In un romanzo poliziesco vi racconto il bullismo scolastico di Lello Gurrado

Cultura & Società

di F. Moretti

Il bullismo è un’agghiacciante piaga sociale che miete diverse vittime. Ogni giorno sui quotidiani leggiamo notizie di cronaca che hanno come protagonisti giovani prevaricatori e bulli, e i relativi provvedimenti presi nei loro confronti dalle autorità competenti. Lello Gurrado nel suo ultimo libro Quattro bravi ragazzi. Storie di ordinario bullismo tratta questo delicato tema affrontandolo in una forma del tutto originale attraverso il genere poliziesco

Natale Gurrado, detto Lello, classe 1943, è nato a Bari, vive a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, è scrittore e giornalista. Ha ricoperto il ruolo di redattore capo al Corriere d’Informazione, inviato speciale alla “Domenica del Corriere”, capo ufficio stampa del Col di Milano ai Mondiali del 1990. Il suo primo libro è pubblicato da Erre Edizioni, Il mestieraccio, una satira proprio sulla professione giornalistica. Nel 2014 è uscito, edito Marcos y Marcos, Fulmine che ha vinto la quinta edizione del prestigioso Premio “Legenda giovani”. Nel 2016 è pubblicata da edizioni del Gattaccio, Nel gommone, una raccolta di racconti sul tema del razzismo.

La storia di “Quattro bravi ragazzi” ruota intorno al liceo scientifico Enrico Fermi, una serie di morti sospette tinge di giallo il regolare ritmo di vita degli studenti e della città intera. Il primo a perdere la vita in circostanze poco chiare è il diciassettenne Luca Biondi. Il giovane finisce sotto un treno e nessuno ha visto la mano assassina, la polizia inizia a indagare, di certo, però, ci sono solo ipotesi che non vengono suffragate da nessuna prova concreta. Dopo sette giorni di indagini che non hanno portato da nessuna parte il magistrato decide di chiudere il caso. “Ma il caso era tutt’altro che chiuso. Al contrario, doveva ancora aprirsi”. Venti giorni dopo la morte di Biondi, il cadavere di un altro diciassettenne viene rinvenuto su una panchina dei giardinetti con una siringa infilzata in una coscia. Il corpo è di Marco Gentili, compagno e amico inseparabile di Luca. Nemmeno per questa seconda morte la polizia è in grado di stabilire l’esatta dinamica. Preso atto del secondo decesso sospetto che ha colpito gli studenti dello stesso liceo, il magistrato di turno affida le indagini alla polizia investigativa. L’increscioso compito di sbrogliare l’intrigata matassa viene affidato a Michele Amoruso, commissario di origini pugliesi, noto per il suo infallibile intuito, grinta e tenacia, tanto da autodefinirsi il Cerbero, il personaggio mitologico che Dante pone a custodia del III cerchio, quello dei golosi. Amoruso, dopo un attento esame dei verbali investigativi, comprende la gravità della situazione, si trova dinanzi a un caso di non semplice soluzione. Dove lo porteranno le sue indagini? La verità non è sempre come appare per comprendere bisogna scavare nel torbido, ed è quello che farà il diligente commissario.

Quattro bravi ragazzi è un romanzo istruttivo che affronta in forma romanzata un argomento delicato e spiacevole come quello del bullismo scolastico. Ottima la scelta di Lello Gurrado di raccontare le conseguenze irreparabili di comportamenti prevaricatori e bulli attraverso il genere giallo, in particolare poliziesco. Un genere letterario che permette una comprensione immediata del contenuto e del messaggio che vuole essere veicolato.  Lo stile narrativo lineare e chiaro, la scrittura semplice e scorrevole rendono il romanzo un perfetto crossover, lettura ideale per ragazzi e adulti. Un’idea geniale del giornalista per raggiungere un pubblico più vasto.

E come afferma Federico Tonioni: “Il bullismo non è una malattia da curare a scuola ma un dolore da prevenire in famiglia, non dimenticando che quando i genitori ce la mettono tutta hanno anche diritto di sbagliare”.