Ghirelli getta acqua sul fuoco e per il Bari nulla è perduto

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Si è trattato di una fuga di notizie che ha fatto arrabbiare Ghirelli. E già, la proposta di concludere il torneo di C, non doveva essere divulgata.

La stagione si è interrotta e chiusa a marzo scorso a causa dell’evidente impossibilità di portarla a termine, considerata l’impraticabilità nel rispettare i protocolli sanitari e date le difficoltà economiche di molte società i cui introiti sono venuti meno. Blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla serie D ed eventualità di aprire ai ripescaggi dalla serie B dove sbarcherebbero le prime tre dei gironi della serie C, vale a dire il Monza, il Vicenza e la Reggina, mentre per la quarta squadra, al momento, c’è tempesta nell’individuarla in quanto la proposta è quella di sorteggiarla attraverso playoff virtuali. Su queste piattaforme si terrà l’assemblea della Lega Pro il 4 maggio prossimo. Del resto una fetta abbastanza sostanziosa delle squadre lucane e pugliesi (Potenza, Picerno, Francavilla e Bisceglie) spinge per lo stop del campionato, il Monopoli, invece, appare più attendista, mentre il Bari è, forse, l’unica squadra intenzionata a proseguire il campionato in quanto è la sola che possa rispondere ai protocolli sierologici e al ritiro perpetuo in un hotel. Ovvio che la proposta”sorteggio” ha fatto storcere il muso alla società barese. “L’attenzione primaria – ha detto Ghrielli sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno – è sulla salute e nel trovare strumenti adeguati iniziando dalla cassa integrazione in deroga e dalla liquidità delle società. Il rischio è una moria dei club. Il Governo deve capire che abbiamo necessità di questi provvedimenti, pena il far saltare questo impianto sociale della Lega Pro”. E se ciò dovesse accadere, sarebbero più poveri sia il calcio che il Paese intero. Dipendesse da Ghirelli si tornerebbe a giocare subito in quanto vorrebbe significare che la pandemia è passata, ma poi occorre fare i conti con la realtà che è opposta alla speranza. Una ripresa delle attività sarebbe impossibile per tutte le squadre della C soprattutto per quelle gravitanti al Nord, zona italiana più colpita dal virus.

Del resto il protocollo prevede costi onerosi per quasi tutti i club di C, ed alternative non ce ne sono in quanto il virus non guarda in faccia a nessuno, né alle società cosiddette ricche, né a quelle cosiddette povere. Chi vuol continuare deve adattarsi al protocollo sanitario. Per questo motivo, finché non sarà trovato il vaccino, occorre attenersi scrupolosamente al suddetto protocollo. Esistono problemi di carattere medico, non tutte le società, infatti, dispongono di “equipe” mediche se non occasionali dottori generici gettati nella mischia durante le partite. Non tutte, per non dire quasi nessuna, può permettersi di alloggiare in strutture alberghiere per una quarantena momentanea, non vi sono centri sportivi attrezzati in tal senso e soprattutto non si possono sostenere costi esorbitanti. Occorrerebbe, dunque, posticipare la ripresa delle attività tra qualche mese, quando ormai sarebbe oggettivamente troppo tardi, nella speranza che il Covid-19 perda di intensità e che gli scienziati trovino una soluzione in tal senso. Il rischio, ove si dovesse riprendere, è quello di fare insorgere una nuova epidemia – una pericolosa ricaduta, insomma – che avrebbe effetti ancor più disastrosi di quelli fin qui avuti. La salute, dunque, prima di tutto.

“Per ciò che concerne la posposta del sorteggio – ha detto Ghirelli – occorre che tutti mantengano la calma perché saranno i Presidenti a dire come dover agire. Noi siamo tranquilli, la proposta sarà sottoposta al Consiglio federale che ne è il terminale. La chiusura dovrà pervenire dalla FIGC che dovrà tener conto della delibera dell’Assemblea della Lega Pro. E quella del sorteggio doveva essere una proposta, nulla più, una proposta che sarebbe dovuta rimanere tra le mura della Lega per una questione di correttezza istituzionale”.

Al Bari questa proposta, come scritto all’inizio, non è andata giù perché la società di De Laurentiis era pronta a rispettare tutto il protocollo, senza dimenticare gli investimenti fatti sin dallo scorso anno. Sono giunte sui tavoli della Lega due valutazioni, una della quali del Bari, proposte che saranno sottoposte ad una valutazione legale. Nessuno, in Lega, vuol aprire cause e contenziosi. Lì dentro vogliono lavorare in condizioni di serenità e di reciproca collaborazione. “Per essere credibili in serie C – ha proseguito Ghirelli – occorre sapere che il virus ha di fatto solamente accelerato e drammatizzato la situazione, già di per sé complicata, da cui bisogna partire per il cambiamento strutturale, senza per questo parlare di aggiustamenti. Ci si è posto il tema del piano strategico per tutta la serie C”. Le parole chiavi per Ghirelli sono decantate sulla Gazzetta del Mezzogiorno: “discontinuità per ripartire in modo strutturato per riformare e reinventare, occorre avere il coraggio di abbandonare la strada dei fallimenti di questi anni. E proprio questa riforma che mette paura”.

Massimo Longo