Coronavirus, Mennea su ‘Golden Power’ per le Saline di Margherita di Savoia

Cronaca

 BARI – “Da mesi mi sto battendo per proteggere l’italianità delle Saline di Margherita di Savoia, azienda strategica a livello internazionale per la produzione, distribuzione e lavorazione del sale, che sta per finire al gruppo francese Salins du Midi. Credo che, nella situazione in cui ci troviamo ora, ci siano tutte le premesse perché il Governo nazionale possa attivare il ‘Golden Power’ ed evitare la scalata anche a questa azienda strategica per il settore alimentare. Dopo un silenzio assordante e imbarazzante da parte di chi aveva il preciso dovere di difendere le ‘nostre saline’, il mio appello ora è rivolto in particolare modo al presidente Giuseppe Conte e ai ministri Francesco Boccia e Teresa Bellanova, così profondamente legati alla loro Puglia, perché attivino la procedura il prima possibile, considerato che l’ingresso ufficiale di Salins du Midi nella società pugliese non si è ancora formalizzato”. Lo dichiara il consigliere regionale Pd, Ruggiero Mennea.

“L’ultimo decreto del Governo ha dotato il Paese – prosegue – di uno strumento molto efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono attività di rilievo strategico potenziando uno strumento già esistente, quello del ‘Golden Power’ appunto, con la possibilità di controllare operazioni societarie e scalate eventualmente ostili, non solo nei settori tradizionali delle infrastrutture e della difesa, ma anche in quelli di finanza, credito, assicurazioni, energia, acqua, trasporti, salute, sicurezza alimentare, intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, cyber-sicurezza. Quando l’interesse nazionale prevale, il Governo può, ad esempio, stoppare offerte pubbliche di acquisto o di vendita considerate ostili.  Per questo – annuncia – chiedo al Governo di adottare ogni provvedimento utile per salvaguardare il tessuto produttivo e i pilastri dell’economia del nostro territorio dai possibili rischi legati alla speculazione delle nostre risorse. Peraltro quella delle Saline non è un’acquisizione diretta, bensì mediante un debito (garantito da azioni) che la società che oggi le gestisce, Atisale, controllata da Salapia, ha maturato verso il Monte Paschi di Siena. Sfido chiunque a non considerare un asset strategico – conclude l’esponente Pd – le saline più grandi d’Europa, da sempre un gioiello della nostra Italia e della Puglia”.