Mondi Paralleli: forza e delicatezza nel nuovo album di Daniela Mastrandrea!

Diritti & Lavoro

Il quarto lavoro della compositrice e pianista pugliese si snoda tra contrasti e melodie, amore per la terra e le radici e sguardi verso il futuro. Un disco sulla dualità tra modern classical e accenni jazz

Mondi Paralleli: forza e delicatezza nel nuovo album di Daniela Mastrandrea!

foto DANIELA mastrandrea

Mondi Paralleli

14 tracce | 52’09″

«C’è una grande visione nella mia mente, la stessa che mi guida a compiere in maniera certa e definita ogni passo. Non posso prevedere il futuro ma di sicuro posso crearlo. Come? Con le azioni che sono frutto dei pensieri. Pensare in grande è importante e sapere ciò che si vuole è il motore che mette in atto i pensieri. Mondi Paralleli rappresenta il passo successivo di un disegno preciso e perfetto che ho nella mia mente, una naturale conseguenza ed evoluzione del mio percorso di vita e di musica».

Forza e delicatezza, decisione e sensibilità. È sul crinale di questi apparenti contrasti che nasce  e si sviluppa Mondi Paralleli, il nuovo album di Daniela Mastrandrea. Anticipato dall’omonimo singolo e dal video girato nella sua Gravina in Puglia, città d’arte e di storia che da sempre stimola la sua composizione, Mondi Paralleli è il quarto lavoro della compositrice e pianista pugliese, un tassello decisivo nel suo percorso artistico.

Nata nel 1981 e immersa nelle note sin da bambina, Daniela Mastrandrea debutta nel 2015 con Volo di gabbiani, che contiene musiche composte tra gli undici e diciotto anni. Diplomata in pianoforte presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, ha vinto diversi concorsi internazionali di composizione, i suoi brani e orchestrazioni sono stati eseguiti da diverse orchestre e formazioni nel mondo. Ha all’attivo tre album assai apprezzati per lo spirito melodico, la raffinatezza e la forza visiva: il disco d’esordio Volo di gabbiani, Fluide risonanze (2016) e Lo specchio (2018). Dopo il bel responso per i Quattro Singoli per le Quattro Stagioni dello scorso anno, arriva finalmente Mondi Paralleli.

Ancora una volta la composizione della Mastrandrea è connessa all’umanità, al mondo interiore, a diversi microscopi emozionali che si traducono in musica: «Mondi Paralleli si fonda sui diversi livelli della mia percezione sensoriale che adotta molteplici sfumature e diversi punti di vista. Cambiando prospettiva cambiano le emozioni e le sensazioni che ne derivano. È esattamente questo quello che in Mondi Paralleli è stato messo in gioco, partendo da un punto di vista intimo e strettamente personale che vuole esprimere la dualità che da sempre mi abita, i miei opposti, due mondi paralleli in lotta tra loro, per arrivare ad uno sguardo rivolto all’esterno. Viviamo in un mondo apparente e sotto la superficie si nascondono vari livelli di profondità. Io cerco di individuarli e portarli a galla di volta in volta. Non è semplice ma se si è in ascolto, tutto si rivela».

Un linguaggio classico che sfiora il jazz, un “modern classical” che parte da lontano, dagli studi e dagli ascolti, e arriva ad accarezzare il mondo emotivo dell’ascoltatore: «Pur partendo da me stessa, dal nucleo più intimo di me, sento davvero di tutto nella mia musica. Siamo permeabili e permeati da tutto ciò che ci circonda. Come potremmo non rilasciare tutto ciò che assorbiamo costantemente, che si tratti di vita o di musica. Siamo ciò che mangiamo. Siamo ciò che ascoltiamo. Mi definisco “classica” perché, per quanto a tratti io sfiori il jazz, il mio linguaggio è classico. Ho iniziato a trascrivere musica sul pentagramma a nove anni e la trascrizione musicale è davvero la migliore scuola per imparare a scrivere musica. Anche se indirettamente, mi sono confrontata da subito con tutto ciò che ho trascritto. E quale modo migliore per crescere se non calcare e ricalcare gli stili musicali altrui. Ovviamente, quando si è piccoli, si desidera suonare tutto ciò che muove la propria emotività e io ero musicalmente attratta da Ennio Morricone, Stephen Schlaks, Richard Clayderman, Michel Legrand e altri».

Daniela Mastrandrea: http://www.danielamastrandrea.it

Daniela Mastrandrea FB: https://www.facebook.com/danielamastrandrea.it

Daniela Mastrandrea IG: https://www.instagram.com/danielamastrandrea.it/ 

MONDI PARALLELI: note Mastrandrea e guida d’ascolto 

Sentieri non c’è una via giusta ed una sbagliata. Tutto è predisposto dentro di noi e tutte le strade sono potenzialmente percorribili, eppure ciascuno di noi fa la sua scelta ed in una di queste scelte c’è l’aver colto e afferrato “Sentieri”.

Tra le foglie è un momento realmente accaduto in una bellissima masseria in cui io, da un’amaca, con lo sguardo per aria, intravedo tra le foglie raggi di sole, vento che ondeggia le foglie e uccellini che cinguettano. In queste varie possibilità di visione e ascolto nasce tra le foglie.

Danza lenta spesso corriamo dimenticando il presente. Questo brano è ispirato alla poesia “Danza Lenta” di David L. Weatherford, un invito ad aprire il proprio cuore e a vivere le gioie del presente.

Nel mio sentire svela il silenzio che si fa dentro quando tutto tace e da lontano si sentono versi di uccelli e il soffio del vento al tramonto.

Sulla via del ritorno racconta di un pomeriggio di primavera mentre rientravo a casa per una strada di campagna e piccole farfalle svolazzavano qua e là sorvolando l’erba.

Qui ed ovunque racconta il potere della nostra mente di essere qui ed ovunque, perché dove è il nostro cuore, siamo anche noi. Qui e dovunque riflette l’immagine di me ferma in punto che osservo me ovunque nel tempo e nello spazio.

Il mio tormento un lamento che si fa strada attraverso una melodia.

Mondi Paralleli rappresenta la dualità che da sempre mi abita, i miei opposti, due mondi paralleli in lotta tra loro. Viviamo in un mondo apparente e sotto la superficie si nascondono vari livelli di profondità. Io cerco di individuarli e portarli a galla di volta in volta. Non è semplice ma se si è in ascolto, tutto si rivela.

Amaro indelebile a volte alcune situazioni della vita ci lasciano con l’amaro in bocca e noi ci ritroviamo in quella sensazione di stand-by con questo amaro indelebile da consolare.

Al calar della sera emozioni, sensazioni, vengono a trovarci e siamo soli con noi stessi a riflettere sulla giornata e sul tempo trascorso.

L’ignoto rappresenta il nostro inconscio, tutto ciò che si muove fuori dal nostro controllo e che non possiamo prevedere.

In tutte le cose quando ogni cosa che guardi è tenerezza e sei pertanto a pensare che la tenerezza è ovunque, in tutte le cose.

La stanza dei ricordi nel cuore di ciascuno sono racchiusi ricordi che persino alla nostra mente sfuggono, ricordi a colori e ricordi in bianco e nero. Li vedo girare come su una giostra in questo volteggiare tipico del valzer.

Jèlena ritrae la dolcissima immagine di una bambina di 11 mesi che, in braccio a suo padre, ascolta dolci melodie. Questa ninna nanna è dedicata a lei, Jèlena.

DANIELA MASTRANDREA biografia 

Daniela Mastrandrea è nata nella meravigliosa città d’arte di Gravina in Puglia nel 1981. A sette anni comincia lo studio del pianoforte, a nove compone i suoi primi pezzi, tra gli undici e i diciotto compone le musiche che pubblicherà nel 2015 nel suo esordio Volo di gabbiano, a ventidue si diploma in pianoforte presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto la guida della prof.ssa Gabriella Bassi, affiancando gli studi di composizione.

È vincitrice di diversi concorsi Internazionali di Composizione. Nel 2017 vince il Web Talent V.I.T.A. promosso da Believe Digital e Zimbalam Italia. Nel 2018 le viene conferito il Premio Argojazz per il Miglior Lavoro Musicale. Nel 2019 è premiata dalla Fondazione Estro Musicale con la sua composizione per pianoforte solo La Besana, nello stesso anno Semplicemente te viene scelta per il film Le avventure di Mr Food & Mrs Wine di Antonio Silvestre.

I suoi brani e orchestrazioni sono eseguiti da diverse orchestre e formazioni nel mondo, ad esempio l’8 marzo 2017 all’Auditorium Pollini di Padova I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone eseguono in prima assoluta La Sorgente, una sua composizione per orchestra d’archi, oboe e fagotto; il 4 luglio 2018 allo Schloß Schönbrunn di Vienna Monique Cìola esegue Luci e Ombre, per pianoforte solo.

Nel 2016 pubblica il secondo album Fluide Risonanze, al quale segue nel 2017 il singolo Game Over. Nel 2018 Lo Specchio, nuovamente per piano solo, viene presentato dal vivo alla XXIII edizione del Festival Time Zones e alla XV edizione del Festival Argojazz. Nello stesso anno collabora alla stesura dell’Inno dei desideri, sigla del XIII edizione del Festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie, curandone l’arrangiamento per archi.

Nel 2019 pubblica Quattro Singoli per le Quattro Stagioni (RENDEZVOUS, Claudine & Jean-Pierre, NUMA e Sottovoce), finalmente nella primavera 2020 esce il suo quarto lavoro per piano solo Mondi Paralleli, anticipato dal video dell’omonimo singolo. 

UNA CONVERSAZIONE CON DANIELA MASTANDREA

Mondi Paralleli: partiamo dal nome, cosa sono e rappresentano questi mondi e qual è il concept che lega i brani?

C’è una grande visione nella mia mente, la stessa visione che mi guida a compiere in maniera certa e definita ogni passo. Non posso prevedere il futuro ma di sicuro posso crearlo. Come? Con le azioni che sono frutto dei pensieri. Pensare in grande è importante e sapere ciò che si vuole è il motore che mette in atto i pensieri.

Mondi Paralleli rappresenta il passo successivo di un disegno preciso e perfetto che ho nella mia mente, una naturale conseguenza ed evoluzione del mio percorso di vita e di musica.Mondi P

aralleli è il tuo quarto disco e segna una maturazione, un salto nella tua produzione, un approccio più narrativo. Come si colloca all’interno della tua discografia?

Mondi Paralleli si basa sui diversi livelli della mia percezione sensoriale che adotta molteplici sfumature e diversi punti di vista. Cambiando prospettiva cambiano le emozioni e le sensazioni che ne derivano. È esattamente questo quello che in Mondi Paralleli è stato messo in gioco, partendo da un punto di vista intimo e strettamente personale che vuole esprimere la dualità che da sempre mi abita, i miei opposti, due mondi paralleli in lotta tra loro, per arrivare ad uno sguardo rivolto all’esterno. Viviamo in un mondo apparente e sotto la superficie si nascondono vari livelli di profondità. Io cerco di individuarli e portarli a galla di volta in volta. Non è semplice ma se si è in ascolto, tutto si rivela.

C’è un brano al quale sei più legata?

Mi piacerebbe tanto poter rispondere di si ma così non è.

Ciascun brano, nella sua diversità, ha giocato un ruolo fondamentale nel mio percorso evolutivo vitale e musicale. Li sceglierei tutti e, se dovessi riscriverli, li riscriverei esattamente così come sono!

Cosa ti aspetti da Mondi Paralleli?

Il giro del mondo in 80 giorni! Scherzo! Ma neanche tanto, dal momento che quello che sogno è che la mia musica faccia il giro del mondo con e senza di me. Mi piacerebbe che lei riuscisse ad arrivare ovunque e a/in chiunque, a prescindere da me.

Qual è il tuo percorso verso la composizione? I tuoi brani nascono da un’immagine o per necessità?

Non decido mai a priori. Non mi dico mai: “ora compongo!” Il tutto avviene in modo molto spontaneo e naturale. E non necessariamente devo esserlo al pianoforte per farlo. Molto spesso le note attraversano i miei pensieri insinuandosi sempre di più tra essi sino a spingermi a sedermi al piano e a scrivere. Direi, quindi, che più una necessità. Talvolta dettata da un’immagine talvolta da un’emozione, da un incontro, ma sempre di necessità si tratta.

Come definiresti il tuo stile?

Come valutare un compositore da una sola composizione?

Per conoscere e comprendere la sua anima bisogna analizzarla ad ampio raggio.

Beh, se dovessi farlo con me stessa c’è davvero un mondo dentro di me. E non lo dico per dire. Spesso sono spaventata dalla mole delle composizioni scritte fino ad oggi e dalla diversità di stile, forma e genere tra loro.

Come posso definirmi. Pur partendo da me stessa, dal nucleo più intimo di me, sento davvero di tutto nella mia musica. Siamo permeabili e permeati da tutto ciò che ci circonda. Come potremmo non rilasciare tutto ciò che assorbiamo costantemente, che si tratti di vita o di musica. Siamo ciò che mangiamo. Siamo ciò che ascoltiamo.

Di sicuro, mi definisco “classica” perché per quanto, a tratti, io sfiori il jazz, il mio linguaggio è comunque classico e in alcune composizioni, sopratutto (ma non solo) in Mondi Paralleli è venuto fuori in composizioni come Il mio tormento e L’ignoto.

Cosa ascolta e legge di solito Daniela?

Mi piace tutto ciò che ha a che fare con la vita ed il mistero che l’avvolge.

Che si tratti di libri, di cinema o di musica. Sono da sempre affascinata da tutto ciò che non vediamo, dal così detto mondo invisibile che fa percepire l’oltre che si nasconde dietro le cose e che nasconde/racchiude il senso della vita. Credo nella forza del pensiero, capace di concretizzare l’impossibile, e nella fiducia che, se riposta in noi stessi fa miracoli. L’ultimo libro che ho letto La tua mente può tutto di Italo Pentimalli.

Quali sono i tuoi artisti prediletti, quelli con cui si cresce e ci si confronta?

Ritengo che da chiunque si possa imparare, anche e soprattutto da chi è lontano da noi nei pensieri e nelle azioni. Da sempre ho cercato di imitare tutto ciò che mi è capitato di ascoltare. Ho iniziato a trascrivere musica sul pentagramma a 9 anni e la trascrizione musicale è davvero la migliore scuola per imparare a scrivere musica. Perciò, anche se indirettamente, mi sono confrontata da subito con tutto ciò che ho trascritto. E quale modo migliore per crescere se non calcare e ricalcare gli stili musicali altrui. Ovviamente, quando si è piccoli, si desidera suonare tutto ciò che muove la propria emotività ed io ero musicalmente attratta da Ennio Morricone, Stephen Schlaks, Richard Clayderman, Michel Legrand e altri.

Oltre alla tua attività discografica hai un’impressionante carriera di collaborazioni e vita sul palco: vinci concorsi internazionali, i tuoi brani e la tua scrittura vengono richiesti per Festival (100 Cellos), TV, eventi come le giornate FAI, Medimex…  Quali sono le tappe del tuo percorso che ritieni più significative? 

Ogni esperienza, ogni incontro è importante nella nostra vita e ti lascia qualcosa. Certo è che aver composto in una sola notte un brano che l’indomani i 100 Cellos avrebbero eseguito presso il Teatro del Giglio a Lucca è e resterà uno dei più bei ricordi, così come ciascuna delle esperienze da te menzionate.

Da pianista e compositrice di formazione classica, una delle tappe del mio percorso che ritengo più significative è indubbiamente aver conosciuto ed incontrato il M° Claudio Scimone. È stata una delle esperienze più significative della mia vita. Ricordo ancora oggi il Concerto di Primavera nel 2017 de I Solisti Veneti diretti da Scimone. Non si può dimenticare una prima assoluta di un’orchestra così famosa al mondo.

Per non parlare del passaggio su una radio tedesca della mia composizione per pianoforte solo “Luci e Ombre” eseguito dalla pianista Monique Cìola il 04 luglio 2018 al Schloß Schönbrunn di Vienna, o dei miei arrangiamenti eseguiti da un’intera orchestra nei teatri di tutta Europa, uno dei quali interpretato da Sarah Jane Morris, o più semplicemente scoprire da un tag in un post che qualcuno compra il tuo spartito e dall’altra parte del mondo una ragazza o un ragazzo che nemmeno conosci lo esegue davanti ad una platea di persone magistralmente.

Credo non ci sia cosa più bella di sapere che la tua musica è apprezzata e amata tanto da essere ascoltata ed eseguita.

Se non ci fosse stata la musica nella tua vita, cosa pensi avresti fatto?

Non ne ho la più pallida idea. Mi piace molto la gente e stare a contatto con essa, perciò credo che avrei fatto qualcosa che mi avrebbe permesso lo scambio, che credo essere unica fonte di energia. Una cosa è certa, avrei creato ugualmente.

La Puglia dimostra molto spesso attenzione tanto al jazz quanto alla musica classica. Come mai?

Credo che la politica abbia investito tanto.

In Puglia la musica è considerata un elemento di sviluppo del territorio al pari di qualsiasi altro settore economico. C’è una vera e propria industria musicale che si muove qui sul territorio. Probabilmente perché la Puglia ha contribuito alla storia della musica nazionale tra il Seicento e il primo Ottocento con un’ insuperata schiera di protagonisti di prima grandezza, come la cosiddetta ‘scuola napoletana’ del Settecento, formata quasi al settanta per cento da personaggi nati in Puglia (da Rossi a Traetta, Farinelli, Piccinni, Paisiello, fino a Mercadante) e formati nei celebri conservatori della capitale, Napoli. Senza dimenticare Nino Rota dei giorni nostri.

Inoltre, la Puglia conserva un suo più che dignitoso patrimonio musicale, sparso in centinaia di chiese e archivi, biblioteche pubbliche o private. Per me la Puglia resta una delle regioni più belle di Italia e non perché ci vivo ma perché credo davvero sia così. Sole e mare… ingredienti senza i quali io non posso stare!

Quali sono i tuoi progetti, oltre Mondi Paralleli?

Scrivere, scrivere, scrivere!

I miei progetti, oltre Mondi Paralleli, sono i nuovi brani che usciranno nei mesi successivi, alcuni tratti dall’album e altri inediti. Non vi nascondo che pur se in atto la promozione di questo album, io sto già pensando al prossimo. Più scrivo, più voglio scrivere.