Riflessioni sui 25 anni Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II

Diritti & Lavoro

del Prof. Dott. Daniele Di Calisto

MATERA  – Oggi ricorrono i 25 anni dalla promulgazione dell’Enciclica Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II. Il documento nacque a partire dal Concistoro Straordinario di Roma dell’aprile 1991 dedicato alle allora attuali minacce contro la vita e in particolare all’aborto.

Purtroppo in questi anni abbiamo assistito e assistiamo giornalmente a diversi attentati alla vita,tali da rendere tale enciclica sempre più attuale. Basta ricordare problematiche che ci tengonoimpegnati in dibattiti e in vere e proprie “guerre” giuridiche come l’aborto e l’eutanasia.

San Giovanni Paolo II parlava infatti di una emergenza, di una vera e propria “cultura antisolidaristica, cultura di morte”. Tale pensiero venne poi ribadito e ripreso anche da Benedetto XVI e Papa Francesco, che parlano uno di “cultura del relativismo” e l’altro di “cultura dello scarto”.

Il papa polacco già annunciava all’epoca la causa di tutto questo problema sociale e antropologico: la sbagliata concezione della democrazia, del diritto e della libertà. Infatti assistiamo sempre più in tutto il mondo a distorsioni di tali tre concezioni.

Basti pensare all’iniqua legge federale approvata dal Parlamento Canadese nel giugno 2016 dove si permette ai maggiorenni canadesi, affetti da malattia o disabilità, con morte naturale ragionevolmente prevedibile, di richiedere “assistenza medica per la morte”. Oppure al Disegno di Legge canadese dello scorso febbraio che vorrebbe modificare le disposizioni del codice penale sull’assistenza medica in caso di morte. In altre parole si vorrebbe rendere lecita l’assistenza medica per la morte a tutti, indipendentemente se la morte naturale sia prevedibile o meno. Ma vi è di più, nei giorni scorsi una dichiarazione dell’associazione degli Psichiatri Canadesi che richiedono che non venga discriminata la disabilità dei malati psichici, tanto da chiedere che venga concesso loro disposizioni per l’assistenza alla morte, il tutto per non discriminare la loro situazione rispetto agli altri pazienti.

Ecco che allora anche oggi più che mai c’è un forte bisogno di ripensare le categorie contenute nell’Evangelium Vitae. È diventato necessario ricordare le parole di San Giovanni Paolo II: «Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo,libertà, pace e felicità».

Prof. Dott. Daniele Di Calisto

Direttore Dipartimento di Canonico, Ecclesiastico e Vaticano della Università Popolare Federiciana.

Direttore e Docente area scientifica Diritto Canonico Ecclesiastico e Vaticano Scuola di Alta Formazione e Studi Specializzati per Professionisti.

Responsabile Nazionale ENAC Formazione (Ente Nazionale Attività Culturali)