Stiamo pagando per tutti i danni di quel virus chiamato Europa

Diritti & Lavoro

A furia di tagliare la spesa pubblica ci è arrivato il conto da pagare.

Non è bastato preannunciarlo per anni interi.
Adesso il popolo si lamenta, ma giustamente ne paga il conto lasciato dal virus.

L’emergenza non si chiama coronavirus, ma tagli alla spesa pubblica; il virus che non abbiamo importato dalla Cina, ma dall’Europa.
Viviamo in un Paese costantemente in emergenza: emergenza rifiuti, emergenza terremoti, emergenza strade e ponti,  emergenza idrogeologica ed ora, emergenza sanitaria.

E se una nazione vive in perenne emergenza è perché quell’emergenza si trova nel dover sempre far quadrare i conti pubblici, invece che il benessere. Questa emergenza produce incuria e mancati investimenti, non è colpa delle sventure e degli eventi naturali.

I virus inoculato dall’Europa si chiamano, austerity, spending review, pareggio di bilancio (in questa serie di articoli vi racconto tutto).
In una sola parola, vincolo esterno, tradotto, ce lo chiede l’Europa.
Tutti termini che agli italiani piacciono, che gli italiani hanno atteso per decenni e, una volta arrivati con Mario Monti e proseguiti da tutti i Governi che gli sono succeduti, hanno applaudito.

Credevano di tagliare gli sprechi, gli italiani.
Hanno creduto di aver avuto giustizia e di averla fatta pagare ai politici, al parassitismo statalizzato, ai fannulloni e agli spreconi.
Invece gli stavano tagliando il ramo su cui si trovavano proprio loro, gli italiani.


CONTE ANNUNCIA LO STATO DI EMERGENZA VIRUS

Conte ci spiega come il Governo ha affrontato il coronavirus ed annuncia il blocco delle scuole che fa seguito alla semi-paralisi del sistema economico e produttivo.
Ci spiega, Conte, che nessun Paese al mondo sarebbe in grado di affrontare una pandemia improvvisa, causa il sovraccarico del sistema sanitario ed ospedaliero.
Vero.
Ma è anche vero che l’Italia, dal 2000 ad oggi, ha perso, cioè smantellato di proprio pugno 72.000 posti letto, perché ce lo chiedeva l’Europa e perché noi all’Europa abbiamo creduto come fessi.

Per fare fronte alle emergenze, specie sanitarie, occorrono strutture pubbliche – quindi alla portata di tutti, anche dei più poveri – affinché per poterne uscire.
Invece ci siamo ridotti a vietare gli abbracci e le strette di mano, il kit sanitario a costo zero.


GLI ITALIANI E LA STUPIDA PAURA DELL’INFLAZIONE

Il vero spauracchio degli italiani è da sempre l’inflazione.
In particolare i giovani, quelli che si vogliono tenere stretta l’Europa e l’Euro, sembrano i più preoccupati da un’uscita che, a detta loro, porterebbe danni legati prima di tutto all’inflazione.
Non importa se non l’hanno mai vista neanche con il binocolo. Sono tutti terrorizzati dall’inflazione.

Ebbene quei danni li abbiamo già subiti entrando nell’Euro.
Nonostante l’inflazione in Europa sia stata mediamente ben al di sotto del 2%, la spesa per la sanità, in rapporto al PIL, è stata ancora più bassa di quel tasso.
Le case si sono svalutate mediamente del 40%, con il picco di Genova che ha superato quota 53%.

Ma non basta.
Il Paese non è in grado di reagire al degrado di scuole, ponti e viadotti che porta a periodici crolli per la mancata messa a norma antisismica su tutto il territorio nazionale.

Eravamo anche convinti che con i tagli avremmo combattuto il debito pubblico.
Invece abbiamo scoperto che il debito pubblico, più tagli e più aumenta.

austerity andamento del debito pubblico dal 1994 al 2017

Ecco l’andamento del debito pubblico sul PIL dal ’94 ad oggi.
Nota come da Monti in avanti, nonostante la ferrea austerity il debito sia cresciuto e come nel 2011 Berlusconi venne fatto dimettere di corsa nonostante il debito fosse ai livelli di 17 anni prima.
Grafico estratto dal libro di economia spiegata facile

debito pubblico/ PIL dell'Italia

Il boom del debito/PIL dal Divorzio tra BankItalia e Tesoro nel 1981 e come con l’austerity si sia assestato al massimo livello storico. fonte keynesblog

Il debito è continuato a salire, nonostante noi paghiamo più tasse dei tedeschi, qui vi spiego perché.
Ed è aumentato nonostante le tanto attese e poi, finalmente applicate, riforme. Ecco gli effetti ottenuti.


CAPIRE LE CAUSE PER AFFRONTARE LE CONSEGUENZE
(PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE)

Lo stiamo ripetendo da anni, sui social e dalle colonne di questo blog.

Infine lo abbiamo fatto con il libro di economia spiegata facile, che è giunto alla quarta ristampa.
Premiato con il Diploma D’onore al recente Concorso Letterario Milano International, in questa ultima edizione abbiamo aggiunto un capitolo che riguarda proprio il virus: l’austerity.

Il libro affronta praticamente qualsiasi argomento che riguarda l’economia e ne spiega, con disegni e parole semplici, i risvolti positivi e negativi.
Il libro di economia spiegata facile è fatto per farci capire di chi sia bene fidarsi e di chi no, tutte le volte che sentiamo esperti e politici indicarci la via della salvezza.

Libro di economia spiegata facile

Siamo stati marchiati con il segno indelebile del sovranismo (e ce ne vantiamo).
Siamo stati definiti Savonarolamenagramifissati, uccelli del malaugurio, invece semplicemente abbiamo saputo vedere più avanti rispetto a tutti gli altri.
Oggi, ancora una volta i fatti ci danno ragione, anche se avremmo preferito il contrario.

Se anche tu vuoi cominciare a vedere più avanti degli altri e vuoi smettere di essere trattato da pecorone, non ti resta che leggere il libro di economia spiegata facile. 


Abbiamo passato decenni a condannare la spesa pubblica ed ora ci arriva il conto da pagare.
E non paghi si avvicina il referendum sul taglio dei parlamentari.
Un “risparmio” previsto dello 0,007% del PIL contro un taglio della rappresentatività dei cittadini nelle istituzioni di ben il 35%.
Un ottimo affare a cui è prevista l’approvazione in massa tramite plebiscito.

Insomma il problema non è l’emergenza coronavirus, anche perché qualsiasi evento straordinario, anche se controllabile in condizioni standard, si manifesterà comunque come una vera emergenza.
Il problema è che abbiamo subìto danni enormi all’economia e alla possibilità di manovra dello Stato nello spendere soldi pubblici sempre più limitati e sempre più costosi in termini di debito sovrano.

Questo è il vero virus che ci ha infettati.