All’improvviso la didattica a distanza

Diritti & Lavoro

Non si è avuto il tempo di realizzare… perché la DaD è entrata come un uragano nelle vite degli insegnanti di ogni ordine e grado di scuola in tutto il mondo.

Ci siamo trovati da un giorno all’altro a formare e gestire classi virtuali, audio e video-lezioni, in remoto e dal vivo; buttati a capofitto nella creazione e  pubblicazione di attività, schede, costruzione di test e nella correzione degli elaborati.

Ci siamo inventati tutorial con attività di manipolazione e canzoni per stare accanto agli alunni e alle loro famiglie, per sostenerli nell’emergenza, nei suoi delicati risvolti psicologici ed esperienziali, avvertendo forte il senso di solidarietà nazionale.

Noi insegnanti siamo partiti per questa “avventura” sostenendoci a vicenda, in una grande cordata nella quale ognuno ha messo del proprio con grande generosità. Abbiamo utilizzato le piattaforme per la didattica, ma anche i social, partecipato a webinar per conoscere i programmi più innovativi e raggiungere nelle migliori condizioni i nostri alunni.

Li abbiamo cercati, contati (un po’ come nelle prove di evacuazione), per verificare che tutti fossero presenti nel gruppo e che riuscissero a seguire le attività a distanza.

Non ne abbiamo perso nemmeno uno, perché la macchina organizzativa ha funzionato bene, col Capo d’Istituto in testa a cercare dispositivi da attribuire a chi ne avesse la necessità.

Abbiamo ascoltato le esigenze di tutti, svolgendo lezioni diurne ma anche  pomeridiane, per venire incontro ai genitori impegnati durante la mattina in smart working o con più figli in età scolare.

La Scuola a Distanza (alla quale, inconsapevolmente, ci stavamo preparando da anni) è diventata di colpo una realtà, ogni giorno più concreta ed efficace, anche se ogni giorno abbiamo da affrontare nuove difficoltà.

Abbiamo stabilito di svolgere le lezioni dal vivo in piccoli gruppi, per permettere a tutti di partecipare attivamente. Ed è stato il trionfo del cooperative learning, dove  abbiamo sperimentato collaborazioni più che positive e assunzioni di responsabilità personali da parte degli alunni. Straordinaria l’interazione faccia a faccia, con un approccio fortemente mirato, grazie all’utilizzo del canale visivo, per eccellenza il più congeniale ai nativi digitali.

Abbiamo proposto compiti di realtà sfruttando il fatto che la scuola stava entrando in un contesto reale, quale quello domestico, che è diventato così ambiente didattico dove sperimentare gli apprendimenti.

Attraverso questo inusuale mezzo a distanza ci siamo avvicinati ai ragazzi per incoraggiare le loro capacità personali. Le difficoltà hanno tirato fuori il loro carattere e la loro capacità di resilienza, li hanno temprati ad affrontare e risolvere problemi, mettendo in campo proprio una delle principali competenze chiave europee, contenuta nelle Raccomandazione europea del 2006.

Abbiamo, attraverso il monitor, proposto attività le più svariate e originali, dalla lettura di fiabe e poesie, agli esercizi motori, allo yoga, dall’osservazione di uno strumento musicale al role play, inventandoci l’utilizzo di oggetti di uso comune presenti in casa come materiale didattico non strutturato. Riporto un esempio tratto da una Clil di scienze in classe seconda – primaria a tema l’igiene personale, dove per conoscere oggetti ed azioni della routine quotidiana si sono utilizzate, spazzole, pettini, saponi e dentifrici, attuando un processo naturale di scoperta di conoscenze e di apprendimento per imitazione, consapevoli che in tali attività si applica costantemente il coinvolgimento totale, emotivo ed intellettivo degli alunni, secondo la solida metodologia della Total Physical Response.

Abbiamo proposto sondaggi, interviste ai parenti, preparazione di dolci e manufatti per le diverse ricorrenze, sempre accolti con grande entusiasmo.

Ora svolgiamo costantemente attività a distanza sul modello delle Flipped Classroom, assegnando prima un argomento da leggere sul libro e poi da discutere in “live”.

Le esperienze che stiamo maturando in questa emergenza sicuramente stanno cambiando profondamente e indelebilmente la scuola; ci vorrà del tempo per riflettere  sulle trasformazioni repentine che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.

Ma di tutta questa rivoluzionaria operazione DaD, iniziata il 9 marzo 2020, ciò che ci ha coinvolto e commosso è l’eroismo dimostrato dalle famiglie e dai ragazzi.

Se ci stanno manifestando sconfinato impegno, profondo desiderio di andare avanti, affetto, capacità di affrontare le difficoltà, allora la scuola è viva e vitale.

Allora ce la faremo!

Maria Pia Latorre

(insegnante di scuola primaria)