Governo, oltre 4 miliardi per i comuni

Politica regionale, nazionale e internazionale

400 milioni per chi non ha i soldi per fare la spesa

Dal governo arriva un dpcm che dispone 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarieta’ dei Comuni, piu’ 400 milioni vincolati per le persone che non hanno i soldi per fare la spesa-Ad annunciarlo e’ stato il premier Conte, che ha sottolineato: ‘sappiamo che in tanti soffrono ma lo Stato c’e”. Il ministro dell’Economia Gualtieri ha spiegato che il bonus di 600 euro per chi non ha fonte di reddito sara’ reso rapido e fruibile dal primo aprile. Firmato il decreto con le modalita’ di attribuzione del fondo per i professionisti e autonomi, l’indennizzo e’ di 600 euro per marzo. Lamorgese avverte: “non tollereremo azioni illegali”.

“La somma di 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarieta’ comunale e’ un anticipo del 66% che giriamo ai Comuni. Lo facciamo in anticipo rispetto alla scadenza che era prevista a maggio”, spiega il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “A cio’ si sommano i 400 milioni che sono un altro anticipo da destinare alle persone che non hanno i soldi per fare la spesa”. “Lo Stato c’è”, ha detto Conte.

Si tratta di un provvedimento che va nella direzione di ‘stoppare’ sul nascere una eventuale emergenza sociale legata alla difficolta’ di una fascia della popolazione a seguito delle misure restrittive per contrastare la diffusione del coronavirus. “Non lasciamo – ha spiegato il presidente del Consiglio – nessuno solo e abbandonato a se stesso. Siamo vicini alle persone bisognose, dobbiamo aiutare chi e’ maggiormente in difficolta’. Confidiamo che gia’ la prossima settimana i sindaci – ha spiegato – possano erogare i buoni spesa o consegnare direttamente le derrate alimentari”. “Sono giorni molto difficili e nessuno deve essere lasciato da solo, rendiamo immediatamente disponibili risorse per comuni per poter sostenere, aiutare le persone in difficolta’ a reperire generi alimentari, prodotti di prima necessita’”, ha aggiunto Gualtieri.

“La quota del fondo assegnato a ciascun comune sara’ gestita ed erogata dal comune medesimo, privilegiando i criteri di prossimita’ e sussidiarieta’”, si legge ancora nella bozza circolata nel pomeriggio. “Il riparto di tali risorse aggiuntive sara’ basato su criteri nuovi, calibrati per l’esigenza eccezionale, quali i principi del minor reddito pro capite (50-66%) e del numero di abitanti (33-50%) – criteri concordati con l’ANCI (da valutare l’introduzione tra i criteri di riparto dell’indice di vulnerabilita’ sociale e materiale (IVSM) calcolato dall’ISTAT – ultimo dato disponibile aggiornato pero’ al censimento del 2011). Inoltre viene stabilito che “le risorse ricevute da ciascun comune per la solidarieta’ alimentare saranno destinate, con un vaglio preventivo molto semplificato e flessibile (evitando requisiti rigidi) da parte dei servizi sociali comunali, a tutti coloro che versano in situazione di necessita’ alimentare”. “Tali risorse dedicate potranno essere rafforzate da ciascun comune (o dall’ANCI, con un riparto pro quota in base alle esigenze) con donazioni defiscalizzate di generi alimentari o di buoni d’acquisto o buoni sconto da parte di privati, di produttori, dei distributori”.

“Si prevede altresi’ – si legge ancora nella bozza – la possibilita’ da parte dei comuni di acquistare buoni spesa, buoni pasto o generi di prima necessita’ senza procedura di gara. Considerato che il FSC non interessa i comuni del Trentino AA, del Friuli VG e della Valle d’Aosta, in questi territori, con specifica previsione nell’ordinanza, le somme sono anticipate dalle autonomie speciali per essere ristorate in sede di emanando decreto legge”. Ecco dunque in pillole le misure: il 66% del FSC viene erogato sulla base delle regole del DPCM in corso di pubblicazione; 400 mln con criteri nuovi in ordinanza (mix tra reddito pro capite, popolazione e indicatori ISTAT); reintegro dei 400 mln sul FSC con il DL (tra 10-15 giorni); il 33% del FSC viene erogato successivamente sulla base delle regole del DPCM in corso di pubblicazione. “A tale progetto, si potrebbe dare una cornice istituzionale nazionale, per esempio – si legge sempre nella bozza – con la firma di un Protocollo tra Governo e ANCI, mantenendo pero’ una declinazione locale con grande flessibilita’ operativa a livello dei singoli comuni. La cornice nazionale” di un memorandum “consentirebbe di dare grande visibilita’ al progetto e di renderlo un catalizzatore per le catene di solidarieta’ che potrebbero irrobustirlo, sia a livello nazionale, in rapporto con l’Anci, sia a livello di ciascun comune (ad esempio, tramite la filiera delle donazioni da parte dei produttori, delle associazioni di coltivatori diretti, di aziende e persone singole, o tramite l’attivazione coordinata a supporto del progetto delle grandi strutture associative e di volontariato: Scout, Croce Rossa, Caritas, etc.)”. “Con i fondi – il commento del presidente dell’Anci – risponderemo velocemente alle necessita’ delle famiglie”.