Esame di maturita’: Azzolina, ci sara’ una commissione interna

Cronaca

IL MINISTRO, SARA’ UN ESAME VEROGENITORI E INSEGNANTI SCRIVONO A AZZOLINA: GARANTIRE DIRITTO STUDIO

La ministra della Scuola: “In questo modo gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico”.

Cambia, ora ufficialmente, la composizione della commissione dell’Esame di Stato del secondo ciclo. La Ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza, attuativa del decreto legge del 6 aprile su Esami e valutazione, che, in ragione dell’emergenza coronavirus e dell’impatto che ha avuto sulla scuola, prevede, per quest’anno, una commissione formata da 6 commissari interni e dal presidente esterno. “In questo modo – spiega la ministra – gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un Esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto”, spiega. I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo. 

 ‘Egregia Ministra Lucia Azzolina, Siamo un gruppo di cittadini, genitori, con figli di varie eta’, scolare e prescolare, e di insegnanti, di educatori e operatori della scuola, di professionisti che hanno deciso di interpellarla direttamente. Da un paio di giorni, varie amministrazioni locali, sollecitate dalle istanze e dai bisogni nostri e di altre persone come noi, cominciano a sollevare la questione scuola, ma si dichiarano in attesa di indicazioni dal ministero e dal governo centrale. Percio’ la sollecitiamo a dare risposte’. Inizia cosi’ una lettera indirizzata alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina da parte di un gruppo di genitori, docenti, educatori, pediatri, psicologi, giornalisti, giuristi i quali chiedono di dare centralita’ al diritto all’istruzione, per far ripartire il Paese. ‘La scuola- prosegue la missiva- e’ stata la prima a chiudere per il Covid-19. Ferma dal 22 febbraio in Lombardia, in Piemonte e in Emilia Romagna e progressivamente nel resto d’Italia, sembra anche destinata a essere l’ultima a riaprire, senza clamore: come se si trattasse di questione marginale di fronte alla necessita’ di far ripartire il Paese. I bambini, tutti i minorenni, e i loro diritti, sono stati ignorati durante tutta la fase emergenziale dalle istituzioni, e presi in considerazioni solo dopo vibranti proteste e mobilitazioni. Mentre il primo ministro Conte comincia a presentare un’ipotesi di riapertura graduale delle attivita’ lavorative e a parlare di ‘ripartenza’, manca una chiara informazione istituzionale relativa a condizioni, termini e modalita’ di riapertura delle scuole. Noi, firmatari, siamo costretti a fare affidamento su voci che paventano non solo la riapertura della scuola unicamente a partire da settembre (che sembrerebbe confermata dalle sue dichiarazioni riportate dal ‘Corriere della Sera’), ma addirittura una riapertura esclusivamente o parzialmente a distanza. Se si riparte, anche la scuola deve ripartire perche’ nella scuola c’e’ il futuro, immediato e prossimo, dell’Italia. Una ripartenza con genitori che dovrebbero ancora farsi carico dell’accudimento e/o dell’istruzione primaria dei propri figli e’ impensabile. Non si puo’, quindi, sottovalutare il problema e non pensare alle enormi conseguenze che questo avra’ sui minori e sull’organizzazione delle famiglie’.

 In arrivo altri 80 milioni di euro, di risorse PON, per l’acquisto di pc, tablet e dispositivi per la connessione internet, dedicati alle scuole del I ciclo, primaria e secondaria di I grado. Lo annuncia la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, spiegando che si tratta di “un nuovo importante investimento del Ministero, con l’obiettivo di arrivare fino all’ultimo dei nostri studenti e garantire a tutti, in questo momento di difficolta’, la possibilita’ di accedere alla didattica a distanza. Questi 80 milioni – ricorda la Ministra – si aggiungono agli 85 milioni gia’ stanziati nel decreto cosiddetto Cura Italia, 70 dei quali erano destinati proprio all’acquisto di device”. Sara’ un bando agile quello attraverso il quale le scuole potranno ricevere risorse immediatamente spendibili. Per aderire ci sara’ tempo dalle ore 10.00 del giorno 20 aprile 2020 alle ore 15.00 del giorno 27 aprile 2020. L’elenco delle scuole a cui saranno assegnate le risorse sara’ compilato sulla base degli indicatori socio-economici, del tasso di deprivazione territoriale, del livello di disagio negli apprendimenti e del tasso di abbandono scolastico, con l’obiettivo di raggiungere le fasce piu’ deboli della popolazione e quindi i ragazzi che stanno incontrando maggiori difficolta’ nello studio a distanza.