Il Coronavirus e la lettera di Eistein

Cultura & Società

“La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”.

Parole tratte da “La lettera su la crisi” che, in questo periodo di grande difficoltà per tutti, vedo pubblicata qua e là. Autore il grande Albert Einstein, che la inserì nel suo libro “Il mondo come lo vedo io” del 1937. 

Aveva sicuramente ragione il grande scienziato. Sicuramente è così. Però, bisogna anche ammettere che è ben triste la condizione dell’uomo, se per progredire, inventare, creare, deve passare attraverso l’angoscia. Ben triste la condizione dell’uomo se per progredire, inventare, creare, deve veder soffrire e morire innocenti, bambini compresi, che neppure lo vedranno il progresso. Allora definire la crisi una vera benedizione, con tutto il rispetto per il grande, è un po’ un’esagerazione. Il male resta male, anche se da esso può scaturirne un bene. Una definizione inopportuna soprattutto per le vittime innocenti della crisi.

Renato Pierri