Tute cinesi nei reparti covid19 della Puglia. Vox Italia attacca Emiliano

Politica regionale, nazionale e internazionale

Vincitorio: la verifica all’Inail andava chiesta prima di distribuire le tute acquistate dalla Cina

La Regione Puglia si è affrettata a fare sapere che le tute cinesi acquistare per l’emergenza covid19 hanno ricevuto l’idoneità da parte del Sirgisl, il Sistema regionale di gestione integrata della sicurezza sul lavoro, e dall’Inail. Ma a parere di Vox Italia le verifiche Inail sul materiale andavano fatte prima di acquistare a tonnellate la merce e soprattutto prima di iniziare a distribuire i dispositivi negli ospedali.

La prima parte del carico da 50 tonnellate di tute, mascherine e occhiali protettivi è arrivata all’aeroporto di Bari nella giornata del 7 aprile. Il governatore Emiliano si è fatto fotografare accanto alla merce per vantarsi dell’acquisto. La merce è stata distribuita affermando – come scritto nella lettera protocollo 3816 alle aziende del servizio sanitario regionale il 9 aprile – che “le tute sono state certificate secondo gli standard in vigore in Cina” e che “sono sovrapponibili a quelli UNI-EN in vigore in Italia”. “Non riusciamo a capire – evidenzia Giancarlo Vincitorio che di Vox Italia è esponente regionale per la Puglia – che bisogno c’era di scomodare Sirgisl e Inail per verifiche e pareri solo successive e non prima all’acquisto? Perché si è chiesto parere all’Inail quando la distruzione del materiale era stata già avviata?”. “Evidentemente – aggiunge Vincitorio – anche ad Emiliano dopo l’acquisto qualche dubbio lo ha avuto sull’effettiva efficacia di protezione dal coronavirus di quelle 120mila tute cinesi acquistate. Sarà la magistratura probabilmente a sincerarsi delle procedure di validazione e conformità adottate da Sirgisl e Inail così come quasi certamente vorrà approfondire i criteri di questo acquisto. Ma restano tutte da accertare ancora– a parere di Vincitorio – le responsabilità per aver mantenuto sino ad adesso in prima fila sul fronte della guerra al coronavirus tanti medici, infermieri e ausiliari a combattere una guerra per troppo tempo senza dispositivi idonei di protezione”.

Resta agli atti, nel frattempo, che Saverio Andreula, presidente dell’Ordine degli infermieri di Bari, aveva dichiarato che “le tute protettive comprate dalla Regione Puglia dalla Cina non sono idonee ai reparti covid” e che Filippo Anelli, presidente nazionale dell’Ordine dei medici, aveva chiesto, per gli stessi timori, il blocco immediato della distruzione di quelle tute cinesi oltre a lamentarsi, più volte, della mancata dotazione di dispositivi di protezione anticovid.