Buoni spesa consegnati a domicilio

Lettere al Direttore

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la riflessione dell’avvocato Luca Bruni sulla necessità di tutelare la privacy delle persone più fragili e la salute di tutti con la consegna a domicilio dei buoni spesa

Gli ultimi dati epidemiologici aprono qualche speranza sulla ripresa delle attività commerciali e produttive. Vedremo come e quando.
Gli effetti di questa sosta forzata sono però sotto gli occhi di tutti e parlano di famiglie in difficoltà.
È per questo motivo che venerdì abbiamo protocollato la richiesta di riapertura immediata dei termini per la presentazione delle ulteriori domande di sostegno.
Le richieste di aiuto sono ancora tante e le risorse messe a disposizione dal Governo non sono state interamente utilizzate.
Questo stato di bisogno ha inoltre rivelato un’ulteriore fragilità: alcuni aventi diritto non hanno presentato la domanda di aiuto per un comprensibile senso di imbarazzo e per esigenza di riservatezza.
Ecco perché, con la riapertura dei termini, abbiamo anche suggerito di effettuare la distribuzione dei buoni spesa con modalità che siano maggiormente rispettose della privacy provvedendo alla loro consegna a domicilio. Come peraltro accaduto in altri comuni.
Ciò servirebbe anche per evitare pericolosi assembramenti presso la casa comunale tutelando così ad un tempo la salute e la privacy.
Ci sembrano proposte ragionevoli e che, siamo certi, troveranno ascolto e saranno attuate con l’urgenza necessaria.

Il gruppo consiliare

Otranto è di Tutti