibili ed invisibili. ViVi si propone come contributo  di coscienza e di speranza.

ViVi , Visioni Virtuali  è una mostra fotografica collettiva on line; nel tempo del corona virus è avverabile organizzare un flash mob virtuale di immagini; droplet di visioni coinvolgenti, relative, riflessive, dinamiche  che nella loro corrente continua ci tramano richiami di memoria e incanto. Allucinazioni fantastiche, visioni che fluttuano in un cyberspazio, una dimensione fluida e navigabile che permette ai  Protagonisti di amplificare le loro emozioni e di estendere il loro messaggio in una rappresentazione in successione che ci induce alla riflessione sulla mutuazione dei valori dei messaggi di una fotografia priva del suo supporto, della rappresentazione e della comunicazione interpersonale. ( Questa rassegna raccoglie qualità e autorevolezza nell’infinita gamma delle modalità di fare fotografia; le immagini in bianco e nero sono un ritorno alle origini e trasmettono eleganza  esemplare; le altre immagini presenti – colori, digitali o analogiche, sfocate, mosse, visionarie, realiste, para o meta fotografiche -esaltano il  sottile fascino dell’inquietudine).

Immagini che si estendono verso distanze incredibili per una possibile mappatura dell’immaginario.

In questo spazio che ancora non conosciamo, si muovono le “visioni liquide”del ricordo, della bellezza ,  della nostra spiritualità, dell’indicibile. Non ci interessa sapere se questi Fotografi hanno cercato di produrre forme alternative di visualizzazione del Web o di forzare la comunicazione; di certo hanno  trasmesso pensieri, emozioni,  relazioni da un mondo che ne ha bisogno e che è nello stesso tempo  dovunque e da nessuna parte.

(Enzo Carli)

La Chiesa di Santa Sofia ospiterà una Mostra fotografica collettiva on line nel tempo del corona virus

Sabato, 11 Aprile 2020 alle ore 19.00 si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica ViVi – Visioni Virtuali. Il vernissage sarà curato dalla Galleria Toro Arte Contemporanea e potrà essere seguito sul canale Instagram ARTETORO.

Una mostra senza precedenti che si tinge di mistero se si pensa al nostro dover uscire solo per necessità e che riuscirà a portare a Benevento i più grandi fotografi contemporanei facendoli esporre, tutti insieme, in uno dei monumenti simbolo della nostra città la Chiesa di S. Sofia, patrimonio UNESCO. Un appuntamento virtuale che ci permetterà di diventare turisti di un territorio che non smette mai di stupire; il tutto semplicemente cliccando al seguente link: http://www.scooprogetti.com/joomla/vivi (che verrà attivato solo dopo il vernissage).

Il progetto nasce da un’idea di Antonio Volpone e Pasquale Palmieri, che hanno anche la funzione di coordinamento, e dalla progettazione di SCOOP società cooperativa  che utilizza vere Architetture per ospitare mostre. La Direzione Artistica è stata affidata ad Enzo Carli con la collaborazione di: Ideas, Toro Arte Contemporanea, Ibidem Project, Euroom, Die Mauer, Archivio Chiavacci, ArtSharing Roma, Movimento Artistico Introvisione. L’iniziativa sarà impreziosita con la musica del Maestro Umberto Aucone. L’iniziativa sarà impreziosita con la musica del Maestro Umberto Aucone e dal patrocinio dell’Associazione Italia Langobardorum e dell’Arcidiocesi di Benevento – Ufficio per i Beni Culturali.

Un appuntamento che ci permetterà di avvicinarci a quelle visioni che hanno spinto dei sognatori ad abbandonare i vecchi canoni della fotografia e a farsi modellatori di luce.  Una mostra reale in un mondo virtuale che accoglie il grande paradosso della vita e va ad aggiungere fascino al mistero della nostra città. Un modo per confrontarsi e dialogare  con  realtà lontane tra loro, pur restando a casa, così da essere “distanti ma vicini”.  Un’idea lanciata quasi per caso e che ha avuto numerose richieste di adesione.  Al progetto ha aderito il gruppo del  Manifesto Passaggio  di  Frontiera  di  Senigallia, fotografi del    gruppo di  “Quelli  di  Franco  Fontana”, c’è stato anche il  coinvolgimento dell’Archivio Gianfranco Chiavacci.

Partecipano gli artisti: Gianni Ansaldi, Angela Maria Antuono, Mario Beltrambini, Gianni Berengo Gardin, Lisa Bernardini, Antonio Biasiucci, Giorgio Bianchi, Delia Biele, Luisa Briganti, Loriano Brunetti, Maria Grazia Candiani, Enzo Carli, Jesùs Chacòn, Gianfranco Chiavacci, Lorenzo Cicconi Massi, Elio Ciol, Stefano Ciol, Francesco Cito, Giorgio Cutini, Jose Javier De Las Penas, Ilaria Di Giustili, Luigi Erba, Walter Ferro, Ferruccio Ferroni, Franco Fontana, Sharon Formichella Parisi, Maurizio Galimberti, Mario Giacomelli, Roberto Huner, Federico Iadarola, Mimmo Jodice, Giuseppe Leone, Gloria Mancini, Manfredo Manfroi, Antonio Manno, Angelo Marra, Giuliana Mariniello, Giovanni Marrozzini, Marco Melchiorri, Paolo Mengucci, Paolo Meoni, Alex Mezzenga, Nino Migliori, Gustavo Millozzi, Paolo Monina, Pasquale Palmieri, Graziano Perotti, Biagio Prisco, Massimo Renzi, Cesare Ricci, Marina Rossi, Euro Rotelli, Luigi Salierno, Aristide Salvalai, Maurizio Sapia, Francesco Sartini, Annibale Sepe,  Ferdinando Scianna, Franco Sortini, Michele Stanzione, Gemmy Tarini, Maurizio Tomassini, Sofio Valenti, Antonio Volpone, Zeng Yi, Enzo Zanni.