Oggi Angeli, ieri Demoni

Cronaca

Civiltà giuridica e non sciacallaggio: l’emendamento del  Sen. Marco Siclari di Forza Italia a tutela del lavoro dei medici  

 Di Riccardo Guglielmi

#EmergenzaCovid19 –  Non mancano  gli apprezzamenti e i riconoscimenti verso le attività e lo spirito di sacrificio degli operatori sanitari di ogni ordine e grado, impegnati sul campo nella guerra contro le armate del malefico Covid-19. Angeli, eroi, che con armi spuntate, senza le necessarie dotazioni e precauzioni di sicurezza, in teatri di guerra drammatici, emotivamente e professionalmente coinvolgenti e traumatizzanti, sacrificano sé stessi, consapevoli, più di tutti, del rischio cui vanno incontro. A loro nessun trattamento di favore, neppure un tampone per quelli più a rischio, mentre a politici asintomatici è stato garantita la possibilità di sottoporsi all’indagine diagnostica in questo momento più specifica e certificata, il tampone rino-faringeo. Ottomila medici, diecimila infermieri hanno risposto “Presente” alla chiamata della protezione civile mentre i lavori parlamentari erano bloccati per la diserzione della maggior parte dei nostri “onorevoli” richiamati al lavoro in parlamento da quei  pochi loro colleghi che hanno ancora a cuore il destino del paese e  la nostra democrazia. Quelli che chiamiamo eroi, sino a qualche settimana fa, nell’indifferenza generale, erano offesi nel corpo e nello spirito, vittime della violenza di tanti delinquenti, forti anche per una mancanza tutta italiana di certezza della pena, che scaricavano sugli operatori sanitari le inadempienze organizzative e strutturali frutto di tagli dissennati, riduzione di organi, corruzione e sprechi. Oggi Angeli, ieri Demoni, oggi Buona Sanità, ieri Mala Sanità. Pochi sanno quanto siano mortificanti i loro stipendi, quanta è la mancanza di tutela lavorativa, quante siano le trappole in cui possono incappare nello svolgimento della professione.  Pochi sanno che anche i medici dipendenti e non solo i libero professionisti, devono garantire sé stessi e le famiglie con costosissime polizze assicurative, per le sempre più azioni legali a fini risarcitori. La Sanità è diventata un bancomat a cui attingere, una fonte a cui abbeverarsi, per  assicuratori, legulei spregiudicati e per tutti coloro che vogliono trarre profitto dalle disgrazie altrui. Dal medico e dall’ospedale si pretende la guarigione anche nei casi disperati e non la cura della malattia. Quella stessa classe politica che vanta oggi il Servizio sanitario finge di non  capire che la vera eccellenza sono  tutti gli operatori sanitari italiani  e non il Sistema sanitario, frantumato in regionalismi e con tante criticità, sprechi, burocrazia, corruzione, clientelismo, nepotismo. Non c’è stata classe politica che negli anni non abbia delegittimato tutto l’insieme del RUOLO PROFESSIONALE e in questo amaro destino ha inglobato sanità e scuola nella logica che colpevolizzando certe categorie professionali non fossero evidenziate le inefficienze delle loro azioni. Purtroppo, mentre istituzioni e cittadini continuano a ringraziare e a lodare la miracolosa risposta assistenziale dei nostri operatori nel pieno di una crisi sanitaria senza precedenti, sedicenti “associazioni” di procuratori legali  continuano a pubblicizzare la loro attività sui social e sui “media” per stimolare cause legali di risarcimento. In una situazione di gravissima ed estesa emergenza sanitaria nazionale, gli operatori sono schiacciati da un compito immane per numeri e gravità di pazienti e sono costretti a inventare azioni e procedure. Una condizione di guerra che richiede decisioni e provvedimenti di natura del tutto eccezionale e senza precedenti, dal  “triage” del Pronto soccorso, ai protocolli assistenziali del tutto sconosciuti in tempi normali e al ricorso ad approcci terapeutici d’emergenza non ancora codificati. Solo sciacalli e avvoltoi, forti di una legislazione purtroppo ancora inadeguata,  possono pensare a denunce di presunta e del tutto opinabile “malpractice” professionale. È necessario porre termine a quell’abuso etico prima ancora che legale e predisporre una tutela che andrebbe estesa a tutti gli altri sanitari, anche a quelli in aree no Covid, che stanno garantendo cure e assistenza per tutte le altre patologie in una situazione sempre a rischio di contagio. Le proteste dei presidenti della Federazione degli Ordini dei medici e del Collegio dei chirurghi, della Federazione dei direttori generali delle Aziende sanitarie, non rappresentano difesa di classe, ma appello ai legislatori affinché presentino emendamenti che possano salvaguardare Aziende e operatori sanitari. Alla solidarietà della migliore classe forense si è affiancata l’iniziativa di Marco Siclari, Capo gruppo in Senato di Forza Italia,  che ha presentato, un subemendamento per introdurre la non punibilità dei medici che operano contro il Covid-19. Medici e infermieri non vanno lasciati soli. Sono già caduti sul campo 60 medici e 600 infermieri e tanti ne cadranno ancora. L’approvazione che ci auguriamo sia bipartisan  è un atto di civiltà giuridica e di rispetto verso i lavoratori della sanità che con abnegazione e spirito di sacrificio si stanno battendo senza tregua contro un male invisibile e a oggi non sempre curabile. Ma questo non basta. È arrivato il momento di rivedere tutta l’impalcatura della responsabilità professionale in ambito medico sia penale che civile e non circostanziata a questa congiuntura. Lasciamo medici e infermieri lavorare sereni. Basta con lo scarica barile delle inefficienze gestionali, organizzative e politiche altrui.

redazione@corrierenazionale.net