I verginelli della politica

Diritti & Lavoro

di Raffaele Vairo

Ciò che fa senso è l’ambagìa di certi politici che si presentano con una faccia tosta a predicare sull’andamento del debito pubblico italiano e dei cattivi rapporti con le istituzioni europee come se loro non avessero alcuna responsabilità. Si sentono verginelli pur avendo fatto parte dei governi presieduti da Berlusconi. Per circa venti anni negli ultimi trenta. Non avvertono alcun rimorso circa il dilatare enorme della spesa pubblica, cosa che ha costretto e costringe il Tesoro alla continua emissione di bot e cct, titoli di credito che altro non sono che cambiali che pagheranno le generazioni future. Nonostante avessero contribuito in maniera significativa al dilatare del debito pubblico. La conseguenza è che gli Stati europei, di fronte alla nostra disastrata situazione economica, manifestano qualche dubbio sulla capacità dell’Italia di assolvere con onore agli obblighi verso i suoi creditori.

Il coronavirus ci costringe a manovre economiche ingenti, apparentemente al di sopra delle nostre capacità che, almeno per ora, si rivelano molto deboli. A meno che le somme prese in prestito non siano sapientemente destinate ad alimentare la crescita del nostro Paese. Con risorse destinate ad intraprendere quelle opere di risanamento ambientale, di ristrutturazione di edifici pubblici che creerebbero opportunità di lavoro impensabili e, quindi, la possibilità di alimentare i consumi interni, vero ossigeno per la nostra economia. Tanto richiederebbe l’impegno di tutti, dello Stato, degli Enti Locali, delle imprese e dei cittadini per evitare sprechi e distrazioni di parte delle risorse a fini diversi. Mi riferisco alle ruberie da parte di politicanti da strapazzo che non esiterebbero a fare la cresta in danno degli italiani. Ruberie alle quali nessuna forza politica può dirsi estranea. Del resto, l’attuale situazione del nostro sistema sanitario, incautamente affidato alle Regioni, ha manifestato tutte le sue debolezze dovute in gran parte alla distrazione di fondi pubblici verso destinazioni inconfessate e inconfessabili.  Alle forze politiche che governano la Lombardia e il Veneto voglio ricordare le vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti i loro ex presidenti Formigoni e Galan. Ma anche richiamare alla memoria di tutti, destra, sinistra e centro, la politica volta a impinguare le strutture sanitarie private depauperando quelle pubbliche con i risultati apparsi in tutta la loro evidenza in questa situazione emergenziale per effetto del diffondersi dell’epidemia virale. Al riguardo voglio ricordare che nel periodo che va dal 2010 al 2015 la sanità pubblica ha subito un taglio di oltre 37 miliardi di euro e ancora di altri miliardi negli anni successivi, con conseguente eliminazione di 70.000 posti letto e di 359 reparti. Con conseguente chiusura di piccoli ospedali idonei a curare le malattie meno gravi e a eseguire interventi chirurgici meno complessi, contribuendo ad alleggerire i grandi ospedali che potevano provvedere a curare i casi più gravi. Senza contare poi della mancanza di risorse per l’acquisto di dispositivi sanitari utili non solo nei periodi di normale gestione dei servizi sanitari ma anche nella straordinarietà come nelle ipotesi di epidemie gravi.

Appare ovvia, quindi, la diffidenza di certi Paesi europei nei nostri confronti quando si chiede loro di approvare la linea italiana circa l’emissione di eurobond, titoli di credito garantiti dall’intera Unione europea. Si vorrebbe, invece, che si utilizzasse il MES con tutte le condizionalità conseguenti. Comunque, il Governo italiano sta lottando democraticamente per rendere agibile lo strumento del MES liberandolo dai cappi che priverebbero i Paesi debitori della loro sovranità in materia di economia nazionale. Ad oggi non risulta che il nostro Governo vi abbia aderito. Chi dice il contrario, almeno per ora, non dice la verità. Afferma cose contrarie al vero. Dice falsità.

Ha fatto bene il nostro Presidente del Consiglio ad accusare di falsità i parlamentari Salvini e Meloni, i quali si affannano, inutilmente, ad apparire quali politicamente verginelli? Proprio loro che, quali componenti non secondarie del Governo Berlusconi, nel 2011 hanno approvato la linea dettata in materia dall’Europa? Perciò, resto stupefatto dalle manifestazioni di indignazione da parte di alcuni giornalisti, non da quelli che scrivono in certi giornali dipendenti dalla destra, ma da quelli, come Mentana, che condannano il Presidente del Consiglio per essersi rifiutato di porgere l’altra guancia agli schiaffoni che i sovranisti continuano imperterriti a indirizzare verso di lui (Giuseppe Conte). Nessuna indignazione da parte di costoro verso chi si affanna con un certo impegno a indebolire il nostro Governo durante le trattative con le istituzioni europee? Ecco: io sono indignato verso l’indignazione di questi falsi profeti.