La politica al tempo del coronavirus: tutti zitti!

Politica regionale, nazionale e internazionale

Le tenzoni politiche tra i partiti, non importano se di maggioranza o opposizione, si sono calmate. Il COVID-19, virus assai contagioso, ha zittito tutti.

Le “battaglie” politiche interne sono scomparse. Nessun comizio.Nessuna critica.  Infatti, in tutti i talkshow si vedono solo gli stesse facce di destra e di sinistra, a ogni ora a ogni momento, con le stesse motivazioni già ben note in campagna elettorale.

Lo scrivente ha scritto, più volte, su questo problema, ha anche preso contatto con i conduttori di questi programmi ma senza riscontro.

Non dimentichiamo che i nostri parlamentari sono profumatamente pagati dallo Stato, i Cinque Stelle almeno si sono imposti l’autotassazione. Credo che un taglio sia opportuno anche tra la nostra diplomazia e riportare a un livello di decenza gli stipendi alla nostra ‘burocrazia’ diplomatica.

Il coronavirus non sta soltanto seminando morti e terrore, ma condiziona l’economia e il nostro futuro con una spietata operazione verità che sta scoprendo l’inutilità della politica italiana e della sua rappresentanza.

Le nostre istituzioni sono sane è la classe politica che la sta facendo marcire senza una direttiva certa ed equilibrata. 

Le nostre leggi sono chiare e valgono per tutti.

La politica verbale si rivela inutile di fronte ai fatti e alle responsabilità di una comunità comunale, provinciale, regionale e nazionale.

E’ noto che il Parlamento, che dieci giorni fa aveva chiuso i battenti alle prime avvisaglie di pandemia vera, stenta a riprendere i lavori, tra assenze, polemiche sterili e difficoltà logistiche. Molti Consigli regionali vedi la Basilicata, il Consiglio comunale di Bari, usano le teleconferenze, molti Consigli regionali non riescono ancora a tenere la prima seduta vedi la Calabria.

Il referendum confermativo è stato rimandato, neanche a farlo apposta riguarda il taglio dei parlamentari.

L’Emergenza COVID-19 potrebbe durare ancora mesi. Ma il Parlamento non può sospendere la sua attività. La gestione democratica del Paese dovrà trovare riscontro anche in tempi di Pandemia. Il Parlamento deve riaprire le porte altrimenti tutti a casa!

In questa cronaca ci chiediamo dove sono i medici delle ONG che tanto si sono prodigati nel salvare a mare i migranti e ora sono tutti ‘spariti’, dove sono finiti?   Avranno risposto all’appello della protezione civile per la costituzione della task force di medici? 

Torniamo alla classe politica che da decenni, pontificano da una poltrona all’altra. Eppure, nell’ora più buia, sono scomparsi perché non hanno altra alternativa al silenzio. Parlare, ora che le parole hanno un peso autentico e cruciale, servirebbe solo a confermare che non hanno e non hanno mai avuto niente di veramente importante da dire. L’emergenza coronavirus ha completamente svuotato la loro retorica ed ha mostrato in maniera impietosa il “qualunquismo”Ha ridotto sigle di partito e slogan a inutili orpelli buoni solo per dare un po’ di lavoro ai grafici delle tipografie. 

Il diluvio di comunicati stampa che prima dell’emergenza sanitaria piovevano nelle redazioni per ogni insulso motivo, con l’unico scopo di apparire, si è arrestato. La realtà ha spazzato via tutte le insignificanti speculazioni cui ci avevano abituati e costretti. Se c’è qualcosa di buono in quello che sta succedendo, è proprio nel silenzio dei politicanti, che fino all’altro ieri avevano un’opinione per tutto e una risposta per ogni cosa. Mai, come oggi, sono così vicini al sempre citato “popolo”, annichiliti anche loro dalla gravità di un problema che sfugge alla loro comprensione e si sottrae al loro potere, che al massimo gli può consentire di ottenere sottobanco un tampone anche se asintomatici.

Vediamo tante belle azioni della protezione civile, degli ospedali che lanciano appelli per recuperare qualche soldo per fare fronte alle ingenti spese che comporta il coronavirus, ma  non,  abbiamo visto le donazioni dei politici e neanche le donazioni dei nostri diplomatici nel mondo, anche loro sono spariti e sono spariti anche ex parlamentari ed ex consiglieri regionali che percepiscono il vitalizio e che tanto stanno lottando per riaverlo. Pero non stanno facendo nulla per essere presenti in questo momento cruciale. Le loro donazioni sono certo potrebbero aiutare a comprare macchinari salvavita e mascherine.

Ecco, qualcosa d’interessante da dire e da fare l’hanno. Ma preferiscono stare zitti aspettando che passi la bufera, statene certi per poi tornare alla carica della pretesa dei ‘vitalizi’. Vergogna!

Antonio Peragine

direttore@corrirepl.it