Raguaglio Historico del Contaggio

Cultura & Società

di Antonio Dell’Aquila

Il titolo estremamente lungo riempie l’intero frontespizio. Si tratta del “Raguaglio Historico del Contaggio” della peste che afflisse la Provincia di Bari negli anni 1690-1692 (fig.B). Questa nuova peste (che seguiva a quella del 1657) interessò una vasta zona che fu isolata mediante una “Linea E” che si estendeva da Barletta verso Spinazzola lungo l’Ofanto, discendeva poi all’esterno di Gravina arrivando a Cisternino per poi convergere a Torre d’Ottavia sulla marina a sud di Fasano. Isolava tutta la parte costiera dalle zone più interne. Era presidiata da Soldati e Baracche. All’interno di questa prima zona ne fu separata un’altra, in cui il contagio era più intenso e virulento, indicata come “Linea A”, che andava da Santo Spirito a Bitonto, poi all’esterno di Rutigliano sino a Castellana e di li sino a sud di Fasano terminando sulla costa. Si estendeva per 80 miglia ed era presidiata da 1750 soldati di guardia che alloggiavano in ben 350 “baracche” distanti un quarto di miglio l’una dall’altra.

Anche allora, durante il periodo del contagio, furono emessi vari “Bandi” (oggi Decreti) dal Marchese Della Rocca, Don Marco Garofalo (il Bertolaso del tempo). In particolare quello emesso in “Giovenazzo” il 19 Aprile 1691, prevedeva che a tutela della salute pubblica questa Linea era invalicabile a chiunque per nessun motivo o ragione a pena di morte. Chiunque era all’interno di questa “Linea A piccola” non poteva avvicinarsi a meno di un miglio dai soldati di guardia, e nel caso lo avessero fatto le guardie potevano ammazzarli impunemente. Ciò valeva anche per quei soldati che si fossero allontanati dalle loro posizioni senza motivo che, arrestati, venivano fucilati sul posto.

Come ci si curava al tempo e come ci si proteggeva dal contagio ? Ben curiose due ricette di profumi contro la peste: l’una veniva dalla Francia, era suggerita per preservare e profumare gli “uomini”; l’altra, di un Ferraro, anch’essa contro la peste e con gli ingredienti riportati in latino e francese(fig.C). Da ultimo, vediamo cosa successe alle “robbe” di Tomaso Renda di Bari. Questi aveva nascosto in casa, contro il disposto del Regio Bando,il “cadavere appestato” di una serva. Scoperto, fu arrestato e giustiziato. La casa fu murata e le “robbe e mobili” del valore stimato di 300 ducati rimasero all’interno, finché Sindaco e gli “Eletti alla Salute” chiesero al Marchese di portar via quelle robbe per estinguere del tutto il “fomite” del morbo. il Della Rocca interpellò il Vicerè a Napoli per definire la procedura da seguire per tale eliminazione e una volta ricevuta la risposta, non piacendogli il sistema suggerito dal Viceré, per ridurre possibili complicazioni “le fé dare alle fiamme e fé spurgare la casa secondo le regole…..”(fig.D).
Considerato il quadro che risulta da questo “Ragguaglio” che conclusione possiamo trane?
Ieri e Oggi ?
Siamo ben fortunati a vivere nel nostro tempo !

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