Oggi l’assemblea di Serie C per valutare il progetto di definizione del torneo

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Giornata importante quella di oggi. Come noto, ci sarà l’assemblea che coinvolgerà tutti i sessanta club della serie C attraverso una conference call con la quale dialogheranno con il Presidente Ghirelli per capire quali potrebbero essere gli scenari ed i finali di questa stagione sospesa a causa del corona virus il 9 marzo scorso, allorquando la gara tra Catanzaro e Bari sancì la sospensione del torneo. Il Bari sarà rappresentato dal Presidente Luigi De Laurentiis che si collegherà da Roma. Lo sfondo si presenta irto di difficoltà. Intanto pare che la maggior parte dei club sembra decisa ad archiviare il campionato cristallizando le classifiche. Tale eventualità sembra condivisa da alcune squadre del girone C come la Cavese, la Casertana, la Paganese, il Picerno ed il Potenza le quali sarebbero d’accordo sul non proseguire il torneo.  Del resto finire il campionato adesso, non navigando nell’oro, solleverebbe le società dal pagamento di stipendi fino al termine della stagione in un contesto emergenziale che sta compromettendo la ripresa di molte società. Il Bari appare intenzionato a non essere drastico in tal senso e di non imporre alcuna soluzione in quanto la salute è la cosa più importante di tutto, e come tale valuterà una eventuale ripresa solo se e quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Per la serie C la visione sarebbe quella di un progressivo ritorno al gioco così da allineare le classifiche dei tre giorni, al momento monchi di tre giornate per il girone A e B, anzi, con alcune gare di una quarta giornata ancora da effettuarsi, per poi eventualmente prendere in considerazione una ripresa coi playoff o con gli spareggi promozione accorciati. I giocatori, del resto, stanno vivendo male questa situazione, manca loro il gruppo, molti di loro non hanno le famiglie accanto essendo soli, differentemente da altri che son riusciti a stare insieme alle proprie famiglie. Loro vorrebbero tornare a giocare ritenendosi pronti a sacrificare parte delle vacanze, ma, nel contempo, si rendono conto della situazione che non permette loro di assecondare i loro obiettivi.