Stop ai campionati? Le ipotesi per promozioni e retrocessioni

Sport & Motori

Il mondo del calcio è solo uno degli ultimi ambiti, in quanto a priorità in questo momento, che si sono ritrovati ad essere paralizzati dall’improvvisa situazione che stiamo vivendo: a causa della pandemia da Coronavirus infatti tutti gli sport, a qualsiasi livello, sono stati sospesi sino a data da destinarsi. Questa la decisione comunicata contestualmente al decreto “io resto a casa” risalente ormai ad un mese fa.

Eppure, gli organi competenti stanno cercando in queste settimane di trovare la strada migliore per una soluzione a questa situazione, come è giusto che sia. D’altronde quando si parla di calcio non bisogna pensare solo alla Serie A, ma anche a tutti gli altri campionati nazionali, che alimentano due fasce di grande rilievo della popolazione: gli appassionati dello sport e gli amanti delle scommesse online, come quelle che è possibile trovare su casinoonlineaams.com.

Sono quindi molte le situazioni da valutare, e non solamente l’assegnazione dello Scudetto o le retrocessioni nel massimo campionato. I numeri ad oggi parlano di un impatto potenziale, stimato tra la stagione attuale e la prossima, che va da un minimo di circa 20 milioni di euro ad un massimo di circa 84 milioni solamente per quel che riguarda la Serie C. E allora concentriamoci proprio su questa categoria.

La situazione del Bari

Sono parecchie infatti le società che stavano coltivando un sogno, o che stavano portando avanti un progetto ben delineato e spalmato su più anni, e si sono trovate adesso nell’incertezza. Tra tutte, un esempio assoluto della seconda categoria può certamente essere quello del Bari. Dopo le recenti disavventure dell’ultimo decennio, la squadra pugliese è stata rilevata dalla famiglia De Laurentiis e sta proseguendo nel processo di crescita – o meglio, di ricostruzione – avviato da un paio di stagioni.

Quest’anno il club aveva posto basi importanti per raggiungere la promozione in Serie B, che sarebbe la seconda consecutiva. E proprio al fine di perseguire questo obiettivo, le sessioni di calciomercato estivo ed invernale hanno riservato colpi di livello, fornendo ad un tecnico esperto come Vivarini una rosa composta da giocatori che hanno già maturato esperienze in categorie superiori (qualcuno, addirittura, in Serie A).

Non sorprende quindi che una programmazione di questo tipo abbia trovato riscontri positivi nel corso del campionato, in cui il Bari ha occupato fino a questo momento una posizione da assoluto protagonista: al secondo posto nel girone C – con nove punti di distacco dalla Reggina prima in classifica – la compagine pugliese è saldamente in zona playoff e punta anzi a ridurre la distanza dai calabresi.

I numeri certificano un’annata finora quasi da incorniciare: 60 punti conquistati in 30 partite, miglior attacco alla pari di quello della Reggina (54 gol segnati) ed addirittura il record di squadra meno battuta del girone. Sono infatti solamente due le sconfitte registrate in questo percorso, contro le sedici vittorie e i dodici pareggi.

Serie C: le ipotesi per la conclusione

È chiaro quindi che un club come il Bari pretenda, nei limiti delle possibilità, di avere un minimo di chiarezza sul termine di questo campionato: sarebbe – sportivamente parlando – una grave perdita gettare al vento il percorso compiuto fino a questo momento. Ecco perché in queste settimane si è discusso delle varie possibilità di conclusione dei campionati, ed anche delle categorie cadette.

Al momento lo scenario che vedrebbe la stagione conclusa in questo momento, congelando le attuali classifiche e rimandando tutto alla prossima annata, sembra essere quello meno auspicato tra tutti. Tutte le parti in causa sembrano infatti concordi nel tornare in campo non appena questa possibilità sarà concretizzabile. Ed ecco quali sono le ipotesi ad oggi più probabili.

Fatte le necessarie valutazioni, se sarà valutato possibile un ritorno in campo nei prossimi mesi, la stagione ripartirà da dove si era interrotta. Tutto ovviamente dipende dall’evoluzione della pandemia. Per quanto riguarda la possibilità di giocare a porte chiuse o porte aperte, anche in questo caso bisognerà comprendere quale sarà lo scenario sanitario e sociale al momento della ripresa.