#iorestoacasa. Nummus vincit, nummus regnat, nummus imperat

Cronaca

Ovvero gli interessi della produzione prevalgono sulla giusta tutela della salute.

La Lombardia, ritenuta da sempre il fulgido esempio di efficienza sanitaria, ha subito le pressioni dell’Associazione Industriali, a sua volta condizionata dai soci più importanti, e, conseguentemente, ha tacitamente autorizzato alcune aziende a continuare la produzione nonostante l’imperversare del coronavirus. Le conseguenze sono apparse da subito molto gravi: l’intasamento delle strutture sanitarie pubbliche per i ricoveri resi necessari ed urgenti dalla pandemia ha, a sua volta, indotto gli organi della Regione ad assumere decisioni che con il senno del poi sono apparse gravi e controproducenti. Decisioni che hanno prodotto decessi tra ricoverati di alcune strutture assistenziali e degli stessi operatori. Il discorso sulle responsabilità penali si sposta ora nelle Procure che hanno l’obbligo costituzionale di indagare. Ma non solo costituzionale. Direi anche morale, perché la vita umana è da sempre considerata sacra e, quindi, non può essere messa in pericolo da decisioni avventate.

Da tempo alcuni virologi, tra i quali Ilaria Capua, non riuscendo a spiegarsi il perché la Lombardia (in special modo le Province di Bergamo e di Brescia) registrasse una maggiore diffusione del morbo virale, chiedevano di analizzare le situazioni per individuare la causa di questa anomala situazione. Ebbene, in seguito ad alcune denunce di operatori sanitari, siamo venuti a conoscenza che le pressioni della Confindustria e di alcune grosse aziende avevano ottenuto che ci si preoccupasse più della produzione industriale anziché del diffondersi del morbo tra gli operai, i loro familiari e i loro amici.

Ma un’altra decisione degli organi regionali va esaminata attentamente. Mi riferisco soprattutto alla decisione di parcheggiare alcune persone affette da coronavirus, guarite o in via di guarigione ma ancora veicoli del virus, nelle strutture assistenziali. Precisamente in alcune Case di Riposo, dove la diffusione del morbo trovava terreno fertile sia per l’età dei pensionati sia per l’assenza di disposizioni prudenziali. Ora la Magistratura sta indagando. Come è giusto che sia. Lasciamola lavorare in pace, senza interferire nelle sue decisioni. Tuttavia non possiamo esonerarci dall’esprimere il nostro giudizio politico e le nostre considerazioni giuridiche in ordine a decisioni che, oggi, appaiono gravemente frutto di insipienza. Sicuramente è ravvisabile, nello specifico, una colpa gravissima che confina con il dolo. Il dolo eventuale che si configura quando è prevedibile che una decisione e/o un comportamento possano con molta probabilità produrre risultati da codice penale e, ciò nonostante, si sia determinato ad agire comunque. O, almeno, con la colpa cosciente!

La decisione di ricoverare i contagiati da Covid-19 nelle residenze per anziani ha contribuito a trasformare queste strutture in focolai che hanno causato decessi e nuovi contagiati. Ma alla Magistratura il giudizio. Alla politica quello di valutare se continuare a fidarsi della gestione regionale della sanità.