Pubblicano vecchie foto delle vacanze a loro insaputa e vengono multati in Australia

Ambiente & Turismo

Forse un ”amico” di Facebook ha fatto la spia e suggerito che avrebbero violato la quarantena.

Se vi capita di frequentare i social network – e in questi tempi di covid-19 è una cosa che capita a molti, e anche spesso – vi sarete imbattuti in amici e conoscenti che ripubblicano foto vecchie di mesi o anni ricordando “i bei tempi andati”.

Sono spesso immagini che li ritraggono mentre si godono il sole sulla spiaggia, o ammirano l’alba da un posto di montagna, o passeggiano per il parco cittadino: tutte attività, insomma, che al momento non si possono fare.

«Che c’è di male?» ci si potrebbe chiedere. Niente, in linea di massima, a parte il pericolo che capiti ciò che è capitato a una coppia australiana.

Jaz e Garry Mott, provando nostalgia per quel tempo in cui potevano uscire di casa e viaggiare, hanno ripubblicato su Facebook alcune immagini della vacanza che lo scorso giugno hanno passato, a un paio d’ore da casa.

Ebbene, pochi giorni dopo qualcuno ha bussato alla porta di casa (da cui non si sono mai mossi di recente, dato che anche lì vige l’isolamento): era la polizia locale, giunta per consegnare loro una multa di 3.304 dollari australiani (oltre 1.900 euro) per non aver rispettato le norme che restringono la libertà di movimento.

I Mott hanno quindi dovuto spiegare agli agenti che le foto risalivano a quasi un anno fa, e che certamente non avevano deciso di prendersi una vacanza (senz’altro vacanze precedente che ha voluto spostare su  FB roprio in questi giorni. Alla fine, i poliziotti hanno compreso la situazione e deciso di ritirare la multa.

«A volte si possono fare degli errori» ha dichiarato un portavoce della polizia a 7 news. «Ma è per questo che c’è un sistema di controllo per verificare che casi come questo siano identificati e corretti».

In tutto questo viene da chiedersi come la polizia sia venuta a conoscenza della pubblicazione delle fotografie: le autorità dello stato del Vitoria hanno fatto sapere che non stanno assolutamente controllando i social network per cogliere in fallo i loro concittadini. Invece hanno «indagato sulle circostanze in cui si verificano potenziali violazioni individuali pubblicamente segnalate».

Verrebbe quindi da pensare che qualcuno abbia fatto la spia: forse qualche solerte cittadino cittadino da computer (magari un “amico non voluto su  Facebook) ha creduto di aver beccato in castagna quella sconsiderata coppia di untori che pensava di poter impunemente violare la quarantena e andare a spargere il virus sulla spiaggia.

Su questo, la polizia non si sbilancia ma, considerato come vanno le cose nella parte “nostrana” di Facebook, l’ipotesi è tutt’altro che improbabile.

Consigliamo ai nostri lettori di evitare di spostare foto o filmati su qualsiasi piattaforma che possa indurre in equivoci sia la polizia che nostri ‘amici.’