Bancomat e legge: tutto ciò che c’è da sapere

Cronaca

Che fare se c’è un uso illegittimo del bancomat da parte di terzi o prelievi non autorizzati: tutte le regole sulle macchine ATM previste dalla normativa attuale. 

Chi può fare il prelievo al bancomat e come comportarsi se la macchinetta ti restituisce una somma inferiore di quella che hai chiesto? Quanti contanti puoi prendere in un giorno senza rischiare che l’Agenzia delle Entrate ti faccia un accertamento? Come evitare che qualcuno cloni la tua carta e a chi rivolgersi se il bancomat se la trattiene? Ed infine, passando alle questioni più spinose e delicate, come evitare che il cointestatario di un conto corrente si appropri dei risparmi dei tuoi genitori o che il delegato alla firma, alla morte del correntista, faccia dei prelievi non autorizzati? 

Tutte queste domande richiedono una conoscenza delle norme del diritto civile, penale e fiscale. Non troverai tuttavia da nessuna parte un testo di legge che coordini le disposizioni esistenti in materia di conto corrente e prelievi al bancomat. Salvo in questa pagina. Ecco che allora, se ti concederai il tempo per leggere queste brevi righe, avrai un’ampia cultura su tutto ciò che c’è da sapere in materia di bancomat e legge. Ma procediamo con ordine. 

Che succede se si usa il bancomat di un’altra persona?

Si può usare il bancomat di un’altra persona solo se si è autorizzati. Il bancomat, infatti, è cedibile. Chi fa un prelievo non autorizzato con il bancomat altrui commette un reato punito con la reclusione da 1 a 5 anni e con la multa da 310 a 1.550 euro [1]. Se il colpevole del reato rimborsa la somma prelevata senza permesso prima della denuncia o anche prima della condanna penale, ossia a processo già iniziato, ottiene uno sconto di un terzo sulla pena. 

Che succede se il bancomat ti restituisce una somma inferiore?

Chi non si è mai fermato, subito dopo il prelievo, a contare le banconote consegnate dalla macchinetta ATM per verificare che non siano stati commessi errori? In casi del genere, ti sarai anche chiesto cosa fare se i contanti dovessero essere di meno rispetto a quelli che hai richiesto. Ecco come devi comportarti in ipotesi del genere: reinserisci la scheda bancomat nella fessura e richiedi l’estratto conto in modo da verificare se l’addebito sul conto corrisponde ai contanti che hai in mano. Se c’è stato un errore devi telefonare al numero verde riportato sulla tua stessa tessera o sull’adesivo di solito attaccato alla macchinetta ATM. Potresti, però, rivolgerti anche allo sportello cui è collegato il bancomat se ancora aperto. 

Per scongiurare una truffa, devi attendere i famosi 30 secondi indicati nel display per il ritiro del denaro. Scaduto questo tempo, infatti, la fessura dell’erogatore si chiude e nessun altro dopo di te potrà prendere i tuoi soldi. 

Quanti contanti si possono prelevare in una volta?

Al contrario di quanto comunemente si pensa, la legge non pone alcun limite al prelievo di contanti in un’unica volta. L’unico divieto riguarda il successivo uso dei soldi che, come saprai, dovrà rispettare i tetti previsti dalla normativa sul riciclaggio. Non potrai cioè pagare in contanti, ad una stessa persona, importi superiori a 2mila euro (limite valevole dal 2 luglio 2020 al 31 dicembre 2021; dopodiché, il limite passa a mille euro).

Tuttavia, l’attuale normativa stabilisce che, per prelievi di oltre 10mila euro nell’arco dello stesso mese, la banca deve fornire una informativa alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria presso la Banca d’Italia. Valutate le circostanze, quest’ultima deciderà se, sussistendo indizi di reato, notiziare di ciò la Procura della Repubblica. 

In buona sostanza, il fatto di prelevare molti soldi contanti a una volta non fa scattare alcuna segnalazione all’Agenzia delle Entrate e, se non hai nulla da nascondere (nel senso che non hai intenzione di utilizzare i soldi per scopi illeciti), non subirai neanche procedimenti penali. 

Che fare se perdo il bancomat?

Se perdi il bancomat devi chiedere un duplicato alla tua stessa banca, denunciando lo smarrimento. La denuncia di smarrimento va fatta tempestivamente alla polizia o ai carabinieri. Copia dell’atto andrà portato allo sportello della tua banca. 

Si possono scaricare le spese se si paga con il bancomat di un’altra persona?

Solo il titolare del bancomat può scaricare le spese sostenute con la propria carta. Per cui, se ad esempio usi il bancomat di tuo padre per comprarti delle medicine o per pagare una visita medica privata, non puoi più scaricare l’importo dalla dichiarazione dei redditi. Lo potrebbe fare al massimo tuo padre.

Come evitare di farsi clonare il bancomat

Di solito, le truffe del bancomat avvengono in due modi. O tramite phishing online o tramite apparecchi installati proprio alla macchinetta ATM in grado di copiare la banda magnetica della carta.

Per quanto attiene al primo caso, bisogna evitare di cliccare su link malevoli inseriti in email o sms. I messaggi hanno un contenuto ormai tipico: l’invito ad accedere al proprio conto online per ricevere informazioni o per sbloccare pagamenti. Così facendo, però, si accede a una falsa home della propria banca online, rivolta a carpire le altrui credenziali di accesso alla home-banking per poi svuotare il conto.

Se, però, la banca non dispone di sistemi informatici sofisticati per evitare il phishing, il cliente può chiedere il rimborso delle somme trafugate dai malviventi.

Per evitare questa truffa controlla che, sulla barra dell’indirizzo internet della tua banca vi sia sempre, a sinistra, l’icona a forma di lucchetto: vuol dire che è un sito sicuro su cui puoi digitare la password del conto.

La clonazione della carta può avvenire anche con dispositivi collocati proprio al bancomat (ad esempio, una falsa tastiera per memorizzare il Pin). Per evitare questi rischi bisogna prediligere sempre i bancomat interni agli istituti di credito o comunque sottoposti al controllo delle telecamere. In ogni caso, è sempre bene fare un estratto conto il giorno dopo il prelievo per verificare che non vi sia stato alcun tentativo di frode. 

Controlla sempre che la tastiera non sia rialzata o che non vi siano due fessure dove inserire la carta: potrebbero essere indici di manomissioni dell’apparecchio ATM.

Che fare se il bancomat trattiene la tua carta?

Se la macchinetta bancomat non ti restituisce la carta non puoi che rivolgerti alla relativa filiale cui è collegato l’apparecchio. Se quesa è chiusa devi andare il giorno dopo. Segna l’orario in cui hai tentato il prelievo. Se vuoi evitare che si tratti di una truffa puoi fare una denuncia cautelativa alla polizia o ai carabinieri.

Che succede se una persona svuota il conto di un parente di cui ha il bancomat?

Spesso, succede che vengano chiesti due o più bancomat alla banca per consentire a un familiare, cointestatario del conto o semplicemente delegato ai prelievi (a firma disgiunta), di ritirare i contanti alla macchinetta. Avviene soprattutto con le persone anziane che magari non possono muoversi. Potrebbe, però, verificarsi che il cointestatario o il delegato approfitti di ciò e prelevi più soldi di quanto è stato autorizzato. Che fare in questi casi? 

Non si può agire contro la banca che non ha alcuna responsabilità per l’illecito altrui, ma solo contro il responsabile. Nel caso di delegato alla firma, si dovrà chiedere la restituzione dell’intera cifra prelevata senza consenso. Invece, nel caso di cointestatario si può chiedere che ripristini la metà del conto. Ad esempio, se sul conto erano depositati mille euro e il cointestatario ne ha prelevati 800, si può esigere da lui la restituzione di 300 euro (per riportare il conto a 500 euro: l’esatta metà). 

Se, però, si riesce a dimostrare che la cointestazione del conto era solo una simulazione rivolta a consentire al titolare effettivo di avvalersi dell’aiuto di un’altra persona per i prelievi e i pagamenti, questi dovrà restituire l’intero importo. 

Come dimostrare la simulazione? Ad esempio, quando i risparmi sul conto sono frutto del reddito solo di uno dei due soggetti cointestatari. 

Che succede se alla morte del titolare del conto il cointestatario lo svuota?

Allo stesso modo, è possibile agire contro il cointestatario del conto che, dopo la morte del titolare, faccia prelievi oltre la propria metà. Egli, infatti, non può ritirare più del 50% dei soldi (salva l’ipotesi appena citata della simulazione, nel qual caso è vietato qualsiasi prelievo). In caso contrario, gli eredi possono agire contro di lui per la restituzione dell’importo. 

Cosa succede alla morte del titolare del conto corrente?

La banca non può chiudere il conto nel momento in cui muore il correntista. Gli eredi hanno diritto a ritirare le giacenze ancora presenti in banca. Ma non possono farlo subito. Difatti, saputo della morte del titolare del conto, la banca blocca qualsiasi prelievo in attesa che gli eredi presentino la dichiarazione di successione. Con questo documento, l’istituto di credito liquida ad ogni erede la propria quota del conto corrente. Prima di ciò è possibile – solo col consenso di tutti gli eredi – prelevare gli importi necessari al funerale.

Nel caso in cui tra gli eredi vi sia un cointestatario, questi ha diritto a tenere per sé il 50% del conto mentre l’altro 50% andrà diviso con gli altri eredi. 

Che succede a chi preleva dal bancomat dopo la morte del titolare del conto?

Il prelievo dal bancomat fatto anche un secondo dopo la morte del titolare costituisce un atto di tacita accettazione dell’eredità. Questo significa che chi si comporta così, oltre a dover restituire agli eredi l’importo in questione, non potrà più rifiutare l’eredità, neanche se dovesse essere piena di debiti. Con i conseguenti rischi di pignoramento del suo stesso patrimonio personale. 

[1] Ai sensi del d.lgs. n. 231/2007 (art. 55 n. 9).