Virus in fabula

Diritti & Lavoro

Una ragione ci sarà se stiamo scambiando una sindrome influenzale per una pandemia letale come dice Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, dell’Ospedale Sacco di Milano e se dopo non aver fatto nulla se non chiacchiere e assurdità per un mese, ora si prendono provvedimenti da peste nera che appaiono decisamente farseschi. I motivi di carattere geopolitico sono chiari come il sole, ma si aggiungono quelli interni, ovvero la stagnazione e il definitivo verdetto del calo del prodotto industriale nel 2019 del 1,3%: cosa meglio di una malattia per nascondere il male oscuro che sta consumando il Paese e a cui il sistema politico reale non riesce a rispondere per il semplice fatto che è esso stesso parte del problema?

A 12 anni dallo scoppio di una crisi negata fin che si è potuto e riconosciuta solo quando si è ritenuto di poterla dichiarare finita grazie agli illusionismi di una statistica ad hoc, tutta l’Europa sta affogando dentro il suo sistema monetaristico austeritario, come aspetto funzionale dell’egemonia tedesca, ma anche e soprattutto socialmente reazionario secondo i dettami del neo liberismo: la stessa Germania che ha imposto questo modello e che ne ha tratto immensi benefici deve registrare un calo produttivo di quasi il 7 per cento. E tutto il continente europeo, compresi i Paesi dell’est che ormai “godono” di salari inferiori a quelli cinesi, langue: nell’ultimo trimestre del 2019 le economie dei 27 paesi membri hanno registrato un aumento del PIL del 0,1%., il che praticamente vuole dire nulla o forse anche meno di nulla considerati i trucchi che è possibile adottare per iniettare un po’ di botulino nel prodotto interno lordo complessivo.

I contraccolpi politici del fallimento di un sistema che ha strozzato i mercati interni nell’ossessione del debito creando enormi disuguaglianze sociali, disoccupazione, distruzione di diritti e di tutele che a loro volta si ripercuotono sull’economia provocando una crescita stentata, sono dappertutto: nella fuga della Gran Bretagna, nelle strade francesi, nella perdita di consenso della regina Merkel nello stessa Germania: per poter essere contenuti richiederebbero un’ inversione di rotta di 180 gradi che non è nemmeno immaginabile con il timone bloccato dalle concrezioni del globalismo neoliberista, dagli interessi delle multinazionali e dei gruppi finanziari mentre le istituzioni sono letteralmente occupate e governate dalle lobby di cui le elite politiche sono mera e miserabile espressione, con al massimo caratterizzazioni differenti. Siamo insomma alle soglie di una nuova ondata di crisi che non si sa come fronteggiare perché gli strumenti a disposizione sono esattamente quelli che l’hanno provocata. Dunque ogni mezzo di distrazione di massa è quanto mai benvenuto per appannare la vista sul dirupo e anche a distogliere l’attenzione sul fatto che l’unione europea è in realtà una disunione di fatto, visto che la Germania si appresta a un piano di investimenti pubblici che ha vietato agli altri stati membri e che oltretutto costituiscono una clamorosa sconfessione dell’ideologia sulla quale è stata edificata l’Europa dell’euro e i suoi trattati.

Bene chiudiamo le scuole, chiudiamo i porti e gli aeroporti, vietiamo i trasporti, evitiamo persino le messe come ha fatto la curia milanese perché il grande raffreddore è in arrivo, guardiamo inorriditi la risalita del solito spread e la caduta della borsa: in dodici anni non abbiamo imparato nulla, ci caschiamo sempre e alla fine del can can si potrà sempre dire che la colpa del disastro del Paese è il corona virus che poveretto farà un centesimo delle vittime dell’influenza. Ma del resto se la capacità di affrontare le cose sta nella conoscenza, il suo controllo è vitale per le classi dirigenti e per i grandi padroni: in fondo il capitalismo nel suo senso moderno è nato con le grandi epidemie di peste del Trecento che hanno consentito enormi accumulazioni di ricchezza in poche mani. Perché gli epigoni non dovrebbero sfruttare altre epidemie, magari più sulla carta che nella realtà, per rimanere in sella?

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