Gli specchi nell’arte visiva di Giada Beltrame

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Giovanni Mercadante

Giada Beltrame con una forma di pane DOP di Altamura 

 Le  sue opere  in una mostra itinerante in Russia  – Fatto omaggio di un’opera al grande critico d’arte Vittorio Sgarbi.

ALTAMURA – Giada Beltrame, col suo sorriso, catturò l’attenzione dello stand del Panificio La Maggiore di Giuseppe Barile in occasione del Menotti Art Festival di Spoleto nel settembre 2019 dove esponeva le sue opere; lì volle essere immortalata con una straordinaria forma di Pane DOP di Altamura. Lo scrivente era  presente alla manifestazione, dove partecipava al concorso di Letteratura internazionale organizzata dalla  splendida   ex attrice-ballerina Marcia Sedoc, nota nell’entourage di Renzo Arbore.

Lo specchio inteso come oggetto di riflesso di una immagine speculare.

Lo specchio inoltre  è l’oggetto in cui si riflette il proprio alter ego, l’egocentrismo;  è  simbolo di vanità e orgoglio, da cui deriva il narcisismo  che fa riferimento alle Metamorfosi di Narciso narrate dal poeta Ovidio. 

Ma lo specchio rimanda a tante altre espressioni: gli occhi sono  “specchio dell’anima”, a significare che l’immagine del subconscio si riflette all’esterno, da cui  si ha la sensazione di interpretare la genuinità di un pensiero o la malafede di una persona.

Nell’Italia del sud c’è l’usanza di coprire  gli specchi nella casa di un morto. Rompere lo specchio significa far subire la cattiva sorte ad un congiunto. Tra le  favole non va dimenticata quella di Biancaneve, in cui la Regina cattiva interpella spesso lo specchio con le parole:  “Specchio delle mie Brame chi è la più bella del Reame?” 

Tutto questo per capire la genesi dell’arte di Giada Beltrame (1974).

Giada nasce a  Vercelli, sposata con Donatello Di Nicola, madre di  due splendidi figli: Michelangelo e Guglielmo, si trasferisce  nell’antica città umbra di Amelia, a confine col Lazio, circondata da antichissime mura ciclopiche e ricca di vestigia  romane, oltre a ricordare  avvenimenti storici con l’imperatore Federico II di Svevia. L’artista trova la sua ispirazione  in questo territorio socio-culturale fortemente attivo.

Il suo interesse all’arte emerge  sin dall’età scolastica dimostrando il suo  talento con disegni che suscitano l’attenzione della sua maestra elementare che la incita a seguire un percorso artistico.

Negli anni a seguire, alla ricerca di una propria identità professionale, non molla la sua passione che incide sempre più profondamente nel suo futuro. Infatti circa dieci anni fa realizza dei lavori su ceramica che le danno ampie soddisfazioni.

Da qui inizia   una  collaborazione con l’amica  Elena Quondamcarlo  docente e scrittrice di fiabe, la quale accompagna i testi con suoi disegni. L’autrice ha illustrato l’ultimo libro “Il mantello piegato” con i disegni di Giada.

                           

                                                  Specchio rotto

Le opere su specchi nascono all’impronta dal suo estro creativo. Il disegno, come schizzo per  realizzare l’opera, la inibisce. E’ un freno alla sua spontaneità. La base è sempre  una superficie riflettente su cui l’artista modella la sua creazione, il cui risultato finale è un’opera d’arte. Materiali utilizzati: frammenti di specchio con collage a mosaico.

Solamente l’opera Villa Aspreta  è stata realizzata su disegno e ne ha fatto omaggio al prof.  Vittorio Sgarbi in occasione  della mostra  alla Domus  Octavia  a Narni di proprietà dell’artista Alvaro Caponi, residenza dei sogni del grande critico d’arte.  L’antica Domus fu edificata sopra le  vestigia di una villa romana appartenuta alla Pompea Celerina, ricca suocera di Plinio il Giovane di cui ne parla nell’epistola 1.4

In questi giorni di quarantena per l’emergenza corona virus imposta dalle normative nazionali,  la sua attività artistica non si è fermata; anzi è ancora uno stimolo a sviluppare altre idee, altri progetti.

Un’opera dedicata per l’occasione è “Lo specchio rotto”, un riferimento all’umanità che si è spezzata, da cui dovrà necessariamente rinascere un nuovo mondo.

            

                 Il critico d’arte Vittorio Sgarbi con Giada Beltrame

Ha partecipato a molte mostre distinguendosi per l’originalità delle sue opere in diverse regioni e città italiane note : Terni, Spoleto, Domus Octavia  a Narni.

A Castello d’Agogna (sua città natia) con la  mostra del Movimento artistico “Esistenza cielo” organizzata dal grande artista Marco Tulipani  ha presentato un’opera fatta a tre mani con l’immagine della pescatrice con vetro in pressofusione. Marco Tulipani  si batte contro l’appiattimento artistico. La globalizzazione ha schiacciato l’arte, i cui movimenti artistici si sono fermati al ‘900. I contemporanei del 2000 sono sconosciuti.

Pescatrice

Un mostra itinerante in Russia  che sta avendo un grande successo e a cui  partecipa Giada Beltrame è quella organizzata e curata dall’Associazione Mowi Art Communication di Mentana/Roma, gemellata con altra sede in Germania. La prima mostra è stata realizzata a Niznij Novgorod a settembre; la seconda  al Cremlino e la terza alla Galleria Luna tutte nella stessa città tra novembre e dicembre 2019. Presidente della predetta Associazione Giovanni Vianello e Vice Presidente Maristella Giulisano, entrambi artisti.

Prossime tappe:  San Pietroburgo e  Mosca.