Europa,tutti d’accordo su necessita’ recovery fund

Europa

In Europa tutti sembrano concordare sulla necessita’ di un Recovery Fund e di un Bilancio pluriennale che procedano in parallelo. Ma ammontare del Fondo, settori da finanziare e strumenti sono da stabilire. Il tema che si annuncia piu’ controverso, al summit dei leader per gli aiuti all’economia, e’ la ripartizione del Fondo tra prestiti e aiuti a fondo perduto. Si auspica si possa dare mandato alla Commissione Ue di elaborare una proposta, che permetta progressi a giugno-luglio. Lunedi’ Conte ha partecipato a un minivertice con Sanchez, Macron, Rutte e Merkel, voluto dal presidente del Consiglio europeo per allentare le tensioni Nord-Sud, cercando di avvicinare le posizioni.

Come emerso anche nell’informativa in parlamento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l’Italia si aspetta l’applicazione di “strumenti nuovi” che mostrino concretamente la solidarieta’ europea in questa fase complicata. L’apertura del cancelliere tedesco Angela Merkel al Fondo per la ripresa, il cosiddetto Recovery Fund, sembra poter spianare la strada al raggiungimento di un accordo in vista del Consiglio Ue. L’appoggio di Merkel al Recovery Fund era atteso da molti, soprattutto perche’ a presentare la proposta e’ stata Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea, tedesca ed ex ministro della Difesa nel governo guidato da Merkel, ha proposto di creare un fondo che sia garantito dal bilancio dell’Unione, sulla base del quale sarebbe possibile emettere titoli di debito comuni per almeno 1.500 miliardi di euro. Dell’emissione delle obbligazioni si occuperebbe direttamente la Commissione europea, un fattore da non sottovalutare, visto che in questo modo il debito accumulato non andra’ a inficiare sui bilanci dei singoli paesi ma direttamente su quello dell’Unione europea. In questo contesto si inserisce la posizione dell’Italia fattasi portavoce, proprio attraverso Conte, della posizione di otto paesi che hanno accolto di buon grado il fondo di garanzia europeo da 25 miliardi di euro e il piano Sure, che potra’ erogare sino a 100 miliardi in linee di credito, pur ritenendoli insufficienti.