Home Diritti & Lavoro L’Europa si spacca sul bilancio

L’Europa si spacca sul bilancio

Quando si parla di soldi e di come spartirli si litiga. E non solo nelle famiglie ma anche nella UE. Certo, fa specie che in un consesso così solenne dai valori così “elevati” si litighi per venalità e bassezze così comuni nei comportamenti dei comuni mortali, ma così è… forse la ragione sta nel fatto che quei soldi da ripartire vanno ad alimentare la spesa pubblica e cioè gli interessi personali dei politici che la devono gestire; se così è non vi sarà mediazione in grado di mettere d’accordo tali animaleschi appetiti. Infatti appare impossibile mettere d’accordo i minimalisti, pochi ma ricchi, con i sostenitori della coesione, la maggioranza, anche se la differenza sembra minima essendo valutata in pochi decimali di Pil europeo. Fatto sta che l’Italia è stata incaricata assieme a Romania e Portogallo, di cercare la quadra; sembra cioè che i potenti, non volendo essere quelli che falliranno abbiano demandato chi già è privo di credibilità a compiere l’impossibile. L’Italia si è fatta mettere in questo vicolo cieco.

Quindi Conte fallirà anche questo? Certamente si, specie se non utilizza un pizzico del genio italico e specificatamente quello meridionale. Serve cioè uscire dalla dicotomia fredda e suicida della coperta corta da tirare ognuno dalla propria parte, e si dica alto e forte che anche il livello dei tassi di interesse è un argomento della partita. Limitare l’azione di politica economica alla spartizione del bottino estorto ai contribuenti e dimenticare che lo sviluppo si fa anche con i danari del sistema del credito (che sono una infinità) significa mostrare ignoranza oltre che cupidigia. In questa ottica insistere con un tasso di interesse unico europeo perché unica è la moneta significa far pagare il costo del danaro la stessa cosa dove c’è elevata inflazione e dove c’è deflazione, dove si risparmia molto e dove si investe molto, dove c’è disoccupazione e dove c’è la piena occupazione… cioè, semplicemente, sbagliare politica e affossare l’ideale europeo favorendo populismi che, come il coltello nel burro, hanno facile gioco e dimostrare che questa Europa se non è cattiva, quanto meno è stupida.

Quindi ben venga il principio della sostanziale parità -per ogni stato- tra quel che si contribuisce con quello che si percepisce come vogliono i ricchi, ma, parallelamente, si deve introdurre l’elementare principio per il quale in ogni economia deve aversi una specifica legislazione e livello dei costi dei fattori della produzione cominciando proprio dal costo del danaro. In un’area di centinaia  di milioni di persone e con realtà economiche molto differenti applicare a tutte lo stesso costo del danaro e le stesse regole è una stupidaggine mortale per ognuna di quelle realtà e per l’Europa tutta. Quindi tassi di interesse diversi per economie diverse. Si otterrebbe uno sviluppo più pronunciato lì dove è oggi più lento e un netto beneficio per gettito, banche e occupazione..

Il Presidente Conte porti questa proposta ampiamente in grado di mettere d’accordo il “diavolo e l’acqua santa” disegnando un futuro dell’Europa molto più vicino al vero spirito europeista!!!

Canio Trione -Economista

BARI – Quando si parla di soldi e di come spartirli si litiga. E non solo nelle famiglie ma anche nella UE. Certo, fa specie che in un consesso così solenne dai valori così “elevati” si litighi per venalità e bassezze così comuni nei comportamenti dei comuni mortali, ma così è… forse la ragione sta nel fatto che quei soldi da ripartire vanno ad alimentare la spesa pubblica e cioè gli interessi personali dei politici che la devono gestire; se così è non vi sarà mediazione in grado di mettere d’accordo tali animaleschi appetiti. Infatti appare impossibile mettere d’accordo i minimalisti, pochi ma ricchi, con i sostenitori della coesione, la maggioranza, anche se la differenza sembra minima essendo valutata in pochi decimali di Pil europeo. Fatto sta che l’Italia è stata incaricata assieme a Romania e Portogallo, di cercare la quadra; sembra cioè che i potenti, non volendo essere quelli che falliranno abbiano demandato chi già è privo di credibilità a compiere l’impossibile. L’Italia si è fatta mettere in questo vicolo cieco.

Quindi Conte fallirà anche questo? Certamente si, specie se non utilizza un pizzico del genio italico e specificatamente quello meridionale. Serve cioè uscire dalla dicotomia fredda e suicida della coperta corta da tirare ognuno dalla propria parte, e si dica alto e forte che anche il livello dei tassi di interesse è un argomento della partita. Limitare l’azione di politica economica alla spartizione del bottino estorto ai contribuenti e dimenticare che lo sviluppo si fa anche con i danari del sistema del credito (che sono una infinità) significa mostrare ignoranza oltre che cupidigia. In questa ottica insistere con un tasso di interesse unico europeo perché unica è la moneta significa far pagare il costo del danaro la stessa cosa dove c’è elevata inflazione e dove c’è deflazione, dove si risparmia molto e dove si investe molto, dove c’è disoccupazione e dove c’è la piena occupazione… cioè, semplicemente, sbagliare politica e affossare l’ideale europeo favorendo populismi che, come il coltello nel burro, hanno facile gioco e dimostrare che questa Europa se non è cattiva, quanto meno è stupida.

Quindi ben venga il principio della sostanziale parità -per ogni stato- tra quel che si contribuisce con quello che si percepisce come vogliono i ricchi, ma, parallelamente, si deve introdurre l’elementare principio per il quale in ogni economia deve aversi una specifica legislazione e livello dei costi dei fattori della produzione cominciando proprio dal costo del danaro. In un’area di centinaia  di milioni di persone e con realtà economiche molto differenti applicare a tutte lo stesso costo del danaro e le stesse regole è una stupidaggine mortale per ognuna di quelle realtà e per l’Europa tutta. Quindi tassi di interesse diversi per economie diverse. Si otterrebbe uno sviluppo più pronunciato lì dove è oggi più lento e un netto beneficio per gettito, banche e occupazione.

Il Presidente Conte porti questa proposta ampiamente in grado di mettere d’accordo il “diavolo e l’acqua santa” disegnando un futuro dell’Europa molto più vicino al vero spirito europeista!!!

Canio Trione

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