Da Bari il desiderio di tutte le Chiese di camminare insieme

Diritti & Lavoro

Ultimo giorno dell’incontro “Mediterraneo frontiera di Pace” prima dell’arrivo, oggi, di Papa Francesco al quale i 58 vescovi presenti consegneranno le proposte nate da questi tre giorni di confronto

Andrea Dammacco – Bari

“La cosa più bella è che tutti noi vescovi siamo convinti che questo sia solo l’inizio di un cammino, che era necessario intraprendere per dare una nostra risposta, col Vangelo, ai problemi della Chiesa, delle nostre Chiese e della società di oggi”. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, a conclusione delle giornate di dialogo di “Mediterraneo frontiera di Pace” a Bari, spiega la sua gioia nell’aver scritto “una pagina che abbiamo definito bella”. Non usa aggettivi superlativi nel riportare quanto emerso dal confronto tra i 58 vescovi giunti dai venti Paesi del Mediterraneo ma, nello spirito dell’incontro, richiama ad una gioia completa e propositiva.

Punto di partenza

“Come sono luminose le persone che sono qui – ribadisce Bassetti – anche quello che abbiamo scritto riflette l’amore dei pastori presenti. Come dice il Papa, dobbiamo essere pastori con il profumo delle pecore”.

Il cardinale rimarca con decisione l’oggetto delle proposte che verranno presentate domani a Papa Francesco nell’incontro con i vescovi nella Basilica di San Nicola di Bari: “Più che un documento – sottolinea – è un punto di appoggio sostanzioso da dare al Santo Padre. Ma la cosa più bella è l’introduzione dove diciamo che il discorso non finisce qui. Troveremo tutte le forme necessarie affinché questo sia approfondito e continuato per mettere in opera una solidarietà fraterna fra tutte le chiese”. Resta però il pragmatismo dello scopo finale dell’incontro: “Abbiamo adesso tutti il desiderio di continuare – conclude Bassetti – altrimenti resta una cosa bella che rimane lì. E la prossima sfida è di tradurre questa iniziativa in favore dei giovani, della famiglia e della pace”.

Concretizzare la sinodalità

Un avvenimento unico come quello di Bari non può che suscitare emozioni forti nei rappresentanti delle diocesi del Mediterrane. “È stato un momento molto forte per me, ho vissuto con i vescovi una vera sinodalità. Abbiamo saputo la preoccupazione dei pastori delle regioni colpite da guerre e miseria. È questo il centro del nostro incontro con Gesù, con l’uomo, con la dignità umana”. Lo ha spiegato il cardinale Louis Raphaël Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, sottolineando il desiderio di vivere “la dignità con gioia e libertà” da parte dei popoli colpiti dai conflitti e dai drammi delle guerre. “Per questo – spiega il patriarca – abbiamo proposto tanti punti per produrre nel concreto, perché la gente è stanca di convegni, incontri e discorsi ma vuole vedere trasformate le parole in azioni”.

Dare voce alle comunità

Il contesto del Mediterraneo, però, si irradia anche verso i Paesi della sponda Nordafricana. Riflettere insieme ai vescovi delle Chiese del Mare Nostrum, allora, è stato per il cardinale Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat in Marocco, un’occasione per levare la propria voce da comunità minoritaria. “Se da una parte mi ha toccato il cuore ascoltare le sofferenze delle Chiese del prossimo Oriente – ha detto – dall’altra ha reso le chiese del nord dell’Africa più conosciute”. Con questa occasione, infatti, secondo il presule di Rabat “possiamo portare alle vecchie chiese d’Europa un messaggio di speranza perché siamo entusiasmati dalla nostra fede, che viviamo in minoranza ma anche in un clima di gioia”.