Mamma Europa

Diritti & LavoroPolitica regionale, nazionale e internazionale

di Antonio Vox 

La questione Europa sta diventando molto calda.

Germania e Olanda hanno detto NO alle richieste italiane.

L’Olanda, paese di 17 mln di abitanti (quello che pratica, insieme al Lussemburgo e a danno di tutti i Paesi europei, una politica fiscale che consente loro di ottenere benefici per oltre € 1.000,00 mld /anno: concorrenza sleale senza che qualcuno in Europa si opponga, nemmeno l’Italia), ha scelto la prova di forza, ricorrendo alla regola della necessaria unanimità.

La Germania, sulle stesse posizioni dell’Olanda, si è rifugiata, invece, in calcio d’angolo, dichiarando che le richieste italiane sono anticostituzionali nel loro paese.

Non contente del rifiuto, esse hanno dichiarato di voler attivare il MES, magari light (!), perché non sussistono altri modi, alla luce dei trattati odierni, di praticare la solidarietà richiesta dall’Italia.

Al di là della simpatia/antipatia che si possa nutrire per questi Paesi, bisogna ammettere che hanno ragione, in punta di diritto.

Ma, detto questo, ci si deve domandare come mai la culla del diritto, l’Italia, oltre che profondo antro e deposito di norme burocratiche, non avesse bene in mente questi vincoli prima di avanzare le proprie proposte.

È proprio vero: chi di burocrazia ferisce, di burocrazia perisce.

Essersi cacciati in questo vicolo cieco, animati da un ridicolo buonismo che non trova riscontro in altri Paesi, dimentichi delle proprie eccellenti esperienze in fatto di burocrazia, è veramente irritante.

Se poi aggiungiamo che, in questo scenario di crisi emergenziale, il tempo è la risorsa più preziosa per evitare la totale degenerazione, ti vien voglia di fare la rivoluzione contro la incompetenza: abbiamo aspettato inutilmente, sapendolo, ma sperando (!!).

Il Decreto DCPC del 6 Aprile, annunciato in pompa magna e anticipato, al solito, verbalmente, ha atteso la sentenza europea, per essere scritto.    

Sono stati fatti alcuni conteggi da cui risulta che, attivato il MES, all’Italia sarebbe concesso un prestito di circa € 35 – 38 mld dei quali la metà versati dall’Italia stessa (!); l’accredito finale sarebbe quindi di ben € 19-20 mld.

Una miseria rispetto alle necessità del Paese.

Ora, in Italia, la politica dal CDx al CSx è contraria al MES (il premier Conte è stato molto chiaro: in diverse conferenze stampa ha decisamente sostenuto che il MES è inadeguato, obsoleto, irricevibile).

Rimangono tuttavia, alcuni sparuti gruppi di sostegno al MES che non hanno, però, mai espresso il perché della loro posizione. Essi, in sostanza, gradirebbero, per disperazione, un intervento europeo che costringa il Bel Paese a ristrutturarsi, …. “Così impariamo a vivere”, dicono.

Posizione irricevibile che induce l’esautorazione del Parlamento e che nessun partito si sognerebbe di proporre, nemmeno ad un popolo come il nostro: ma se glielo contesti, diventi subito sovranista.

Stiamo, in verità, per regalare l’Italia: il ricorso al debito ci è precluso.

Rimane la vendita che, nel caso di crisi del venditore, si chiama svendita.

Credo, tuttavia, che questo nostro popolo bistrattato non sia disposto a subire schiaffi di tal genere: dobbiamo fare da soli ma, per fortuna, le soluzioni ci sono (http://www.polisnotizie.it/2020/04/04/un-progetto-per-l’italia-debito-quale-soluzione)

Quello, tuttavia, che non si riesce a capire è come mai la politica ci ha portato fino a questo punto: forse la tanto decantata italica furbizia ha perso la sua battaglia con l’altrettanto italico “ci piace piacere”, che nelle strade è detto in altro modo.

Come mai non ci si rende conto che il passo primario e ineludibile è il recupero di credibilità? Proprio quella credibilità che i ridicoli spot della sinistra, con il consenso appannato del centro destra, assegnano alla persona premier?

Come mai, anche per politici di lungo corso, non si capisca che la credibilità, invece, è quella che si assegna a un popolo a fronte di quello che è, di quello che fa, di quello che è disposto a fare?

Come mai si continua a litigare come i polli di Renzo: scenografia che altri osservano e divertiti commentano, sorridendo sotto i baffi e studiando come sfruttare la stupidità dei polli a proprio beneficio?

Come mai si persevera a non voler distruggere due moloch, la Giustizia e la Burocrazia, pervasivi in ogni piega della Società e reali origini dei mali di questo Paese, per ricostituire, su basi totalmente diverse, un nuovo edificio?

Qui ho la risposta, però: tanti perderebbero le loro poltrone. Sia Mai!

Troppi interessi individuali e personalismi.

È giunto il momento di licenziare gli immaturi e chi oppone ostracismo; e di impedire che altri analoghi li sostituiscano … per diventare un Paese adulto e competitivo.

Antonio Vox