Il Comitato dieci febbraio di Altamura e Gravina in Puglia onora i Martiri delle Foibe

Diritti & Lavoro

Giovanni Mercadante

copertina:Foto e piantina del campo  archivio Giovanni Mercadante 

Messa in suffragio celebrata in Cattedrale  ad Altamura domenica 9 febbraio 2020 in memoria dei Martiri delle Foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati. 

Il “Comitato dieci febbraio” di Altamura e Gravina in Puglia, a cura dei referenti Carlo Moramarco e Giuseppe Zuccaro, che è anche referente regionale, ha fatto celebrare  la Santa Messa in Cattedrale, in suffragio dei Martiri delle foibe. Al Campo profughi (detto anche Campo N. 65) di Altamura sulla strada per Gravina, furono accolti dagli altamurani e gravinesi, migliaia di fratelli e sorelle italiani-esuli istriani, fiumani e dalmati.

Con la Legge 30 marzo 2004, n. 92,  il Parlamento italiano ha istituito il 10 Febbraio quale “Giorno del Ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra (dall’armistizio dell’08.09.1943 al 10.02.1947 e dopo) e della più complessa vicenda del confine orientale.

                                    Palazzina Comando al centro del campo

Nella stessa giornata si sono svolte, per legge, iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado ed è altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende.

L’occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia, Istria (primavera del 1945), fu causa non solo del fenomeno delle foibe (cavità carsiche profonde dai 15 mt ad oltre 100 mt, ove furono gettati vivi dai partigiani comunisti slavi del Maresciallo Tito, dopo torture, decine di migliaia di uomini, donne, giovani e bambini innocenti, la cui unica colpa era quella di essere nati italiani), ma anche delle deportazioni nei campi di concentramento jugoslavi di popolazioni inermi;

in Istria, a Fiume e in Dalmazia, la repressione comunista jugoslava costrinse 350.000 persone ad abbandonare le loro case per fuggire dai massacri e poter mantenere la propria identità italiana.

  Una delle tante  baracche utilizzate dai profughi

Nel febbraio 2006 a Roma presso il Quirinale, l’ex Presidente della Repubblica, Sen. Carlo Azeglio Ciampi, consegnò una medaglia d’oro al valor civile alla memoria di Norma Cossetto, 24 anni, seviziata, violentata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti titini nel settembre 1943 (Ciampi, nella motivazione, esaltò “il coraggio e l’amor patrio”); in quell’occasione l’ex Presidente Ciampi consegnò anche una ventina di riconoscimenti ad altri parenti di vittime delle foibe.

L’Amministrazione comunale di Altamura nell’occasione ha provveduto  all’affissione del manifesto in ricordo di tutte le vittime delle Foibe e degli esuli.

Per giustezza d’informazione va pure segnalato che è stata  protocollata presso il Comune una interpellanza a firma dei consiglieri comunali Onofrio gallo, Giandomenico Marrocoli, Antonello Laterza e Carlo Scarabaggio su sollecitazione del Comitato 10 febbraio in merito alla richiesta di applicare una targa a memoria all’ingresso del campo.

                                                                  Resti di palazzine